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GMG: l’omelia mariana

Edizione del: 24 luglio 2013

Nella sua prima Messa ufficiale per la GMG, nel Santuario di Aparecida, Papa Francesco ha esortato a “lasciarsi sorprendere da Dio. Chi è uomo, donna di speranza, la grande speranza che ci dà la fede, sa che, anche in mezzo alle difficoltà, Dio agisce e ci sorprende”.

“La storia di questo Santuario – ha osservato – ne è un esempio: tre pescatori, dopo una giornata a vuoto, senza riuscire a prendere pesci, nelle acque del Rio Parnaiba, trovano qualcosa di inaspettato: un’immagine di Nostra Signora della Concezione”.

“Chi avrebbe mai immaginato che il luogo di una pesca infruttuosa sarebbe diventato il luogo in cui tutti i brasiliani possono sentirsi figli di una stessa Madre?”, si è chiesto il Pontefice.

“Dio – ha spiegato – sempre stupisce, come il vino nuovo nel Vangelo che abbiamo ascoltato. Dio riserva sempre il meglio per noi. Ma chiede che noi ci lasciamo sorprendere dal suo amore, che accogliamo le sue sorprese”.

“Fidiamoci di Dio!”, ha esortato infine.

“Lontano da Lui – ha proseguito – il vino della gioia, il vino della speranza, si esaurisce. Se ci avviciniamo a Lui, se rimaniamo con Lui, ciò che sembra acqua fredda, ciò che è difficoltà, ciò che è peccato, si trasforma in vino nuovo di amicizia con Lui”.

I Cristiani debbono avere “uno sguardo positivo sulla realtà”.

“Cari amici – ha detto – se camminiamo nella speranza, lasciandoci sorprendere dal vino nuovo che Gesù ci offre, nel nostro cuore c’è gioia e non possiamo che essere testimoni di questa gioia. Il Cristiano è gioioso, non è mai triste”.

“Davanti alle difficoltà che ci sono nella vita di ognuno, nella nostra gente, nelle nostre comunità, ma per quanto grandi possano apparire, Dio – ha assicurato il nuovo Pontefice – non lascia mai che ne siamo sommersi”.

Infatti, “il Drago, il male, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte. Il più forte è Dio, e Dio è la nostra speranza!”.

“Non perdiamo mai la speranza! Non spegniamola mai nel nostro cuore!”, ha esortato ancora i 200 mila fedeli presenti al rito, la maggior parte rimasti ovviamente sul Piazzale del Santuario della Vergine.

“Non perdiamo mai la speranza! Cari fratelli e sorelle – ha implorato il Papa – siamo luci di speranza!”.

“Davanti allo scoraggiamento che potrebbe esserci nella vita, in chi lavora all’evangelizzazione oppure in chi si sforza di vivere la fede come padre e madre di famiglia, vorrei dire con forza – ha ripetuto – abbiate sempre nel cuore questa certezza: Dio cammina accanto a voi, in nessun momento vi abbandona”.

“Dio – ha continuato Bergoglio – ci accompagna. Abbiamo una Madre che sempre intercede per la vita dei suoi figli, per noi. Gesù ci ha mostrato che il volto di Dio è quello di un Padre che ci ama. Il peccato e la morte sono stati sconfitti”.

“Il Cristiano non può essere pessimista! Non ha la faccia di chi sembra trovarsi in un lutto perpetuo. Se siamo davvero innamorati di Cristo e sentiamo quanto ci ama, il nostro cuore si infiammerà di una gioia tale che contagerà quanti vivono vicini a noi”, ha  detto, rendendo ancora una volta omaggio a Benedetto XVI che proprio ad Aparecida nel 2007 aveva appoggiato il lavoro dei Vescovi latino-americani richiamando le due dimensioni della fede: quella orizzontale che spinge verso i fratelli e quella verticale del dialogo con Dio.

“Il discepolo – sono state le parole di Ratzinger ripetute oggi da Bergoglio – è consapevole che senza Cristo non c’è luce, non c’è speranza, non c’è amore, non c’è futuro”.

“Incoraggiamo – ha esortato il Pontefice nella sua omelia, che ha pronunciato quasi tutta in spagnolo, nella chiesa circolare del Santuario – la generosità che caratterizza i giovani, accompagniamoli nel diventare protagonisti della costruzione di un mondo migliore: sono un motore potente per la Chiesa e per la società. Non hanno bisogno solo di cose, hanno bisogno soprattutto che siano loro proposti quei valori immateriali che sono il cuore spirituale di un popolo, la memoria di un popolo”.

“In questo Santuario, che fa parte della memoria del Brasile, li possiamo quasi leggere: spiritualità, generosità, solidarietà, perseveranza, fraternità, gioia; sono valori – ha scandito – che trovano la loro radice più profonda nella fede Cristiana”.

Sei anni fa Aparecida accolse Benedetto XVI che volle inaugurare personalmente la V Conferenza Generale dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi.

In quella circostanza, ha detto Bergoglio che dell’incontro fu il Relatore principale, “è avvenuto un fatto bellissimo di cui ho potuto rendermi conto di persona: vedere come i Vescovi, che hanno lavorato sul tema dell’incontro con Cristo, il discepolato e la missione, si sentivano incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di Pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna: quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa”.

E per il suo principale estensore, divenuto Papa, “si può dire che il Documento di Aparecida sia nato proprio da questo intreccio fra i lavori dei Pastori e la fede semplice dei Pellegrini, sotto la protezione materna di Maria”.

“La Chiesa – ha osservato – quando cerca Cristo bussa sempre alla casa della Madre e chiede: ‘Mostraci Gesù’. E’ da Lei che si impara il vero discepolato. Ed ecco perché la Chiesa va in missione sempre sulla scia di Maria”.

“Il giorno dopo la mia elezione a Vescovo di Roma – ha ricordato il nuovo Papa ai 200 mila fedeli che lo ascoltavano – ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Madonna il mio Ministero di Successore di Pietro. Oggi ho voluto venire qui per chiedere a Maria nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Gioventù e mettere ai suoi piedi la vita del popolo latinoamericano”.

Il Papa guarda alla Giornata Mondiale della Gioventù e sottolinea come anche lui sia venuto “a bussare alla porta della casa di Maria – che ha amato ed educato Gesù – affinché aiuti tutti noi, i Pastori del Popolo di Dio, i genitori e gli Educatori, a trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni”.

 


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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