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Ha senso celebrare il Natale?

Edizione del: 24 dicembre 2013

Da anni, sotto Natale, puntualmente ritornano, in maniera prepotente e predominante, soprattutto dal mondo scolastico, le “critiche” al significato religioso del Natale con la finalità di mettere in soffitta la Nascita di Gesù, complice, ingiustamente, il fatto che oggi, nelle nostre scuole, ci siano alunni di altre religioni, soprattutto Mussulmani ai quali non deve essere “imposto” il nostro culto.

Ultimo, in ordine di tempo, una scuola del quartiere Ugnano, alla estrema periferia di Firenze, dove gli insegnanti, su richiesta di un genitore, hanno “sbanchettato” i canti della recita natalizia cancellando ogni riferimento a Betlemme, Gesù bambino pastori e angioletti.

Sulla vicenda è intervenuta la diocesi attraverso un commento pubblicato da Toscana Oggi,  settimanale cattolico regionale delle diocesi toscane.

“Proviamo a immaginare – scrive il settimanale cattolico dei Vescovi Toscani – cosa sarebbe la mensa scolastica dei nostri figli se i cuochi dovessero sottostare ai gusti di ogni genitore. «Mio figlio non mangia verdura»: via fagiolini e cavolfiori. «Mio figlio è vegetariano»: via braciole e petti di pollo. «Al mio bambino piace solo la pasta in bianco». Ecco, pasta in bianco per tutti. Pensiamo a cosa sarebbero i libri di storia: «A me non piace che studi l’antica Roma, perché è il modello a cui si ispira l’imperialismo americano»: via Giulio Cesare. «Il medioevo è un periodo troppo violento»: via castelli e cavalieri. «Non mi piace la Rivoluzione francese»: zac, ghigliottinata. Ecco, libri in bianco per tutti”.

Eppure ogni anno quando si arriva a Natale nelle nostre scuole succede puntualmente qualcosa del genere. Sparisce il presepe, spariscono Gesù bambino e gli angioletti dagli addobbi. Stavolta è toccato ai canti di Natale che a qualcuno sono sembrati troppo… natalizi”.

“Quando succedono queste cose, in genere ci si nasconde dietro la presenza di alunni stranieri. Nonostante il presidente della comunità islamica di Firenze, Izzedin Elzir, si sgoli da anni a ripetere che i musulmani non hanno niente contro il presepe e che anzi trova giusto che i bambini, qualsiasi sia la loro appartenenza culturale o religiosa, conoscano usanze e tradizioni del luogo in cui vivono”.

“La realtà è che dietro queste decisioni c’è il desiderio di qualcuno di marcare la «laicità» della scuola, dove per «laicità» si intende la cancellazione di qualsiasi riferimento religioso.

“Dispiace che la scuola si pieghi a queste richieste, abdicando completamente al suo ruolo di agenzia educativa”.

“Dispiace che insegnanti e dirigenti rinuncino a spiegare a questi genitori che conoscere l’origine storica del cristianesimo serve ai loro figli per capire tanti aspetti della realtà che ci sta intorno: usanze e tradizioni come quelle legate al Natale, ma anche Giotto, Dante, Mozart”.  

“Viene da chiedersi cosa farebbero queste maestre se dovessero portare i bambini a visitare gli Uffizi: chiederebbero di coprire Madonne e Crocifissi per non urtare le «sensibilità culturali» di qualcuno?”

“Cosa è meglio per i nostri figli: libertà religiosa o «pasta in bianco» per tutti?”

Su tale “movimento” è intervenuto, anche se indirettamente Papa Francesco, che come sappiamo non ha “peli sulla lingua”. 

“Il Natale – ha detto il Pontefice – è proprio la festa della presenza di Dio che viene in mezzo a noi per salvarci. La nascita di Gesù non è una favola! È una storia realmente accaduta, a Betlemme, duemila anni fa”.

Chi vuole abolire la verità su questa “storia”, realmente accaduta, come ci ricorda Papa Francesco, vuole solo fare controinformazione.

Buon Santo Natale a tutti, anche a loro….

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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