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I nuovi Cardinali di Bergoglio

Edizione del: 5 dicembre 2013

Il 22 febbraio 2014 si terrà il primo Concistoro ordinario pubblico per la creazione dei nuovi Cardinali di Papa Francesco.

L’attesa è ora tutta rivolta ai nomi dei Vescovi, Arcivescovi e Prelati vari che il Pontefice deciderà di elevare alla dignità Cardinalizia.

E’ possibile che il Papa annunci la lista tra la Solennità dell’Epifania e la Festa della Conversione di San Paolo, cioè tra il 6 e il 25 gennaio prossimi.

Se Papa Bergoglio deciderà di rispettare le norme emanate dai suoi predecessori, alla data del 22 febbraio le berrette cardinalizie disponibili saranno 14, in quanto i Cardinali Elettori in carica, ovvero sotto gli 80 anni, saranno 106, ma non è da escludere che il Papa, come già fecero in qualche occasione i suoi predecessori, possa decidere di derogare al limite massimo di 120 Cardinali Elettori.

Nel corso del 2014 perderanno il diritto di voto in Conclave il Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, Cardinale Giovanni Battista Re, il Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, Cardinale Claudio Hummes e il Segretario di Stato emerito nonchè Camerlengo di Santa Romana Chiesa, Cardinale Tarcisio Bertone.

Papa Francesco ha ribadito più volte di volere una Chiesa meno romanocentrica e per questo motivo è ipotizzabile che la Curia Romana non farà la parte del leone nel suo primo Concistoro, anche se quasi sicuramente almeno tre presuli di Curia dovrebbero ricevere la berretta rossa.

Sicuramente la riceverà Mons. Pietro Parolin, neo Segretario di Stato di Sua Santità, ovvero il suo primo diretto collaboratore in Vaticano, così come Mons. Ludwig Gehrard Muller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede,  numero 3 della Curia e che tra l’altro ha già saltato l’ultimo Concistoro del Novembre 2012, e Mons. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero.

Non è da escludere, poi, la porpora per Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione o per Mons. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e che è stato il Segretario del Conclave e al quale il Papa, appena eletto, come da tradizione, ha imposto sul pisano arcivescovo, già Nunzio Apostolico, il suo zucchetto cardinalizio prima di indossare quello bianco proprio del Vescovo di Roma.

In Europa attendono la porpora alcune Arcidiocesi residenziali, quali Torino, Venezia, Bruxelles, Westminster, Dublino, Lisbona.

Da non sottovalutare, poi, la posizione del giovane Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč e successore del Cardinale Lubomyr Husar.

Ma l’attenzione di Francesco potrebbe essere rivolta più ai confini extraeuropei che al Vecchio Continente.

Bergoglio infatti potrebbe indirizzare la sua attenzione in America Latina dove sono in attesa della berretta rossa diversi Arcivescovi.

Su tutti spicca Orani Tempesta, Arcivescovo di Rio de Janeiro e grande organizzatore della GMG dell’estate scorsa.

In lizza c’è anche un altro brasiliano, Mons. Murilo Sebastião Ramos Krieger, Arcivescovo di Sao Salvador de Bahia e Primate del Brasile.

Anche Mons. Mario Aurelio Poli, successore del Cardinale Bergoglio a Buenos Aires, figura a pieno titolo nella lista dei presuli sudamericani in odore di zucchetto rosso, anche se il Papa potrebbe decidere di dargli la berretta nel successivo Concistoro.

Possibilità anche per i salesiani Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Santiago del Cile e Nicolás Cotugno Fanizzi, Arcivescovo di Montevideo.

In lizza anche tre presuli statunitensi: Allen Henry Vigneron, Arcivescovo di Detroit, José Horacio Gómez, Arcivescovo di Los Angeles e il cappuccino Charles Joseph Chaput, Arcivescovo di Philadelphia.

In Asia ci sono almeno tre sedi metropolitane che attendono la porpora per il proprio Arcivescovo.

Su tutte spicca Tokyo, con Mons. Peter Takeo Okada, Seul, con Mons. Andrew Yeom Soo-jung e Bangkok, con Mons. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij.

Non è poi da escludere una berretta per qualche Patriarca delle Chiese Orientali Cattoliche.

Nel Continente nero tra i papabili ci sono l’Arcivescovo di Kampala (Uganda) Cyprian Kizito Lwanga e quello di Antananarivo (Madagascar) Odon Marie Arsène Razanakolona, ma anche  quelli di Lusaka (Zambia) Telesphore George Mpundu e di Maputo (Mozambico) Francisco Chimoio.

Come si vede troppi nomi per pochi posti.

Una cosa è certa: anche in questa occasione Papa Francesco non mancherà di stupire tutti, ovvero non solo gli addetti ai lavori, giornalisti e presuli, ma anche i fedeli e la gente di tutto il mondo.

Basta solo aspettare…e avere Fede.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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