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GMG: Padre Chiera su Papa

Edizione del: 22 luglio 2013

Padre Renato Chiera da 35 anni lavora nella difficile realtà del Brasile, conosce da vicino la realtà delle favelas “un cimitero di vivi”, dice.

In una di queste favelas andrà anche Papa Francesco in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Per lui Papa Francesco, “povero tra i poveri”, darà una “forte scossa alla classe dirigente”.

“Noi aspettiamo Francesco come una speranza enorme – afferma il sacerdote  -. E’ vicino alla gente, ama i poveri, verrà in luoghi di povertà e di esclusi”.

Don Renato Chiera opera a Rio de Janeiro, nella Baixada Fluminense, uno dei quartieri più poveri e pericolosi.

Ha iniziato ospitando i bambini di strada in casa sua, per poi fondare la “Casa do Menor” che oggi accoglie più di mille bambini, ventidue comunità, tre asili, otto scuole, sedici officine professionali, otto case famiglia, tre mini ambulatori e sei case di passaggio.

“Vorremmo tanto che il Papa venisse a trovarci qui ma non glielo permetteranno per ragioni di sicurezza”, spiega il sacerdote.

“A Rio c’è uno schieramento di polizia mai vista. La città è blindata. Tutti schedati e controllati”.

Il prete delle favelas pensa anche al discorso che Bergoglio farà alla classe dirigente del Brasile: “lui conosce bene la nostra realtà, l’ha vissuta in prima persona in Argentina e dirà cose forti ai Politici i quali, dal canto loro, applaudiranno”.

Il fatto è, osserva Padre Chiera, che “la fede segue strade ma i soldi seguono altre logiche. I miglioramenti ai quali ho assistito in questi 35 anni sono davvero minimi. E la violenza è aumentata al 100% anche a causa del narcotraffico. Si sono persi tutti i riferimenti”.

In questo quadro desolante, Papa Francesco è atteso come una “speranza enorme”.


Autore: 

Carmen Ierardi, 34 anni, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pisa, ha studiato Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Niccolò Stenone” di Pisa.

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