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I cittadini del Vaticano

Edizione del: 3 gennaio 2014

Le norme sulla cittadinanza nello Stato del Vaticano sono cambiate il 1 marzo 2011 con la legge approvata il 22 febbraio dello stesso anno da Papa Benedetto XVI.

Il Pontefice è il Monarca assoluto dello Stato.

La principale novità che è stata introdotta dalla nuova Legge è che la cittadinanza non è più attribuita automaticamente a tutti coloro che risiedono in Vaticano.

Per i familiari di persone che ricoprono cariche o svolgono servizi nello Stato, la cittadinanza può essere ottenuta su richiesta.

“Sono cittadini dello Stato della Città del Vaticano – si legge nel primo articolo della legge -: a) i Cardinali residenti della Città del Vaticano o in Roma; b) i diplomatici della Santa Sede; c) coloro che risiedono nella Città del Vaticano in quanto vi sono tenuti in ragione della carica o del servizio”.

Le norme precedenti, risalenti al 7 giugno 1929, affermavano invece che si diventa cittadini vaticani per il fatto di risiedere stabilmente in Vaticano.

All’entrata in vigore della nuova Legge, 1 marzo 2011, erano 792 le persone che formavano la popolazione dello Stato della Città del Vaticano: di queste, quasi 572 avevano la cittadinanza, il resto, 221 erano residenti non cittadini.

Coloro che abitavano nello Stato più piccolo del mondo, con un’estensione di soli 44 ettari, erano in tutto 444.

Le persone che all’epoca avevano dunque diritto alla cittadinanza vaticana erano, e nella maggior parte lo sono ancora: il Papa, una ottantina di Cardinali, oltre 300 Diplomatici della Santa Sede, una trentina di ex-diplomatici non più in servizio, 49 altri ecclesiastici e religiosi cittadini,  1 religiosa, 86 membri della Guardia Svizzera Pontificia, 25 laici e 21 laiche.

I residenti non cittadini erano: 102 ecclesiastici e religiosi, 95 religiose, 3 laici e 21 laiche.

La popolazione vaticana ha anche fatto segnare un calo costante: dai 994 del 1931, si è passati agli 880 del 2000, ai 792 alla data del 1 marzo 2011.

Tra i cittadini hanno la prevalenza quelli di origine italiana e svizzera.

Questo secondo i dati forniti da Governatorato Vaticano, Ufficio dello Stato Civile, Anagrafe e Notariato.

Ad agosto 2012 la Gendarmeria Vaticana ha diffuso i seguenti dati, aggiornati al 31 dicembre 2011:  le persone in possesso della cittadinanza vaticana erano 594, quindi con un aumento di 22 persone, rispetto a 10 mesi prima, ovvero all’entrata in vigore della nuova Legge, cosi distribuiti: il Papa, 71 Cardinali, 307 Ecclesiastici con Stato Diplomatico, 51 altri Ecclesiastici, una Religiosa, 109 Guardie svizzere – prima erano 89 -  e 55 laici, anche loro aumentati di 9 unità.

Le persone invece autorizzate a risiedere nello Stato della Città del Vaticano, conservando la cittadinanza di origine erano 238, ovvero 17 in più, mentre erano 3.500 le persone residenti in immobili extraterritoriali o esenti da espropriazione e tributi

La  precedente “legge sulla cittadinanza e il soggiorno” risaleva al 7 giugno 1929  e risultava ampiamente superata sotto molti aspetti.

In particolare la figura del residente ha acquistato importanza sempre maggiore nella realtà vaticana; nel corso degli anni, molte persone abitanti nello Stato hanno preferito, pur avendone i requisiti, non assumere la condizione di cittadino, che, nella legge del 1929, era considerata la situazione normale di quanti vivevano nella Città del Vaticano.

A seguito della disposizione di Pio XII del 6 luglio 1940, ai sensi della quale “al personale delle rappresentanze pontificie era conferita ‘durante munere’ la cittadinanza vaticana”, nella nuova legge  è stata prevista “l’attribuzione della cittadinanza vaticana al personale diplomatico della Santa Sede”.

Il 26 novembre 2000 ed il 1 ottobre 2008 furono promulgate, rispettivamente da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, la nuova legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano e la nuova legge sulle fonti del diritto, in sostituzione delle precedenti omonime leggi, entrambe in data 7 giugno 1929.

Dopo l’emanazione di tali importanti disposizioni, “è sembrato importante procedere anche alla revisione della legge sulla cittadinanza e il soggiorno”, che porta la stessa data.

Va ricordata anche la Legge sul governo dello Stato della Città del Vaticano, che è stata emanata il 16 luglio 2002.

La “Legge sulla cittadinanza”  è stata elaborata da una apposita Commissione, che ha iniziato i lavori il 23 aprile 2009 e ha trasmesso al Cardinale Segretario di Stato il testo definitivo – poi approvato dal Santo Padre – il 16 giugno 2010.

La Commissione, presieduta all’epoca da Mons. Giorgio Corbellini, Vescovo titolare di Abula e Vice segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano era composta dai monsignori Ettore Balestrero, Sergio Felice Aumenta, e dai signori Claudio Ceresa, Vincenzo Mauriello, Carlo Carrieri, Raffele Ottaviano e Costanzo Alessandrini.

Monsignor Balestrero subentrò al suo predecessore in tale carica, Monsignor Pietro Parolin, oggi Segretario di Stato Vaticano e all’epoca nominato Nunzio Apostolico in Venezuela.

La Commissione si riunì in tutto 13 volte, a cui però si devono aggiungere anche 5 riunioni di un gruppo ristretto, costituito all’interno della commissione.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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