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In vendita i prodotti della fattoria papale di Castel Gandolfo

Edizione del: 9 marzo 2015

Castel GandolfoNell’azienda agricola del Vaticano a Castel Gandolfo,  nel cuore dei Castelli Romani, 80 mucche producono quotidianamente 1.200 litri di latte nobile: il suo aroma e le proprietà nutrizionali dipendono solo dalla qualità e dalla quantità di erbe con cui vengono nutriti gli animali.

Intorno galline e polli allevati a terra che razzolano in libertà, conigli, struzzi e filari di viti, alberi da frutto, ulivi, viali di erbe aromatiche, serre per i limoni e le verdure. Bestiame e terra vengono trattati secondo metodi tradizionali: nessuna coltivazione intensiva, solo fertilizzanti naturali.

Il cliente istituzionale della fattoria è la Santa Sede: con il Papa in testa, e lo spaccio annonario all’interno del Vaticano, ma parte della produzione è destinata anche alle famiglie dei 55 dipendenti che lavorano nelle Ville Pontificie, ai loro parenti e ai loro amici  e anche  ai residenti di Castel Gandolfo e dei comuni limitrofi che possono accedere a un punto vendita allestito all’interno dei giardini.

L’olio extravergine invece si ricava da 1500 piante di ulivo, tra i quali quello del Getzemani, regalato da Re Hussein a Paolo VI.

Per l’estate è già pronta una novità: il gelato, alla vaniglia e cacao creato solo da latte nobile.

Quando il Presidente americano Barack Obama venne in visita in Vaticano ha regalato a Papa Francesco i semi dell’orto della Casa Bianca e ora in Vaticano si coltivano zucchine gialle, varietà di prezzemolo e spinaci giganti, carote, cetrioli e okra.

Il parco della Villa Pontificia di Castel Gandolfo – inserito tra i 100 giardini per Expo 2015 – è un’oasi naturalistica, architettonica, spirituale: giardini all’italiana, scenografie botaniche con tocchi déco, boschi e prati di erba medica, oggi in gran parte visitabile in orari e giorni prestabiliti con visite prenotabile sul sito dei musei vaticani.

Superato il Palazzo Pontificio e Villa Cybo, si scoprono gli imponenti resti della villa di Domiziano, il teatro imperiale con i mosaici quasi intatti nei camerini, l’ippodromo e il criptoportico.

Una magnolia centenaria svetta tra capolavori di arte topiaria, ditali, spalliere, frattoni e altre potature speciali per lecci, cespugli di mirto, camelie, alloro, cipressi, siepi di mortella, agrumeti e giardini con parterre a cassettoni e a labirinto.

Si cammina tra monumenti naturali, ulivi e cedri del Libano secolari, lungo il viale delle rose, nel piazzale dei lecci, esemplari maestosi, fino alla Madonnina dove si inginocchiava Papa Wojtyla, tra i giardini di ombra e di sole dove passeggiava Pio VI sostando nel padiglione del riposo, lungo i sentieri percorsi da Urbano VIII con il breviario in mano.

Per affacciarsi infine alla balaustra del Belvedere che guarda da lontano il mar Tirreno.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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