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Intervista al Vescovo Ausiliare FI Mons. Maniago

Edizione del: 3 giugno 2012

Quando Mons. Claudio Maniago, 53 anni, fu nominato, da Papa Giovanni Paolo II, il 18 giugno 2003, Vescovo Ausiliare di Firenze conquistò il record, con i suoi 44 anni, di Vescovo italiano più giovane.

Entrato in seminario dopo la maturità classica, dopo gli studi teologici a Firenze frequenta a Roma l’Almo collegio Capranica, conseguendo la licenza in liturgia, presso la Pontificia Università di Sant’Anselmo.

Il 19 aprile 1984 viene ordinato sacerdote.

Dal 1987 al 1994 è Rettore del Seminario Minore, chiuso quando viene chiamato a nuovo incarico, direttore del centro diocesano per le vocazioni e membro del consiglio pastorale diocesano e assistente ecclesiastico del Serra Club.

Nel 1988 diviene Cerimoniere dell’Arcivescovo di Firenze e incomincia ad insegnare Liturgia, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, nel 1991 è Direttore dell’ufficio liturgico diocesano e membro della commissione ordinandi.

Nel 1994 diviene Pro Vicario Generale, dal 2001 Vicario Generale, dell’Arcidiocesi e Moderatore della Curia, e Canonico Onorario della Cattedrale.

Eccellenza, il 2012 sarà caratterizzato dalla visita pastorale del Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori. A che punto siete organizzativamente?

“La visita pastorale è l’atto più bello e importante che un vescovo può fare tra nella sua gente, quello di camminare tra la sua gente e portare la conferma della Fede in mezzo alla gente. La macchina organizzativa è già al lavoro da tempo. Sarà una delle perle dell’episcopato del Vescovo Giuseppe qui a Firenze”.

 Nel dare la notizia della nomina a Cardinale dell’Arcivescovo di Firenze Mons. Giuseppe Betori ho scritto che sicuramente è segno anche di quel vincolo speciale che lega Firenze alla CEI – nata qui nel gennaio di 60 anni fa, con il Cardinale Florit poi Presidente e il fiorentino Bartoletti Segretario Generale – e dei ben due Segretari Generali, di seguito poi Arcivescovi di Firenze ed elevati qui alla Porpora?

 “Ci fa onore che il Papa abbia chiamato come Vescovi di Firenze persone di sicuro rilievo nazionale, in quanto a capo della Cei, incarico che richiede non soltanto una buona Fede, ma anche una acutezza di visione e anche una grande capacità organizzativa e di relazione con tutti, annoverandoli poi entrambi nel Sacro Collegio Cardinalizio come pastori di Firenze”.

 Nel 2015 a Firenze si terranno gli Stati Generali della Chiesa promossi dalla Cei?

 “E’ una cosa bella, che come Chiesa fiorentina ci emoziona. Non un momento celebrativo, ma di riflessione. Che il tema sia quello dell’educazione qui a Firenze lo sentiamo con grande emozione, perché ci responsabilizza e stimola ad essere noi per primi e con particolare entusiasmo a percorrere vie di riflessione su questo tema cosi delicato che il Papa ha indicato “come emergente ed urgente”.  Anche la città – dai segnali positivi che abbiamo avuto in questo periodo – davvero a 360 gradi, sarà sicuramente pronta a dare il meglio di sé”. 

 Firenze è una città dove si hanno notevoli segni di difficoltà economiche per varie testate giornalistiche, molte dei quali sono a forte rischio chiusura, qual è il suo commento a questa situazione?

 “Nella nostra città, in particolare, questi sono segnali di una sofferenza. Dove si va a chiudere un esperienza, un esperienza di comunicazione, è senz’altro un male per tutta la città. E’ come zittire una voce, che al di là che si condivida o meno, al di là che possa essere espressione di tutta o parte della città, comunque è una voce, che in un contesto che, come tutti auspichiamo, libero, di confronto, di ascolto, come dovrebbe essere la nostra Società, non dovrebbe mancare”. 

 Vescovo Claudio Maniago Ausiliare di FirenzeLei è il primo Vescovo Ausiliare che i fedeli chiamano affettuosamente per nome, e non Eccellenza, avendola vista crescere fin da ragazzino in seminario e poi nei vari incarichi in curia. Se Piovanelli non le avesse, in senso benefico, tappato le ali, forse al posto di Marini, in Vaticano, ci sarebbe stato lei. Ha mai pensato come sarebbe stata la sua vita?

 “Da una parte mi fa piacere sapere che c’erano state queste attenzioni verso la mia persona, dall’altra sono sereno rispetto alla mia vita. Fantasticando, un esperienza accanto a Papa Giovanni Paolo II sicuramente sarebbe stata senz’altro emozionante, come il servizio che sto rendendo alla chiesa fiorentina”.

  I giornali però parlano per lei di un nuovo incarico?

 “Che nel mio futuro ci possa essere un’altra destinazione non mi preoccupa, né mi scandalizza più di tanto, sta nelle cose. Sorrido alle tante attenzioni, che leggo anche come attestazione di stima, che mi vedono candidato a tantissime sedi. Vivo serenamente il mio ministero a Firenze”. 

 Per i fiorentini è un “controsenso” che proprio l’Arcivescovo, la cui “fede” calcistica però non è viola, debba smettere d’indossare il colore  viola per il rosso porpora. Comunque abbiamo l’ ausiliare di provata “fede viola”?

 “Si, anche se la parola fede mi intriga troppo spenderla in questo contesto. Denuncio pubblicamente e tranquillamente il mio tifo per la squadra di Firenze. Fin da piccolino, tirato su da mio padre, con passione. Una realtà da vivere con passione senza gli eccessi che nel calcio disgustano, e che vorremmo fossero cancellate, perché estranee al mondo dello sport. E’ vero che qui in curia ci sono ‘purtroppo’ persone che tifano altre squadre. Dallo stadio manco da tempo, però anche da vescovo qualche volta sono riuscito ad andarci”.

Franco Mariani

 


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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