Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Intervista a Martinez Presidente RNS

Edizione del: 6 ottobre 2013

Salvatore Martinez, 47 anni, svolge un’intensa attività editoriale, di conferenziere e di scrittore. Ha tenuto conferenze  in 25 Paesi dei 5 Continenti su temi di natura spirituale, con particolare riguardo ai giovani, alle famiglie, ai sacerdoti, alla promozione dei carismi e dei movimenti ecclesiali, spesso invitato da Vescovi, da Congregazioni religiose, da Istituzioni ed Enti culturali e sociali.

Esperto di musica sacra, è compositore di brani in uso nel repertorio liturgico, incisi in oltre 20 produzioni musicali per coro ed orchestra, tradotti e diffusi in molti Paesi del mondo.

Dal 1980 membro di Rinnovamento nello Spirito, dal 1997 è stato chiamato alla guida del Movimento, primo laico nella storia italiana del Movimento.

E’ Presidente di diverse fondazioni, alcune anche di Diritto Pontificio, e Consultore di 3 Pontifici Consigli.

Presidente Martinez, si sarebbe mai aspettato, da quando Papa Francesco è stato eletto lo scorso 13 marzo, un riconoscimento “ufficiale” del Rinnovamento nello Spirito, come quello che ha fatto il Pontefice parlando con i giornalisti sull’aereo che lo riportava in Vaticano dopo la GMG di Rio?

 “No. Quando sono stato ricevuto in Udienza Privata dal Santo Padre il 9 settembrw scorso, il Papa mi ha ricordato di essere stato il Consigliere Spirituale del Rinnovamento nello Spirito in Argentina, di qui la sua frequentazione con il Movimento, la sua stima, come egli stesso ha avuto modo di dire ai giornalisti: ‘Mi sono pentito perché non li avevo compresi, ma ho visto il bene che fanno alla Chiesa”.

Un riconoscimento che arriva a conclusione della vostra iniziativa itinerante per l’Italia “10 Piazze per 10 Comandamenti”, promossa assieme al Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e alla Conferenza Episcopale Italiana?

“Questa iniziativa, 10 Piazze per 10 Comandamenti, si conclude sotto lo sguardo di Papa Francesco, ma in realtà inizia con Papa Benedetto. E una particolarità, direi un dono, grande, è il video messaggio che verrà trasmesso anche qui a Firenze, registrato da Papa Francesco. In origine era il video messaggio di Papa Benedetto. Il progetto nasce all’inizio dell’Anno della Fede, proprio alla vigilia dell’Anno della Fede, per provare a dare un volto alla nostra fede. Una intelligenza, diremmo con Papa Benedetto, e adesso il tratto umano e umanizzante che cogliamo nel Pontificato di Papa Francesco. Un lungo racconto iniziato 13 mesi fa, che giunge proprio con il suo epilogo, il 6 ottobre qui a Firenze, undicesima Piazza, in realtà abbiamo suddiviso in due parti il 1° Comandamento per permettere alla Sardegna e a Cagliari di stare dentro questo racconto. La combinazione Piazza/Città con il Comandamento, non risente, direi, di luoghi comuni, perché credo che non si dica falsa testimonianza a Firenze come in qualunque altra parte d’Italia. Ma se luogo comune ci può essere dietro l’Associazione/Città/Comandamento, beh noi vogliamo proprio ribaltarlo perché riteniamo che la verità dei Comandamenti, abbia un tale valore, etico, morale e spirituale per tutte le nostre città e per tutti gli uomini credenti e non credenti, da meritare una rilettura come quella che abbiamo tentato e che giunti ormai alla fine, possiamo dire essere riusciti a realizzare”.

Una iniziativa rivolta non soltanto ai credenti, ai Cattolici, ma aperta a tutti, segno di un dialogo senza barriere ideologiche o appartenenze?

 “Lo dice la presenza di Gad Lerner a Roma che è un Ebreo di fede ebraica, lo dice un non credente come Ritan Armeni a Bologna, lo dice un agnostico come Ferruccio de Bortoli a Milano, ma lo direbbero tante persone che si sono unite a questo racconto, magari meno note. Una delle ragioni per le quali abbiamo voluto portare la fede in Piazza, è per ribadire che la fede Cristiana non soltanto è capace di umanizzare la storia, ma soprattutto di favorire questo dialogo, dialogo intorno alla verità dell’uomo, che diventa anche per chi crede, verità di Dio sull’uomo. Abbandonare l’uomo, trascurare l’uomo, il bisogno dell’uomo di trovare risposte fondamentali alla esistenza, significa non soltanto permettere che la nostra storia si intristisca, che le nostre città diventino sempre più anonime, ma che la gente soffre, e che bisogna dare risposte spirituali. E quello che è accaduto nelle Piazze ci dice che questo è possibile, che si può creare una cultura della Pentecoste che superi le barriere ideologiche e le appartenenze”.

A conclusione di queste 10 tappe in altrettante città italiane, 11 con Firenze, con oltre 80 mila persone partecipanti, senza contare le migliaia e migliaia che vi hanno seguito in televisione nelle varie dirette su Tv2000, qual è il suo giudizio?

 “Una straordinaria consonanza ideale, valoriale che ha unito uomini di buona volontà prescindendo dalle loro appartenenze, dalla loro professione di fede. Segno che la gente ha voglia di ascoltare parole profonde, quelle che riguardano l’esistenza dell’uomo, quelle che interrogano l’uomo intorno ai due grandi capisaldi della vita e della morte e il senso di questa iniziativa è racchiuso proprio nel tema generale che lega le diverse Piazze: ‘Quando l’amore da senso alla tua vita’. Si tratta di spiegare che cosa è questo amore, l’intelligenza della realtà, e di dire anche che, tra i laici Cristiani, che spesso vengono messi all’angolo quando prendono la parola sulle questioni fondamentali intorno al vivere umano, c’è forse da dare una maggiore credibilità, una maggiore attenzione, soprattutto per le buone prassi che sono capaci di ripristinare.  In questo senso, il dialogo tra Istituzioni, il dialogo pubblico nelle Piazze, e una rilettura creativa dei Comandamenti, sono proprio il segno di una profezia che continua da 2000 anni e di un amore, quello Cristiano, che ancora è capace di umanizzare la storia”.

Nel 2009 è stato incaricato dalla Santa Sede di progettare e dirigere, con la costituzione di un’apposita Fondazione di Diritto pontificio, il Centro Internazionale per la Famiglia a Nazareth, progetto voluto dal Beato Giovanni Paolo II e annunciato da Benedetto XVI in occasione della sua visita in Terra Santa. Quale sarà il compito di questa vostra presenza in Terra Santa?

“Un sogno di Giovanni Paolo II, una casa per le famiglie di tutto il mondo, una casa del Papa a Nazareth, dove tutto ha avuto inizio. Benedetto XVI nel 2009 ha rilanciato questo progetto, è nata così una Fondazione Vaticana, che presiedo, e la speranza è che il prossimo anno, si annunci la visita di Papa Francesco proprio in Israele, in Terra Santa, e ci possa essere la benedizione delle prime pietre che stanno venendo su per la realizzazione di questo Centro, che sarà intanto un ponte per le famiglie, tra le famiglie, in Medio Oriente. Con uno sguardo ecumenico, interreligioso, interculturale. Ma soprattutto l’occasione per raccontare il bello, il buono, il giusto che la famiglia testimonia ogni giorno, in ogni angolo del mondo. Una bella vetrina che dice che la famiglia è viva, che bisogna dare credito alla famiglia, e che sia sotto il profilo Ecclesiale, che quello sotto il profilo Sociale, la famiglia attende di diventare soggetto non soltanto oggetto di politiche o di catechesi”.

Ci sono tanti pregiudizi verso la Chiesa, pregiudizi che Papa Francesco sta cercando di abbattere, come ricorda anche lo stesso Pontefice nel suo video messaggio per questa iniziativa che è stato proiettato ad ogni tappa?

 “Sì, perché la fede non è solo Teologia, la fede non è soltanto un elenco di Dottrine e di divieti come qualcuno pensa. Guardando proprio ai 10 Comandamenti, la fede è vita, e la vita profuma sempre di morte, quando non è raccontata e vissuta e accolta fino in fondo. Ecco perché Papa Francesco dà un volto alla fede, sembra umanizzarla, semplificarla, renderla accessibile, comprensibile da tutti. Quando l’iniziativa 13 mesi fa è nata, volevamo proprio far questo: avvicinare alla fede, avvicinare alla Chiesa, peraltro in un momento difficile, tante persone sospettose, tante persone lontane,  tante persone che si sentivano abbandonate. E per questo che con il passo di Papa Francesco, questo progetto ha acquistato un valore ancora più grande, e se mi è permesso una nota personale, il 9 settembre proprio incontrando il Papa in Udienza Privata, mi veniva rivolta da lui questa domanda: ‘Ma il mio video, viene trasmesso in tutte le Piazze?’ gli rispondevo: ‘Non solo Santo Padre, ma da trait d’union al progetto di piazza in piazza e la sua parola è davvero molto attesa’. Ce ne accorgiamo ogni giorno in quanti modi questo Papa cita stupore, interesse, amicizia e direi anche fraternità.

Cosa farà quando lascerà la guida del Rinnovamento nello Spirito?

“Il Rinnovamento nello Spirito è nel cuore e non si lascia mai. Semmai l’incarico, ma non è a tema né tanto meno credo che sia necessario formularlo in questo momento”.

Franco Mariani

Papa Francesco e Martinez Rinnovamento nello Spirito


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

You must be logged in to post a comment Login