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GMG: Papa alla Via Crucis

Edizione del: 27 luglio 2013

Uno spettacolo pieno di colore, luci e fantasia, in uno stile tipicamente carioca.

Questa è stata la rappresentazione della Via Crucis che Papa Francesco ha celebrato ieri sera a Copacabana davanti a circa 1,5 milioni di persone.

Uno tra gli eventi più suggestivi della Giornata Mondiale della Gioventù.

In un percorso di circa 900 metri, sul famoso lungomare di Copacabana, per l’occasione sono state riprodotte le 14 stazioni della Via Crucis, per rievocare ogni momento della Passione di Cristo.

Alla coreografia – particolarmente elaborata, sotto la direzione del Regista teatrale e televisivo Ulysses Cruz – hanno partecipano più di 700 volontari, oltre ad attori professionisti.

Pellegrini di varie nazionalità si sono occupati, a turno, di portare la Croce.

Ad ogni stazione, inoltre, si sono alternate persone in rappresentanza di minoranze e gruppi considerati socialmente più fragili, tra cui alcune donne, ma anche disabili su sedie a rotelle, tossicodipendenti e una Religiosa che lotta contro l’aborto.

Quest’anno il doloroso cammino percorso da Gesù a Gerusalemme è stato ambientato nello splendido scenario di Copacabana, con sullo sfondo la roccia di Arpoador, Pedra do Arpoador, e la Scalinata di Selaron a Lapa.

Le stazioni sono state rappresentate lungo i 900 metri del cantiere centrale dell’Avenida Atlantica e l’ultima sul palco centrale, dove si trovava Papa Francesco.

I ragazzi presenti erano più di quelli che hanno partecipato alla cerimonia di benvenuto sulla medesima spiaggia e che furono valutati un milione.

Il testo delle riflessioni redatto da due sacerdoti molto noti in Brasile anche come cantautori Zezinho e e Joaozinho, sono partiti dalle domande esistenziali che i giovani si pongono: “Un giovane Missionario”, “Un giovane convertito”, “Un giovane di una comunità di recupero”, “Un giovane portavoce di tutte le madri”, “Un Seminarista”, “Una Religiosa che lotta contro l’aborto, rinnovando il suo sì alla vita”, “Una coppia di innamorati”, “Un giovane portavoce delle donne che soffrono”, “Uno studente disabile sulla sedia a rotelle”, “Un giovane utente dei social network”, “Un detenuto o un giovane coinvolto nella Pastorale Penitenziaria”, “Un giovane malato terminale”, “Un giovane con disabilità uditiva”, “Giovani nord-americani, sud-americani, dei Caraibi, dell’Oceania, europei e asiatici”.

Il Direttore Artistico Ravel Cabral ha affermato: “La Via Crucis è pensata per dialogare con i giovani. In che modo il cammino di sofferenza di Cristo coinvolge oggi la gioventù, con tutti i suoi problemi? E’ un percorso che invita alla solidarietà. Non si tratta solo di rievocare questi problemi, ma di incoraggiare i giovani a intraprendere azioni solidali e Cristiane”.

C’è anche stata anche una meditazione ai nativi digitali che temono di diventare ostaggio della rete, nella Via Crucis della Gmg di Rio de Janeiro.

“So che i social network possono essere una possibilità – recita il testo della decima stazione letto davanti a Papa Francesco – e debbo stare molto attento”.

Il legno è passato di mano in mano per 13 “stazioni”.

L’ultima stazione invece è stata rappresentata sul palco dove c’era Papa Francesco, vicino ai 35 “cartoneros” che aveva mandato a cercare oggi nella sua Argentina per invitarli a stare accanto a lui durante il rito.

Sotto al palco e lungo il litorale di Copacabana, oltre 1 milione e mezzo di persone, un serpentone impressionante di giovani.

Prima Via Crucis di Papa Francesco con i ragazzi di tutto il mondo.

Si è pregato anche grazie a 280 artisti e volontari da vari Paesi latinoamericani qui riuniti davanti al Papa per rappresentare il dolore estremo e, se possibile, comprenderlo.

Alla fine il saluto e la riflessione di Papa Francesco.

“Con la Croce - ha detto - Gesù si unisce al silenzio delle vittime della violenza che non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi”.

Papa Bergoglio ha ricordato il Pellegrinaggio della Croce della Gmg attraverso tutti i Continenti e poi tutte le diocesi del Brasile, un Pellegrinaggio durante il quale, ha commentato, la Croce è rimasta “quasi impregnata dalle situazioni di vita dei tanti giovani che l’hanno vista e l’hanno portata”.

Con la croce, ha spiegato il Pontefice, “Gesù si unisce alle famiglie che sono in difficoltà, che piangono la perdita dei loro figli”.

Leggendo questo passaggio, il Papa ha aggiunto a braccio: “come nel caso dei 242 giovani vittime a Santa Maria”, nello stato brasiliano di Santa Caterina.

Si tratta dell’incendio nella discoteca “Kiss” avvenuto il 27 gennaio scorso.

Ha poi ripreso il testo scritto: “…o che soffrono nel vederli preda di paradisi artificiali come la droga; con essa si unisce a chi è perseguitato per la religione, le idee, o semplicemente per il colore della pelle; in essa – ha aggiunto – Gesù si unisce a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle Istituzioni politiche perché vedono egoismo e corruzione e hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l’incoerenza di Cristiani e di Ministri del Vangelo”.

A questo punto ha aggiunto a braccio: “E quanto fanno soffrire Gesù le nostre incoerenze”.

“Nella Croce di Cristo – ha ricordato ancora il Papa – c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio, non sei solo a portarle, io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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