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GMG: Brasile culla Teologia liberazione

Edizione del: 22 luglio 2013

La casualità ha voluto che la prima Visita Apostolica del primo Papa latinoamericano della storia fosse in Brasile e Papa Francesco ha aggiunto al programma stilato per Benedetto XVI una tappa al Santuario Mariano di Aparecida, il secondo più frequentato di tutta l’America Latina, dopo Guadalupe in Messico.

A Aparecida di fronte all’Episcopato latinoamericano in Assemblea Generale, Benedetto XVI nel 2007 ha confermato l’opzione preferenziale per i poveri della Chiesa Cattolica.

Quella di Aparecida era la V Assemblea Generale dei Vescovi latinoamericani, che nella edizione del 1968 a Medellin avevano visto nascere la Tdl e in quella di Puebla del 1979 l’avevano vista in parte messa in questione da Giovanni Paolo II.

Il Brasile inoltre è legato a doppio filo alla Teologia della Liberazione.

Brasiliani sono alcuni dei suoi principali teorici, dai fratelli Leonardo e Clodovis Boff , a Erwin Kraeutler, a Hugo Assmann, a Frei Betto.

Brasiliano è il pedagogista Paulo Freire con il suo movimento per la alfabetizzazione degli adulti che ha influenzato le Comunità di base.

In Brasile hanno avuto culla e casa proprio le Comunità di base, nate negli anni ‘70 e ‘80 durante la lotta contro la Dittatura militare e espressione di una Chiesa vivace e vicina ai poveri.

Poche settimane prima che Benedetto XVI giungesse a Aparecida, nel 2007, la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva sanzionato Jon Sobrino, altro Teologo della Liberazione, Gesuita e Cofondatore della Università del Centroamerica.

La Conferenza di Aparecida, al cui documento finale lavorò in posizione di rilievo l’allora Arcivescovo di Buenos Aires Bergoglio, confermò l’importanza per l’evangelizzazione delle Comunità di base.

E l’opzione preferenziale per i poveri ripetuta anche in quella sede significativa da Papa Ratzinger nel 2007, assumeva parte della Tdl, depurata dalla analisi marxista.

E’ in questo quadro che si colloca la Teologia di Papa Bergoglio, influenzato nei suoi studi Teologici dal Gesuita argentino Juan Carlos Scannone, che dà grande importanza alla religiosità popolare.

Il Cardinale Bergoglio in occasione del bicentenario dell’Argentina ha preso posizione sulla necessità di favorire la rinascita della politica e della vita democratica nel suo Paese.

E in quella occasione ha approfondito il concetto di popolo come comunione di persone che partecipi di una ricerca del vero, del bene, del bello.

In questa idea del popolo va probabilmente cercata un’altra componente della Chiesa per i poveri sognata da Papa Francesco.

Primo Papa a non aver partecipato al Concilio, diventato prete nel 1969, Bergoglio con il suo sogno di una Chiesa povera riecheggia un pilastro del Concilio, che nella Costituzione “Lumen gentium” parla della sequela del Gesù diventato per noi povero e della povertà e semplicità Apostolica della Chiesa.

Così il Papa latinoamericano può dar vita a una nuova fase della ricezione del Concilio e i giorni a Rio per la Gmg potranno forse dire qualcosa anche in questo campo.


Autore: 

Carmen Ierardi, 34 anni, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pisa, ha studiato Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Niccolò Stenone” di Pisa.

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