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Greci: tagliare stipendio dei preti

Edizione del: 18 luglio 2013

Il Governo greco è sotto pressione da parte dei Rappresentanti dei Creditori Internazionali che vogliono che siano tagliati gli stipendi dei circa 9.500 sacerdoti Greco-Ortodossi in servizio in tutto il Paese nell’ambito delle riduzioni della spesa pubblica.

La pressante richiesta, è destinata a suscitare aspre polemiche e forti resistenze da parte della potente Chiesa Ortodossa che in Grecia non è separata dallo Stato.

I Rappresentanti della Troika, Ue, Bce e Fmi, hanno chiesto al Governo Conservatore del Premier Antonis Samaras di riprendere in esame la proposta avanzata nel 2011, e poi accantonata, all’Esecutivo dell’allora Premier Socialista George Papandreou in base alla quale lo Stato dovrebbe smettere di pagare gli stipendi dei sacerdoti o, nella migliore delle ipotesi, condividerne il pagamento con la Chiesa.

Lo Stato ellenico spende ogni anno circa 200 milioni di euro per pagare gli stipendi dei preti.

Un’eventuale riduzione del contributo statale, metterebbe la Chiesa di fronte al dilemma di aumentare la propria quota di partecipazione agli stipendi oppure cominciare a licenziare i preti nello stesso modo in cui il governo di Atene – sempre nell’ambito delle misure per la riduzione della spesa pubblica – sta portando avanti le iniziative per il licenziamento di decine di migliaia di lavoratori statali.

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