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I Pranzi natalizi di Sant’Egidio

Edizione del: 27 dicembre 2013

Ogni anno, da circa 5 anni, il natale non lo passo più con i miei familiari, ma nella famiglia allargata della Comunità di Sant’Egidio che, sotto questa forma, si riunisce solo una volta a l’anno, il giorno di natale.

Il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione della Comunità di Sant’Egidio da quando, nel 1982, un piccolo gruppo di persone povere fu accolto attorno alla tavola della festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove le panche, allora come ogni anno, vengono tolte dalla Chiesa per far posto a tavole e sedie per i commensali.

In tutta Italia, nelle città ovviamente dove è presente la Comunità, ma anche in qualche nazione estera, ogni “braccio armato” della Comunità  organizza un grande pranzo – dalle 300 alle 500 persone – i cui invitati sono, assieme al Vescovo della Città, le tante persone che la Comunità segue durante l’anno, siano essi stranieri, extra comunitari o italiani, siano singole persone o intere famiglie.

Per ognuno di loro la Comunità offre servizi  – dalla scuola d’italiano per gli stranieri, all’assistenza scolastica per i più piccoli, all’assistenza spicciola nello sbrigare le pratiche burocratiche e amministrative – assicurando per tutti una persona pronta ad ascoltarli e seguirli.

Poi a Natale la grande festa che la Comunità non può ovviamente organizzare da sola. e per questo chiede aiuto a sponsor, associazioni, istituzioni, banche, ditte, singoli negozianti e cittadini, tutti pronti ad offrire generi alimentari, servizi, oggetti regali, soldi, per organizzare al meglio questo evento.

Si, perchè di un vero e proprio evento, si tratta, o meglio di una vera e propria festa in famiglia, anche se nella sala ci sono 300, 400 o addirittura, come a Firenze, 500 persone.

Per non parlare poi dei tanti volontari per il servizio ai tavoli e all’accoglienza, da un minimo di 80 ad un massimo anche di 150 persone.

Il senso di questo incontrarsi e stare insieme a Natale non è tanto nell’essere poveri, come si potrebbe pensare, ma in quanto essere persona, come ha ben spiegato quest’anno il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze nel partecipare al pranzo di natale organizzato a Firenze da Sant’Egidio.

“Stavo pensando – ha detto il Cardinale Betori al pranzo del giorno di Natale alla chiesa di Santo Stefano al Ponte – che dobbiamo dire grazie alla Comunità di Sant’Egidio che ci riunisce insieme, che ci fa stare in compagnia, perché per quanto possano essere difficili le condizioni della nostra vita il fatto di ritrovarci insieme, di non essere soli, è una cosa molto, molto importante. Anche Gesù che è venuto a nascere povero in mezzo a noi, non ha voluto nascere solo, c’erano Maria, Giuseppe, c’erano i pastori, gli angeli e persino gli animali. Gesù è stato in compagnia fin dall’inizio della sua vita. Ecco questo presepe che siamo noi possa continuare questa idea di stare insieme, di condivisione, di comunione, di fraternità che nasce dal presepe di Gesù e che oggi noi viviamo in questo pranzo che facciamo insieme. Vi auguro davvero un natale pieno di fraternità e pieno di affetto che vi circondi in ogni momento anche in quelli più difficili della vostra esistenza”.

Ma il Pranzo non viene servito solo il giorno di Natale: nei giorni precedenti, come in quelli seguenti, la Comunità fa visita, in tutte le città, ai tanti senzatetto, portando loro pasti caldi, cosi come nelle residenze allestite per l’emergenza freddo e nelle carceri.

Perchè per tutti è Natale….non solo per quelli che se lo possono permettere, anzi…..

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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