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Intervista al Cardinale Coccopalmerio

Edizione del: 17 dicembre 2013

Il Cardinale Francesco Coccopalmerio, classe 1938, è Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.  Dopo essere entrato nel Seminario Arcivescovile di Milano nel 1957, è ordinato sacerdote il 28 giugno 1962. Consegue la laurea in Diritto Canonico nel 1968, quella in Giurisprudenza nel 1976 e la Licenza in Teologia nel 1990. L’8 aprile 1993 è nominato Vescovo Ausiliare di Milano.

Dal 1995 al 2006 è commissario pontificio della Compagnia di San Paolo.

Nel 2007 Papa Benedetto XVI lo nomina presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e lo eleva alla dignità Arcivescovile.

Papa Benedetto XVI lo nomina Cardinale diacono di San Giuseppe dei Falegnami nel Concistoro del 18 febbraio 2012.

Eminenza tutti vogliono e chiedono a gran voce la Riforma della Curia: dal Collegio Cardinalizio ai Vescovi. Onestamente si è stufato di rispondere su questa domanda ai giornalisti ?

“No no, sono molto contento di rispondere, solo che io non posso, anche se ho le mie idee, avrei le mie proposte per una, non Riforma, ma per un aggiornamento della Curia. Non posso, evidentemente, dare mie interviste in un momento in cui aspettiamo che il Papa ci dia le sue indicazioni dopo aver sentito. Sono già 2 volte che il Consiglio degli 8 Cardinali nominato dal Papa per studiare questa Riforma si è riunito, quindi aspettiamo che lui ci indichi quello che dobbiamo fare”.

Eppure la Chiesa Cattolica e la Santa Sede, rispetto agli Stati e Organismi internazionali ha un sistema di governo e legislativo ormai “rodato”?

“La Legislazione della Chiesa, si chiama Diritto Canonico, che certamente ha tutti i suoi grandi pregi. Non dimentichiamo che gran parte del Diritto italiano è nato dal Diritto Canonico in età medioevale e quindi dobbiamo dire che il Diritto Canonico ha una sua eccellenza. Qui però si tratta adesso, non tanto di una riforma del Diritto Canonico che pure è in essere, quanto di una Riforma o meglio di un aggiornamento della Curia Romana, quindi di una parte, di un settore della legislazione della Chiesa che riguarda appunto questo Organismo complesso che serve il Papa nel compimento delle sue attività di Governo della Chiesa Universale. Quindi ripeto, aspettiamo che questo avvenga”.

Lei ha speso tutta la sua vita nello studiare la Legge, vero?

“Nello studiare il Diritto Canonico. Si, io sono competente in questo settore anche se posso dire di avere una certa competenza anche in Diritto Civile e soprattutto nella parte fondativa del Diritto Civile”.

Lei viaggia molto, sia in Italia che all’Estero, per spiegare alle persone, con lezioni e conferenze, in una sorta di sua “speciale missione”?

“Io credo che sia molto importante parlare di questi argomenti. Ecco, per quello che riguarda il Diritto Civile e il concetto di Diritto Civile. Quando dico Diritto Civile, intendo non il Diritto Civile in contrapposizione al Diritto Penale, ma il Diritto delle Comunità umane a differenza del Diritto Canonico, che è il Diritto della Chiesa. Quando parlo del Diritto Civile, lo faccio volentieri per illustrare, come posso, i suoi elementi essenziali, ciò in cui il Diritto Civile si differenzia dalla pura legge statuita dal legislatore, ciò in cui il Diritto Civile si identifica con la persona e con le esigenze della persona, con i diritti e i doveri insiti nella persona. Quindi realtà che si differenziano dalla legge positiva del legislatore che stanno prima delle opzioni del legislatore”.

Siamo in un periodo di crisi, non solo economica e spirituale ma anche legislativa?

“Io mi occupo non della crisi morale in senso globale ma in modo particolare della crisi nell’ambito del Diritto, Diritto della Comunità umana, Diritto che io chiamo Civile. Io credo che il Diritto sia in crisi proprio per una mancanza di metafisica, cioè si è perso il riferimento alla persona, e il legislatore, che dovrebbe fare le sue leggi tenendo conto della persona e delle sue esigenze inderogabili e non dipendenti dalla sua opzione, invece si sente sganciato da questo nucleo, chiamiamolo ontologico cioè appunto della persona, e proceda indipendentemente da questo. In questo senso, credo che il mondo del Diritto debba essere, diciamo così, evangelizzato, non soltanto con una predicazione della fede Cristiana, ma in modo di riguadagnare la ragione in questo campo”.

Qualche esempio?

“Ad esempio su famiglia e rapporti di coppia il legislatore, può fare delle leggi che tengono presente l’ontologia della persona e dei rapporti di coppia, oppure delle leggi indipendenti da questo, che dovranno essere rispettate, perché il rispetto e la comprensione è senz’altro importantissimo e inderogabile, però non saranno secondo l’ontologia della persona”.

Un suo giudizio sui rapporti di coppia e matrimonio?

 “Ci sono molti problemi proprio per quello che riguarda la tenuta dei matrimoni. Ci sono matrimoni che falliscono anche dopo poco che sono stati contratti, altri che sono in crisi dopo anni di vita. Il problema è quello di una cultura del matrimonio come realtà indissolubile, cioè come promessa d’amore che non ha scadenze prima della morte. La Dottrina Cristiana sul matrimonio Cristiano è chiara: il matrimonio è indissolubile proprio perché è amore per una persona, non è amore o infatuazione soltanto per alcuni elementi per questa persona o per alcune doti, ma è proprio amore per la persona. Per cui, quando io prendo nel matrimonio una persona, poi la tengo nonostante le mutazioni, nonostante che non sia più quella di una volta, proprio per rispetto della persona. I matrimoni sono molte volte in crisi per una crisi di cultura, di fede, non solo di fede, ma di diretta concezione del matrimonio anche da un punto di vista puramente naturale, il matrimonio che è sempre un’unione indissolubile. C’è poi il problema grave della eterosessualità: e anche qui ci sono modi di concepire i rapporti di coppia che a mio giudizio, non sono compatibili e non solo con la Dottrina Cristiana, ma anche con una concezione normale della persona umana, con tutto il rispetto per coloro che la pensano diversamente o che vivono diversamente, perché noi vogliamo avere assoluta comprensione, rispetto per queste persone, però non possiamo neanche dire che una unione omosessuale sia, secondo il pensiero della Chiesa o secondo il pensiero della Dottrina Cristiana”.

Secondo lei stiamo andando verso un ritorno della sacralità della coppia nel Matrimonio, secondo anche gli insegnamenti di Papa Francesco oppure siamo ancora in una lunga stagione di instabilità?

“Dobbiamo avere una visione certamente positiva. Sapere che lo Spirito Santo è presente, agisce e illumina le menti e quindi, senz’altro, la visione è positiva. C ertamente il Papa sta facendo molto per riavvicinare le persone alla Chiesa e anche a un modo di pensare più umano, più sereno, meno ideologico e quindi penso che dobbiamo essere ottimisti, certamente, ma confidando però sempre nel Signore”.

Franco Mariani

 


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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