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Intervista a Sr Rosanna già Sottosegretario Vaticano

Edizione del: 16 giugno 2013

Suor Enrica Rosanna, classe 1938, sociologa, salesiana, è stata la prima religiosa a salire ai vertici della Curia Romana, venendo nominata da Papa Giovanni Paolo II Sottosegretario della Congregazione per la Vita Consacrata. Per la sua competenza socio-pedagogica si è accreditata come esperta e studiosa anche presso istituzioni non religiose, come  la Banca d’Italia e il Ministero della Pubblica Istruzione. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste,  saggi,  libri, dizionari, volumi, sulla formazione nella vita religiosa.

News Cattoliche l’ha incontrata e si è fatto raccontare questa sua splendida esperienza di vita che oggi si è trasformata in una nuova missione, che traspare tutta ogni qual volta la si sente parlare, affascinandoci.

Oggi c’è una crisi vocazione. Ovviamente non c’è una ricetta per “fare” le Suore, ma qualche consiglio si può dare?

“Ovviamente sì.  Il problema del calo vocazionale non è solo un problema di testimonianza delle consacrate, ma ci sono delle situazioni obiettive che rendono difficile la scelta di seguire Gesù. Per esempio oggi c’è una crisi di natalità  e spesso le famiglie sono disunite, ‘dissestate’ e quindi i figli non trovano un ambiente sano in cui crescere e in cui maturare quei valori che sono la premessa per una scelta vocazionale alla vita consacrata. Oggi poi, per la donna ci sono molte possibilità di realizzarsi anche al di fuori della vita religiosa: assistenti sociali, infermiere, catechiste.  Nella Chiesa, poi, le realtà di vita consacrata sono molte: Istituti di Diritto Pontificio, Istituti di Diritto Diocesano, Monasteri, Vergini consacrate, Istituti secolari, nuove forme di vita consacrata. Le giovani che chiedono di seguire la vita consacrata, che sono di meno rispetto al passato, si distribuiscono tra tutte queste realtà. Per questo le aspiranti, le novizie e le giovani suore di ogni realtà religiosa sono di meno rispetto al passato. Non siamo però a livello zero, e ciò è confortante. Dio chiama anche oggi, sceglie per Sé anche oggi”.

Molti pensano che Clausura vuol dire chiusura?

“La Clausura è un modo particolare per vivere la contemplazione, che però è di tutta la vita Religiosa, che comporta sempre molti spazi di preghiera, di riserbo, di contemplazione, oltre che un servizio alla gente quali i poveri, i bambini, le parrocchie, i malati, ecc. Le monache hanno momenti intensi di preghiera, scanditi dalla Liturgia delle Ore, ma hanno anche attività. Ricordo il motto di S. Benedetto: ‘Ora et labora’. Oggi le monache escono dal Monastero – non solo per necessità personali di salute o altro – ma per incontri formativi  quali incontri di Abbadesse, incontri di formatrici, incontri di giovani monache, incontri sulla Lectio divina. E’ bello che le monache si incontrino e si conoscano perché questi incontri, oltre che arricchirle, fanno sì che si conoscano e si aiutino nel momento del bisogno”.

Non so se ci ha mai fatto caso, mentre era Sottosegretario della Congregazione per la Vita Consacrata, che lo Zecchino d’Oro, dell’Antoniano, ha dedicato molte canzoni alla figura delle Suore. In queste canzoni spesso  i bambini vedono le Suore come seconde madri.

“Non ci ho mai fatto caso. Effettivamente lo spazio che una Suora ha nell’educazione è molto forte. Pensi alle scuole materne, alle scuole elementari gestite dalle suore.  Per il bambino e il fanciullo si tratta dei primi anni della vita, quegli anni in cui si plasma la personalità . Oggi,  sempre di più,  le mamme lavorano e non vedono quasi mai il bambino, per questo la Suora deve essere proprio una seconda mamma, non per sostituire la prima che ha la responsabilità più grande, ma per contribuire a dare al bambino quei valori che costruiscono la sua vita e per dargli quell’attenzione, affetto, amore, tenerezza, punti di riferimento di cui ha bisogno per crescere”.

Qual è stato il suo apporto alla Congregazione della vita consacrata di cui è stata Sottosegretario?

“Il lavoro del Dicastero della vita consacrata è un lavoro di collaborazione, ciascuno con il proprio ruolo e la propria responsabilità. Certamente ho vissuto la mia missione da donna e da donna consacrata. Compito di una donna è quello di costruire l’unione, di lavorare in sintonia, ma rispettando la peculiarità di ciascuno, la diversità di ciascuno, e qui sta il punto difficile. La mia missione non è sempre stata facile, anche perché sono stata la prima donna a svolgere questo servizio nella Curia Romana, ma Dio aiuta e poi ho trovato colleghi che per me sono diventati autentici maestri. Certo, ho imparato molto, tanto, e di tutto ringrazio il Signore. Oggi, a missione compiuta, voglio dare quello che ho imparato perché diventi ricchezza di tante sorelle”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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