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Intervista a Alessandro Preziosi

Edizione del: 15 novembre 2013

110 e lode in giurisprudenza, figlio di avvocati, Alessandro Preziosi, ha deciso invece di dedicarsi alla carriera artistica.

Avvocato Preziosi?

“Sono io”.

Mai esercitato?

“Un tempo”.

Per quanti anni ha esercitato?

“Per un paio d’anni. Facevo il praticante procuratore legale. Poi, ad un certo punto è successo qualcosa che mi ha totalmente portato via”.

Che cosa?

“La voglia di comunicare, che passa attraverso l’istinto più forte di qualunque altra scia già esistente prima, istinto, intuito, sensazione”.

Tra i suoi ruoli importanti anche Sant’Agostino nella fiction per la Rai che ha avuto un notevole successo di pubblico. Cosa le ha dato interpretare il ruolo di un Santo e Dottore della Chiesa?

Mi ha dato degli input che spero di mettere in pratica quanto prima, arrivando ai 40 anni. Mi ha dato la possibilità di toccare con mano una mia sensibilità che si avvicina al bisogno di una fede. Una Fede che sia non solo teorica, ma sia anche pratica.  Che queste occasioni siano stati il pretesto, o che siano il presupposto, o che siano un passaggio necessario, questo non lo so,  ma sicuramente sono stati appuntamenti importanti, che ora mi permettono di fare quadrato, di chiudere, di serrare i ranghi e di cominciare un percorso umanamente più sereno, più proiettato verso l’Alto. Non sono mai stato un bastardo laico, un meticcio, un impreciso. Ho sempre pregato e portato i figli in chiesa (ha due figli, un maschio di 17 e una femmina di 7 anni, avuti da due donne diverse ndr), in maniera un po’ maldestra, una domenica sì e dieci no. Però ho cercato di capire dove non c’è religione se ci sono valori migliori, se nella laicità, anche politica, ci sono delle alternative”.

Uno dei pochi attori che ha vinto il Telegatto come personaggio pubblico?

“Personaggio dell’anno. Lì, come dissi, è stata ‘come darla a Paperino’, come se Paperino venisse a ritirare il premio. È l’animazione che in qualche modo è andata oltre qualunque tipo di aspettativa rispetto al concetto dell’intrattenimento. Ha così intrattenuto, quel personaggio, che è diventato un personaggio pubblico. Mi ha fatto specie. Per fortuna ha avuto l’effetto contrario, di farmi ricominciare daccapo”.

Televisione e teatro, due diverse recitazioni, a quale dei due si sente più portato?

“Sono sicuramente un modo per arrivare a formarmi culturalmente, sia attraverso il teatro che verso i lavori televisivi che ho fatto: ‘Sant’Agostino’, ‘Il commissario De Luca’, ‘Edda Ciano e il comunista’, impossessarmi un po’ della storia che riguarda il mio paese, e che in qualche modo riguarda un po’ la cultura generale . Adesso riesco a fare un film, una fiction e uno spettacolo all’anno. Quindi si crea il trittico perfetto. Il teatro è quello che sicuramente mi accarezza meglio l’anima, che me la fa riconoscere, e che mi ricorda che ho un’anima”.

Il rovescio della medaglia di questo lavoro sono il gossip e i fotografi?

“E’ un problema editoriale, è un problema dei giornalisti. Si nascondono dietro il pretesto dell’intrattenimento editoriale. Partano dal presupposto che la gente abbia veramente bisogno di questo, e invece non è assolutamente vero. Un tempo queste riviste si occupavano di altro. E’ come se io, non trovando lavoro come attore, mi mettessi a fare l’attore porno”.

 Però lei come la vive?

 “Non gli do peso. Sono talmente lontani dalla realtà che io vivo, che non possono cambiarla”.

 Ma lei ha una famiglia, non le crea fastidio?

 “Chi vive intorno a me, sa che quello che viene scritto sui giornali non ha nulla a che vedere con la mia realtà”.

 Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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