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GMG: Papa visita tossicodipendenti

Edizione del: 24 luglio 2013

Al termine della visita ad Aparecida, Papa Francesco, dopo il pranzo consumato in Seminario con i Vescovi del Brasile, è ripartito in elicottero dal Santuario verso l’aeroporto di San Josè da dove poi è  volato, su un aereo speciale, alla volta di Rio de Janeiro.

Dall’aeroporto di Rio de Janeiro, Papa Francesco si è poi recato direttamente,  intorno alle 23 ora italiana, a bordo della vettura coperta, una Fiat Idea del 2012, alla struttura per il recupero dei tossicodipendenti finanziata dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi dell8x1000,  l’ospedale Sao Francisco d’Assis, nel popoloso quartiere di Tijuca, sorto grazie anche alle firme dei cittadini italiani per la destinazione dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica.

”La piaga del narcotraffico, che favorisce violenza e semina dolore e morte, richiede un atto di coraggio di tutta la società”, ha detto Papa Francesco salutando i presenti, sotto una pioggia scrosciante.

“Non è con la liberalizzazione delle droghe, come si sta discutendo in varie parti dell’America Latina,che si potra’ ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica. E’ necessario – ha aggiunto papa Bergoglio – affrontare i problemi che sono alla base del loro uso, promuovendo una maggiore giustizia, educando i giovani ai valori che costruiscono la vita comune, accompagnando chi e’ in difficolta’ e donando speranza nel futuro”.

La visita all’ospedale è uno degli impegni in Brasile che Francesco ha deciso di aggiungere alla agenda della Gmg che era stata preparata per Benedetto XVI. Il Pontefice ha particolare sensbilita’ per il problema delle tossicodipendenze al quale ha dedicato alcune iniziative pastorali già da Arcivescovo di Buenos Aires.

”In questo luogo di lotta contro la dipendenza chimica, – ha detto papa Bergoglio – vorrei abbracciare ciascuno e ciascuna di voi, voi che siete la carne di Cristo, e chiedere che Dio riempia di senso e di ferma speranza il vostro cammino, e anche il mio. Abbracciare. Abbiamo tutti bisogno di imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, come san Francesco. Ci sono tante situazioni in Brasile, nel mondo, che chiedono attenzione, cura, amore, come la lotta contro la dipendenza chimica. Spesso, invece, nelle nostre società ciò che prevale è l’egoismo. Quanti ‘mercanti di morte’ che seguono la logica del potere e del denaro ad ogni costo!”.

Il crack, uno dei flagelli del Brasile, e la favela, simbolo di quelle periferie sono oggi al centro del Pontificato di Bergoglio.

Con più di 2 milioni di tossicodipendenti, il Brasile è il paese con il maggior consumo di crack al mondo e il secondo mercato di cocaina a livello mondiale, secondo solo agli Stati Uniti.

A ricordarlo è stato appena qualche settimana fa Geraldo Alckmin, Governatore dello Stato di San Paolo, sulla base di un rapporto dell’Università Federale della megalopoli brasiliana, dove vivono circa 21 milioni di persone.

E dove, precisa lo studio, esistono diversi punti di consumo, chiamati crackolandias, nei quali il consumo della droga convive con la povertà e le diseguaglianze sociali.

L’ultima scia di violenza scaturita a San Paolo qualche settimana fa è conseguenza proprio di una guerra urbana scoppiata tra le forze di polizia e l’organizzazione Primeiro Comando de la Capital (PCC), uno dei maggiori gruppi narcotrafficanti del paese.

 Al termine della visita Papa Francesco ha benedetto una targa commemorativa per il nuovo padiglione in costruzione.

Altra tappa chiave del soggiorno del Papa sarà nella mattinata di domani nella Varginha, una delle favelas ‘pacificate’ qualche mese fa.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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