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I no al Papa per Siria

Edizione del: 7 settembre 2013

Moltissimi sono gli analisti di politica internazionale che mettono da giorni in guardia il mondo sul fatto che un eventuale conflitto in Siria non rimarrà dentro i confini di quella Nazione, ma si allargherà a macchia d’olio, investendo prima tutto il Medio Oriente, quindi l’Europa e poi il mondo intero.

Eppure sono molti i No all’iniziativa mondiale, di una giornata di digiuno e preghiera,  lanciata da Papa Francesco domenica scorsa all’Angelus per oggi, sabato 7 settembre, vigilia della festa della Natività di Maria Santissima, Regina della Pace.

Ovviamente, e per fortuna, sono molti ma molti di più i Si, anche, e soprattutto, da fuori mondo cattolico, in particolare da altre varie confessioni religiose, e da vari settori della società civile.

Tuttavia vale la pena soffermarsi un attimo sulle “motivazioni” di questi no.

Per farlo prendiamo spunto da una lettera al quotidiano on  line Gazzettino del Chianti, inviata dal Signor Gabriele Franchi di Impruneta, ridente paese sulle colline fiorentine, che tra l’altro ospita un importante Santuario Mariano, dove a settembre si svolge una importante festa popolare, che vede protagonisti tutti gli abitanti, dove il clou risulta essere una mega cena nella piazza principale, proprio di fronte alla Basilica.

Una lettera, scrive il Signor Franchi, “carica di rabbia e delusione per la decisione di spostare la tradizionale cena in piazza dei rioni (fissata per sabato 7 settembre, giorno di digiuno e preghiera per la Siria ndr) per ‘rispettare’ chi sceglierà il digiuno promosso da Papa Francesco al fine di scongiurare un intervento militare in Siria”.

Il non rispettoso Signor Franchi, nel senso che rispetta solo le sue decisioni/convenzioni, e non quelle degli altri che la pensano diversamente da lui, si sente “deluso e amareggiato a vari stadi, corrispondenti alle figure che rappresento” .

Il cittadino Franchi si sente “deluso e soprattutto rabbioso come cittadino italiano, costretto ad assistere impotente all’ennesima interferenza della Chiesa nella vita pubblica”.

Poi, riprendendo un classico cliché  per chi vuol attaccare le decisioni della Chiesa, il Signor Franchi specifica che trova “inaccettabile che le richieste e le esigenze della Chiesa trovino sempre la possibilità di prevalere, interferendo con faccende che non le competono”, e ribadendo che questa decisione, che secondo lui sarebbe stata pilotata dal Parroco locale, Monsignor Luigi Oropallo, lo “tange direttamente” dandogli “la possibilità di riflettere su quanto in molti casi la definizione di Italia quale ‘Stato laico’ vada a farsi benedire”.

Il Signor Franchi non è d’accordo sul digiuno, al quale comunque l’invito vale per chi lo vuole seguire, in quanto, in questa giornata, per il Papa è importante, per chi crede, fermarsi a pregare, per chi non crede, fermarsi a riflettere sulla necessità di non scatenare una nuova guerra, e infatti, nella sua lettera, il Franchi scrive che alla fine “saranno rispettati i credenti forse, sicuramente non quelli come me, che non vedono alcun valore nella scelta del digiuno, e che dovranno a testa bassa vedere assecondati i voleri delle autorità religiose”.

E con un tono quasi minaccioso, quanto irriverente, verso tutti coloro che oggi chiederanno, in tutto il mondo, di non scatenare una guerra, conclude con la promessa che oggi, mentre la maggior parte del mondo si soffermerà a chiedere la Pace, lui si berrà “un bel bicchiere di vino, per rimanere in tema settembrino: almeno quello si spera non ce lo toglierà nessuno”.

Scrive bene nella sua risposta il giovane Presidente dell’Ente Festa dell’Uva di Impruneta, Luca Gasparri, che “la tua ‘amarezza’ è più che altro la mia delusione nel constatare che non hai ben compreso il senso della decisione presa di comune accordo (…) Abbiamo  ritenuto conveniente, con decisione unanime, rimandare l’evento di una settimana. Ciò non significa invitare al digiuno o ad andare in chiesa, decisioni che ciascuna persona può prendere liberamente ed autonomamente. Non era sicuramente adeguato effettuare una festa in piazza mentre in Basilica si prega per la pace nel mondo”.

Come mette ben in evidenza il Presidente Gasparri è “conveniente”, nel momento in cui tutto il mondo si ferma a chiedere ai Governanti – e basta vedere i risultati del G20 chiusosi ieri – di non scatenare una nuova guerra, di non banchettare o brindare…solo per far festa.

Perché domani, Caro Signor Franchi, e tutti coloro che oggi dicono No all’iniziativa di Papa Francesco per la Siria, potremmo rischiare di non poter più banchettare o brindare per tanto tempo o forse mai più perché morti.

Franco Mariani  


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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