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Intervista a Francesca Fialdini di Rai1

Edizione del: 11 ottobre 2012

Francesca Fialdini, toscana, di Massa, 34 anni, dopo aver conseguito la laurea in scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, inizia la sua carriera nel 2004 lavorando in radio come collaboratrice, per la redazione esteri, e come conduttrice del notiziario di Radio Vaticana dopo uno stage estivo, chiamata direttamente dal direttore Padre Federico Lombardi.

Dal 2005 lavora in Rai come inviata e conduttrice del notiziario nel programma A sua immagine, su Rai 1.

Dal 2008 ha iniziato a condurre anche altre trasmissioni a tema sul cinema su altri canali mono tematici.

E’ una grande appassionata di cinema e di animali, ed è tifosa della Juventus.

Dal 2012 ha iniziato a collaborare con l’Antoniano di Bologna, presentando a giro per l’Italia le selezioni regionali dello Zecchino d’Oro.

News Cattoliche ha incontrato per voi Francesca.

Francesca, come sei arrivata a Rai1 e far parte della squadra della principale trasmissione d’informazione religiosa?

“Grazie agli amici. Avevo iniziato a frequentare i francescani dopo un incontro ad Assisi, eravamo un gruppo di giovani ragazzi che sognavamo di fare i giornalisti. Uno di loro mi consigliò di mandare un curriculum a Radio Vaticana. Dopo tre mesi Padre Lombardi mi offrì uno stage per l’estate. Era il 2004. A Radio Vaticana ho avuto la fortuna di diventare collaboratrice della redazione esteri per quattro anni, poi è arrivata Rai 1”.

Grazie a questa trasmissione hai una posizione un po’ privilegiata, perché hai la possibilità di girare in lungo e largo l’Italia e di renderti conto sul campo di come la Chiesa italiana, nelle sue varie sfaccettature, vive la sua Fede?

“Grazie al Cielo ho avuto la fortuna, da ragazzina, poi da più grande, di fare tante esperienze che non sono sotto i riflettori, e quindi ho conosciuto una Chiesa molto vivace. Iniziative che nascono dal basso e poi aggregano tante persone, e quindi sapevo che c’erano queste realtà. Adesso la prova del nove: riscontro una grande vitalità e tanto impegno, trasversale, a tutti i livelli, e quando riscontro una certa indifferenza, da parte delle persone, è semplicemente perche lì c’è una trasformazione in atto della società che chiama in causa tutte le forze, anche Ecclesiali. Una trasformazione che ci interpella prima di tutto come cittadini: chi vogliamo essere, quale Paese vogliamo essere. Per la Chiesa invece, non posso che essere pienamente soddisfatta di quello che vedo, soprattutto del lavoro, che spesso non viene pubblicizzato, fatto nelle parrocchie, dietro le quinte, di contatto con le persone. In tempo di crisi ci sono tante realtà di auto aiuto fra famiglie, e questo è un segnale assolutamente positivo, perché è prima di tutto nell’essere persone che si ritrova la propria umanità e anche la propria spiritualità”.

E dopo Sua Immagine, altri impegni professionali in Rai?

“Io sono molto felice del mio mestiere. A Sua immagine, è una ‘palestra’, verifico con mano, quindi non soltanto come professionista, che ci si prepara ogni giorno ad incontrare cose nuove. Io non so quello che sarà il futuro. Il mio presente mi piace molto, mi impegna moltissimo, perché secondo me per essere un buon giornalista bisogna riuscire a entrare più vicino possibile, come diceva Kapuscinski  ‘nei panni degli altri’, e questo chiaramente richiede uno sforzo, uno uscire da se stessi. Quello che sarà il futuro, lo vedremo. Intanto il presente lo vivo felicemente”.

Molti dicono che sei una ragazza acqua e sapone?

“Avverto nelle mie colleghe, e in molte conduttrici, la consapevolezza che il modello dell’apparire, della ‘scatola vuota’, sia qualcosa che ormai abbia stufato. Molte proposte che mi arrivano sono motivate dal fatto che in me si notano questi requisiti. La ragazza acqua e sapone piace perché la semplicità in fondo è un valore a cui ambiamo tutti”.

Cosa ti piacerebbe fare da grande?

“L’attrice e la mamma. In questo lavoro devi saper recitare sempre, soprattutto quando tratti contenuti che devi gioco forza esporre, è inevitabile”.

Ti vedi mamma, ma com’è la tua famiglia d’origine?

“La mia famiglia è sempre stata di sinistra. Mi auguro di crescere nel lavoro, ma senza perdere di vista i miei affetti, la mia famiglia che vive lontano da me. Ho molti sogni e molte idee, ma sicuramente quello più importante è riuscire ad affermarmi nel lavoro senza rinunciare alle cose a cui tengo, alle persone che amo”.

Franco Mariani

Foto di Nicola Nuti © 2012


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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