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Intervista a P.Leidi Congr.Vat.Vita Consacrata

Edizione del: 16 giugno 2013

Padre Leonello Leidi, classe 1964, passionista, ordinato nel 1990, è  Capo Ufficio presso la Congregazione Vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, dove cura il settore dell’approvazione dei nuovi Istituti di vita consacrata. Dal maggio 2010 è membro della Consulta giuridica della Conferenza dei Superiori Maggiori Italiani CISM.

News Cattoliche l’ha incontrato per farsi raccontare alcuni aspetti del suo importante lavoro in Vaticano.

Padre, qual è il suo compito primario in seno alla Congregazione Vaticana?

“All’interno della Congregazione per la Vita Consacrata dirigo il settore che analizza il grande vasto fenomeno delle cosiddette forme nuove di vita consacrata. Tutte queste realtà, di diversa natura,  si presentano con tratti molto particolari e vari che intendono presentarsi nella compagine ecclesiale con delle innovazioni a livello della vita comunitaria e della vita associativa della Chiesa”.

Quante sono oggi queste nuove realtà che attendono dalla Chiesa un riconoscimento ufficiale?

“Secondo un primo censimento, fatto in occasione di un convegno a Roma del 2007, organizzato dalla Fraternità Francescana di Bretagna, che è una di queste forme nuove, e dai risultati della commissione degli storici sulla vita consacrata, diretta dal professor Giancarlo Rocca, è stato evidenziato, a partire degli anni 60, quindi dai momenti precedenti appena il Concilio, fino ad oggi, una fioritura di circa 800 di queste forme nuove. Nuove comunità e nuove associazioni di cui alcune delle quali sono oggi già state riconosciute. Di queste circa una trentina presentano i tratti di una forma nuova di vita consacrata ossia di una forma che assume la propensione consigli evangelici, sia pure con strutture di moderno, diverse, anche con la presenza, diciamo, di rami di consacrati, consacrate, con la presenza anche di laici e sposati associati,  sono ancora in cammino in ordine a un loro riconoscimento ecclesiale”.

L’ultima che è stata approvata?

“L’’ultima di Diritto Pontificio che la Congregazione ha approvato, e riconosciuto, è un istituto che si chiama Missionarare Identes, di fondazione spagnola, approvati nel 2010. Di Diritto Pontificio, quindi hanno già terminato tutte le varie fasi di approvazione e si presentano come un unico istituto, con due rami di consacrati celibi maschi e alcuni sacerdoti e di consacrate nubili femmine, con aggregate delle famiglie che partecipano a questa spiritualità”.

Queste nuove forme di Vita Consacrata sono un fenomeno più europeo, americano, o del Terzo Mondo?

“Diciamo che è un fenomeno trasversale. Di queste 800 Comunità nuove o nuove forme, censite, possiamo dire che certamente è un fenomeno che ha toccato la Chiesa post conciliare: pensi che sono circa 200 negli Stati Uniti, poi segue l’Italia con 140, appresso la Francia, il Canada. Certamente è una realtà interessante, una realtà che inizialmente ha toccato le Chiese Occidentali, ma oggi è estesa anche nelle Chiese di nuova evangelizzazione, soprattutto nel Continente Afro Americano”.

Essendo Movimenti nuovi, hanno crisi di vocazione o di partecipazione?

“Assolutamente no. Da questo punto di vista molti di loro conoscono proprio una fioritura, una presenza dovuta un po’ alla radicalità evangelica, con cui molte volte si presentano. Questa capacità che hanno di attirare soprattutto i giovani, anche attraverso dei cammini di conversione, di ricerca di Dio, non gli fanno sentire nessuna crisi vocazionale”.

La Congregazione Vaticana come vede questo sviluppo?

“Nella storia della Chiesa lo Spirito Santo ha sempre parlato e continua a parlare, quindi quello che noi desideriamo fare non è spegnere lo Spirito, ma accompagnare questi doni affinché siano realmente provenienti dallo Spirito e anche possano trovare quello che è una necessaria coltura di vita per esprimere al meglio il loro carisma, le loro qualità e anche poterlo proseguire nel tempo con adeguati strumenti”.

Visto che la incontriamo in Toscana, qual è stata l’ultima nuova realtà toscana che è stata approvata dalla Congregazione Vaticana?

“Ho presente la Comunità fondata da don Divo Barsotti, ‘Figli di Dio’, che nella loro struttura, nel loro presentarsi, presentano i tratti forti di queste nuove Comunità di cui abbiamo parlato. Quindi la presenza non soltanto di vocazione alla vita consacrata, ossia persone che assumono i consigli evangelici, ma anche la presenza di laici, di sposati, perché anche la vita comune di molti insegna, a partire appunto dalla vita nelle proprie case come nei posti di lavoro”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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