Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Il Papa e le Lobby gay

Edizione del: 16 giugno 2013

Saranno pure parole dette nel corso di un “incontro privato”, ma le affermazioni di Papa Francesco sull’esistenza di una “Lobby gay” in Vaticano e sulla “corrente di corruzione” nella Curia Romana appaiono come un vero sfogo dinanzi alle tante difficoltà della Riforma che Bergoglio si appresta a mettere in atto nel Governo Centrale della Chiesa.

Parole, se vogliamo, “dal sen fuggite”, che mostrano anche un Pontefice a rischio di ritrovarsi nello stesso isolamento del suo Predecessore Benedetto XVI: un isolamento e un’impossibilità di agire ai quali, sulla scia della bufera Vatileaks, Ratzinger ha reagito con le dimissioni.

Sono insomma le stesse ombre che tornano.

E’ la stessa radicata stagione degli scandali che le carte trapelate con Vatileaks hanno solo in parte portato alla luce e che ora – a detta dello stesso Bergoglio – mostra di non essere mai finita.

Non a caso, della presunta “Lobby gay”, almeno stando alle indiscrezioni, avrebbe parlato anche il rapporto dei Cardinali-detective sul caso Vatileaks, Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, che Ratzinger, lasciando il Pontificato, ha affidato al suo Successore.

E non è difficile intravedere nelle parole di Papa Francesco anche l’eco delle sue conversazioni e dei contatti col Pontefice Emerito, sicuramente più assidui e frequenti di quanto non si creda.

“Sì, è difficile”, ha detto Bergoglio a proposito della sua Riforma.

“Nella Curia c’è gente Santa, Santa davvero. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una Lobby gay ed è vero, è lì… Ora bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”, ha affermato giovedì scorso conversando con i Vertici della Clar, la Confederazione Latinoamericana dei Religiosi, che poi hanno fatto avere una trascrizione della conversazione al sito cileno Reflexion y Liberacion.

Parole che in un baleno hanno fatto il giro del mondo e di fronte alle quali anche il “no comment” del Direttore della Sala Stampa Vaticana Padre Federico Lombardi – al contrario delle rapide smentite date in altre recenti occasioni – è apparso molto eloquente.

Il Papa ha mostrato comunque molta fiducia nella Commissione di Cardinali da lui incaricata di coadiuvarlo nel progetto di Riforma della Curia: “lì abbiamo Rodriguez Maradiaga, che è latinoamericano, e che dà la battuta. C’è anche Errazuriz, e sono molto ordinati. Anche quello di Monaco di Baviera, Reinhard Marx, è molto ordinato: loro sapranno portarlo avanti”, ha indicato Bergoglio.

Il summit con gli otto Cardinali, come si sa, è convocato per l’inizio di ottobre, nei giorni immediatamente precedenti la visita ad Assisi, ma i contatti sono continui.

Venerdì scorso, ad esempio, guarda caso proprio all’indomani dell’incontro con la Clar, il Papa ha ricevuto uno di loro, l’Arcivescovo Emerito di Santiago del Cile, Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa.

La Presidenza della Clar, con sede a Bogotà, con una nota ufficiale, si è detta “profondamente dispiaciuta” per la diffusione del colloquio con il Papa del quale, si sottolinea è “attribuibile solo il senso generale”.

In ogni caso, la sintesi fatta dai partecipanti non era destinata alla pubblicazione e le espressioni usate “non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre”.

Una precisazione che sicuramente giunge dopo un apposita richiesta partita dal Vaticano per cercare di placare l’attenzione dei mass media che hanno dato ampio risalto alle “rivelazioni” pontificie.

Il sito Reflexion y Liberacion, giustificandone la pubblicazione, ha comunque sottolineato che la sintesi ricevuta “era in piena sintonia con ciò che ogni giorno sui grandi mezzi di comunicazione si scrive e s’informa su quanto dice e scrive Papa Francesco”.

Ora, in attesa dei progetti di Riforma e anche delle nomine in Curia – innanzitutto del Successore del Cardinale Tarcisio Bertone alla Segreteria di Stato -, occorrerà anche vedere come reagiranno le presunte “Lobby” tuttora imperanti, siano esse legate al malaffare o ai comportamenti omosessuali.

Un sasso nello stagno lo ha gettato un parroco-contestatore come il genovese don Paolo Farinella.

“Il Papa rischia. Lo possono ammazzare. Quando comincerà a toccare problemi come lo Ior deve iniziare a preparare da mangiare da solo”, ha detto a La Zanzara su Radio 24.

Inoltre “sulla Lobby gay il Papa scopre l’acqua calda – ha aggiunto -, ma parla il linguaggio della verità. Lo possono avvelenare, non è al sicuro lì dentro e già adesso è abbastanza isolato. Rischia la vita”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login