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Grasso: Chiesa per riscossa valori a politica

Edizione del: 15 febbraio 2014

Per il Presidente del Senato Pietro Grasso “a trent’anni di distanza il sistema dei rapporti tra Stato e Chiesa cui ha dato inizio l’accordo di Villa Madama ha dimostrato una notevole capacità di adattarsi alle sollecitazioni della modernità”.

Lo ha detto nel discorso di apertura in Senato in occasione del Convegno ‘A trent’anni dal Nuovo Concordato 1984-2014′.

“Il dialogo con la Chiesa è stato in questi anni una fonte preziosa di crescita, di rafforzamento e di sprone per il Paese, per le Istituzioni, per la politica e per i cittadini. Io sono fermamente convinto che il futuro del Paese dipenderà dalla capacità che la politica avrà di colmare un vuoto profondo che la separa dai cittadini, di rappresentatività, di legittimità etica e di comprensione. E credo che questa necessaria ‘riscossa dei valori’ beneficerà ancora del fecondo rapporto con la religione e con la Chiesa”.

Nel suo discorso, ricco di riferimenti storici, il Presidente del Senato ha sottolineato che “il dipanarsi delle vicende storiche non è frutto quindi di improvvisazione, ma della gradualità di pensieri e azioni che rendono attuale e fruttuoso l’impegno di quanti operano lontani dalla ribalta pubblica. La storia ci insegna a guardare oltre gli ostacoli, a superare le difficoltà secondo una logica comunitaria, di appartenenza comune e di riconoscimento reciproco. Il tempo presente è saldamente ancorato ad entrambi i presupposti: Stato e Costituzione. Per non disperdersi è allora necessario fare tesoro dell’esperienza dell’incontro che ha segnato la storia dei rapporti tra Stato e Chiesa. Un’esperienza preziosa perché dimostra come non vi siano identità autoreferenziali, ma identità autonome che possono maturare e svilupparsi solo se ci si riconosce nella comune ‘identità arricchita’ della Nazione”.

“Il Nuovo Concordato  - ha concluso Grasso – aprì anche la stagione delle intese con le altre confessioni, in base al terzo comma dell’art. 8 della Costituzione e pose le basi per una complessiva politica religiosa del Paese che oggi deve tenere conto di cambiamenti epocali che pongono sfide che attengono alle scelte religiose e chiamano in causa il diritto di famiglia, le modalità del lavoro, e altro”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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