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GMG: Papa in una casa

Edizione del: 26 luglio 2013

Tra le persone che hanno avuto ieri il privilegio di ricevere in casa Papa Francesco alla “Favela” Varginha di Rio de Janeiro, anche Maria da Penha dos Santos.

Una residenza semplice con la parete gialla in Via Carlos Chagas 81, la principale strada della baraccopoli, quella che Bergoglio ha scelto di visitare.

“Gli ho detto: sia benvenuto, Papa Francesco, questa è casa sua”, ha raccontato la donna.

“Lui mi ha risposto che ho una bella famiglia e che già ci amava ancor prima di conoscerci”.

Il Pontefice si è trattenuto a parlare con lei circa 9 minuti e le ha anche regalato un rosario.

“Adesso ho un’immensa responsabilità, dovrò lavorare di più per la comunità”, ha continuato Maria.

“Il Papa mi ha insegnato ad essere migliore come persona, con la mia famiglia, la mia comunità, i miei amici: c’è una ragione se ha scelto di entrare qui”.

Tra i residenti della “Favela” più emozionati anche l’estetista Cintia da Silva Souza, 26 anni, che è riuscita a far benedire sua figlia Camyla, di 8 mesi, allungando le braccia in direzione del Pontefice e facendosi aiutare da un “security”.

“Sono rimasta di sasso e dall’emozione non sono nemmeno riuscita a scattare una foto con lui baciando mia figlia”, ha raccontato.

“Per fortuna – ha aggiunto – una mia amica ha registrato il tutto facendo un video con il cellulare: è un momento che resterà impresso per sempre nella mia vita”.

Analoga fortuna ha avuto anche la commessa Gisele Sena, 28 anni, che è riuscita a far baciare da Bergoglio il figlio Daniel, di 2 anni.

“Dio ha ricompensato la mia fede. Il mio cuore anche adesso continua a battere a ritmo accelerato”, ha detto la giovane.

Il Papa che non vuole essere considerato un “idolo”, ha ricevuto un trattamento da star, oggi, nella “Favela” Varginha a Manguinhos, una delle baraccopoli più piccole nella zona nord di Rio de Janeiro, scelta per una visita del Pontefice in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.

“Un Papa, oltretutto argentino, in una ‘Favela’ brasiliana? Da non crederci…”, ha detto Debora Ribeiro, addetta alle pulizie e residente della comunità.

“Non ci sembra vero: siamo molto felici e grati che sia venuto da noi”, ha aggiunto.

L’arrivo di Bergoglio è stato salutato come un giorno “storico” e “molto speciale” da Rangler dos Santos Irineu, il giovane incaricato di leggere il discorso di benvenuto dei residenti al Pontefice.

“Questo è uno dei tanti luoghi occupati dai dimenticati dalla società e dal potere pubblico”, ha continuato il ragazzo, che non ha risparmiato toni critici nei confronti delle Autorità locali, ricordando che la “Favela” è stata “oggetto di attenzioni” solo dopo l’annuncio della visita del Papa.

“Ora che il Papa ci ha dato la sua benedizione, il potere pubblico non potrà più scordarsi di noi”, ha sottolineato Paulo Raimundo Barbosa, Presidente della locale Associazione dei residenti.

E anche i più scettici alla fine si sono arresi al carisma di Bergoglio: “Sono Evangelico, ma è impossibile ignorare l’importanza di questo momento” ha osservato Getulio Muller, calciatore della piccola comunità carioca.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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