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Il 56% degli stranieri residenti è Cristiano, il 26% Musulmano

Edizione del: 23 ottobre 2015

simboliTra il 2011 e il 2012, secondo le stime campionarie, oltre la metà dei 3 milioni e 639mila cittadini stranieri di 6 anni e più residenti in Italia si è dichiarato Cristiano, il 56,4%, corrispondente a 2 milioni e 56mila individui; fra questi il 27% sarebbe Ortodosso, il 25,1% Cattolico e il 2,7% Protestante.

Poco più di un quarto è di fede Musulmana, 26,3%, mentre i Buddisti sono il 3% circa.

Il 7,1% si dichiara Ateo.

Lo rileva l’Istat sottolineando che nella maggior parte dei casi gli stranieri Ortodossi sono di nazionalità romena, 62,2%, i Buddisti in prevalenza cinesi, 63,8%.

I Musulmani, oltre che di nazionalità marocchina, 34,8%, sono anche albanesi, 15,3%, e tunisini, 8,3%; i Cattolici sono romeni, 11,7%, albanesi, 10,7%, filippini, 10,2%, polacchi, 8,9%, peruviani, 8,1%, ed ecuadoriani, 7,1%.

La differente composizione di genere delle principali cittadinanze di stranieri in Italia si riflette anche nell’appartenenza religiosa, con una prevalenza di Musulmani tra gli uomini, il 33,1% contro il 20,4% delle donne.

Le donne sono più spesso Ortodosse, il 31% rispetto al 22,2% degli uomini, e Cattoliche, il 28% contro il 21,8%.

Secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica, la metà circa dei ragazzi stranieri tra i 6 e i 24 anni si dichiara Cristiano, con una prevalenza, il 23,2%, di Cattolici tra i 6-17enni, e di Ortodossi, il 25,6%, tra i maggiorenni al di sotto di 24 anni.

Il 30% circa sono di fede Musulmana.

Tra gli stranieri più adulti è più facile incontrare Cristiani, il 59,2% dei 25enni e più, in particolare Cattolici e Ortodossi, soprattutto di 45 anni o più, rispettivamente il 29% e il 28,5%.

Oltre uno straniero su due attribuisce alla sfera religiosa un’elevata importanza nella propria vita: rispetto ad un punteggio medio pari a 7,7, il 58,7% assegna punteggi superiori, compresi tra 8 e 10.

La religione assume maggiore importanza nella vita degli stranieri Musulmani, 8,2 è il punteggio medio, diversamente da Cattolici, Ortodossi, Protestanti, punteggi medi tra 7,3 e 7,5, e Buddisti, punteggio medio 6,3.

I marocchini e i tunisini assegnano una maggior importanza alla religione: rispettivamente l’85,3 e il 78,6% indicano punteggi pari o superiori a 8.

A essi seguono gli indiani e i filippini, tra i quali 3 cittadini su 4 assegnano punteggi elevati.

Un atteggiamento più distaccato, prosegue l’Istat, sembra accumunare i cittadini provenienti dai Paesi dell’est Europa e i cinesi: appena un cittadino ogni 2 tra i primi e uno su 5 tra i secondi attribuisce punteggi elevati.

Gli stranieri Musulmani sono i più assidui nella preghiera al di fuori dei luoghi di culto, il 52,2% prega più volte a settimana.

In posizione intermedia si trovano i Cattolici, che pregano per lo più una volta a settimana, 23,1%, o qualche volta al mese, 13,8%.

Il 30,4% degli stranieri rispetta le limitazioni alimentari previste dalla propria religione, gli uomini più delle donne, il 37% contro il 32,9%.

I Musulmani sono tra i più osservanti, 67,7%.

La partecipazione religiosa nei luoghi di culto è più diffusa tra gli stranieri Cattolici, 84,1%.

Seguono gli stranieri Protestanti, 72,2%, gli Ortodossi, 70,8%, e quelli di fede Musulmana, 59,4%.


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