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In Vaticano vietate le slot machines

Edizione del: 24 dicembre 2013

In Vaticano è vietata l’aperture di case da gioco anche utilizzando internet o su navi che battono bandiera dello Stato.

E’ una delle norme previste dalla nuova Legge 18, una sorta di “testo unico” di materia finanziaria, che rafforza tutte le norme in materia di riciclaggio di denaro e affida ampi poteri all’Aif, l’Autorità di Informazione Finanziaria, presieduta dal Cardinale Attilio Nicora.

Con la messa al bando del gioco d’azzardo il Vaticano diventa così Stato “slot free” per Legge, uno dei pochi al mondo, assieme alla Cina e ad alcuni Paesi Islamici come l’Iran.

L’accenno alle navi potrebbe stupire, invece la norma fa riferimento al fatto che in Vaticano tutto è predisposto per procedere al varo di una nave, scrivere il Diritto Marino Vaticano e nominare un Ammiraglio della flotta.

Lo prevede un Decreto del 15 settembre 1951, con il quale si costituisce. fino ad ora solo virtualmente, al Governatorato un “porto d’iscrizione di navi Vaticane”.

Nel caso il Papa decidesse di armare una sua flotta, per trasportare, come recita il Decreto del 1951 “merci o cittadini”, su quelle stesse navi non sono ammesse slot-machine e nessun gioco d’azzardo.

Il Vaticano dunque diventa “no slot” per legge e prende le distanze dallo Stato italiano, che invece è al primo posto in Europa per i giochi d’azzardo.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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