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Intervista al Direttore Aiuto Chiesa che soffre

Edizione del: 24 ottobre 2013

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), è una Fondazione di Diritto Pontificio fondata nel 1947 da Padre Werenfried van Straaten, che si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione.

Nel 2012 ha raccolto oltre 90 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con sedi nazionali, realizzando oltre 5.604 progetti in 140 Nazioni.

 Dal 1999 la sezione italiana pubblica il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.

News Cattoliche ha incontrato Massimo Ilardo, Direttore della sede italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Ma la Chiesa Cattolica, nel Terzo Millenio, è ancora una Chiesa che soffre, una Chiesa perseguitata?

“Purtroppo si. Purtroppo la Chiesa soffre coi Cristiani perseguitati che soffrono. Da una nostra recente stima il 75% delle violazioni alla libertà religiosa a sfondo religioso  sono verso i Cristiani. Perché? Perché probabilmente, la nostra fede è un esempio molto forte, un esempio molto vivo di quello che può essere l’indipendenza dal potere. E questo è uno dei motivi. Il secondo motivo è che probabilmente tra una serie di situazioni politiche, governative, dittatoriali quando l’uomo si pone un po’ al di sopra, quale assoluto, accade che i Regimi Totalitari, rendano la vita impossibile non solo ai Cristiani ma a tutta la popolazione. Questo è chiaro anche in alcuni Paesi Islamici. Ma la cosa più importante è che purtroppo, attualmente, la condizione dei Cristiani, è una condizione che sta peggiorando. Se voi fate un momento di riflessione, vi accorgerete che la parte Medio Orientale è completamente in alto mare: la Siria, ultimo baluardo dei Cristiani, l’Iraq, dove sono rimasti quasi 300mila Cristiani dai 2 milioni e rotti che erano. La Primavera Araba, che doveva portare delle novità, pare che, in questa situazione, per i Cristiani non lo sia. Lo vediamo in Egitto, dove il 14 agosto che è stato un po’ l’apice della situazione egiziana: quando hanno pensato che c’era una convivenza tra i Cristiani e i rivoltosi di Morsi, hanno incendiato circa 100 tra case, edifici, negozi e istituti religiosi cristiani”.

Come si svolge la vostra mission?

Padre Werenfried van Straaten fondatore aiuto chiesa che soffre“Noi intanto cerchiamo di promuovere quello che è la nostra mission cioè: esistono tante Opere meritorie. La nostra è un’Opera Pontificia, una Fondazione Pontificia che ha una caratteristica, quella di aiutare la Chiesa. Noi, non sosteniamo in primis tutta l’azione sociale, noi sosteniamo il sacerdote perché crediamo che attorno al sacerdote si possa costituire una comunità e successivamente tutto il resto. Noi vogliamo assolutamente seguire quello che ci diceva il nostro fondatore, Padre Werenfried (nella foto): ‘per aiutare è importante non liberarsi di un senso di colpa ma prima di tutto convertirsi attraverso un perdono’. Questo perdono ci permette di vedere quell’aiuto, quel sostegno, quella carità che si fa sotto un aspetto totalmente diverso. Ecco questo è un po’ la prima parte della mission di Aiuto alla Chiesa che soffre. La seconda parte è portare sostegno a quelle persone che spesso sono ai limiti, sono al confine, sono soli, per far sapere loro che il corpo di Cristo è unito e che siamo un’unica parte di tante membra”.

Uno dei vostri compiti principali, a fronte proprio della vostra missione nelle zone più martoriate, è  anche quello di redigere e pubblicare il Rapporto sulla Libertà Religiosa?

“Abbiamo iniziato nel 1999 a pubblicare il Rapporto sulla Libertà Religiosa. Inizialmente ogni anno, ma dalle ultime tre edizioni lo pubblichiamo ogni 2 anni, perché il lavoro è estremamente laborioso, in quanto è un lavoro che facciamo  a livello internazionale e in diverse lingue. La nostra attenzione è finalizzata al sostengo alla Chiesa che soffre e ai loro Vescovi. I Vescovi sono coloro che ci propongono i progetti e le loro priorità. Conoscendo molto bene la realtà di quei luoghi abbiamo informazioni dirette, informazioni che non vengono manipolate da terzi, quindi riusciamo ad avere e a presentare al mondo la vera fotografia reale del luogo. Il Rapporto conferma la necessità del nostro aiuto ad una Chiesa che ancora oggi è sofferente, è perseguitata; una Chiesa la cui azione, in molti paesi è limitata. Una Chiesa a cui sempre più spesso è negata la possibilità della Missione evangelizzatrice. In quei luoghi noi siamo presenti”.

Una Chiesa a cui cercate di dare voce anche portando nel nostro paese i Vescovi protagonisti di questa Chiesa che soffre?

“E questo è il motivo di questo tour, il primo che abbiamo organizzato, e che ci ha visto dare voce, nelle principali città italiane, all’Arcivescovo Pakistano di Karaci, Mons. Joeseph Coutts. Questo è il significato profondo della nostra missione: i Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi che noi vediamo costantemente, chiedono prima di tutto preghiere, e poi il sostegno materiale. Noi sosteniamo la loro sofferenza, e ci impegniamo che la loro voce non venga ignorata. E’questa voce che indegnamente cerchiamo di portare al mondo occidentale. Una voce  che nei mass media è un po’ assente, ma che grazie anche a questo tipo di incontri che organizziamo riusciamo a far emergere”.

Che ricordi personali ha di questi Vescovi e Sacerdoti che incontra?

“Ce ne sono diversi.  Molti sacerdoti che conosciamo e che poi, dopo il loro rientro nella loro nazione, a causa della loro missione, non vediamo più. Ma quello che costantemente mi scuote è che ogni volta che questi giovani sacerdoti, questi pastori vengono a studiare a Roma, vengono a studiare con il pensiero di aver lasciato il loro gregge e che il loro gregge è senza pastore. Il sentire nei loro racconti questa ‘mancanza’ del loro gregge, e  allo stesso tempo questa necessità di tornare per essere al loro fianco, è per me un grande esempio, che mi fa  commuovere ogni volta”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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