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Giovanni XXIII e la sepoltura in Laterano

Edizione del: 5 giugno 2013

Monsignor Loris Capovilla in un’intervista pubblicata domenica dall’inserto bergamasco del Corriere a firma di Marco Roncalli, Storico e nipote del “Papa Buono”, ha detto che “non è vero che Papa Giovanni XXIII voleva andare a vivere definitivamente in Laterano, è vero che dopo aver indicato il luogo della sua sepoltura nelle Grotte Vaticane già nel 1960, due anni dopo pensò che le sue spoglie potessero riposare per sempre là, presso l’Arcibasilica che è madre di tutte le chiese di Roma e del mondo”.

L’Arcivescovo Capovilla, storico Segretario del Pontefice scomparso il 3 giugno 1963, conserva la prova scritta di quanto afferma: “l’abbozzo di un documento autografo inedito, senza firma e senza data, ma certamente dell’agosto 1962”, dal testo inequivocabile.

“Accetto sin da ora – si legge nell’appunto conservato dal Segretario di Giovanni XXIII – di venir seppellito nella Cripta sotterranea di San Pietro, nel loculo che mi venne già  indicato. Esprimo però il vivo desiderio, e la fervida preghiera che, quando riesca felicemente il progetto, che io stesso suggerii ed incoraggiai, della trasformazione del Palazzo Lateranense a Sede definitiva del Vicariato di Roma- Sede del Cardinale Vicario, Uffici di Amministrazione e quanto altro riguarda il Governo del Papa quale Vescovo di Roma le mie povere exuviae vengano pietosamente trasferite dalla Cripta di San Pietro alla Cappella interna, che non potrà certo mancare, dello stesso Vicariato”.

“Questa carità come opera di misericordia mi permetto di chiedere perché il mio tenue ricordo rimanga a San Giovanni, a segno di protezione e di benedizione precipua sopra la diocesi di Roma, che ho sempre sentito di amare tanto, sulle tracce di San Pietro Apostolo, primo suo Vescovo, e come tale erede del supremo Pontificato urbis et orbi, che nonostante la mia indegnità, il Signore si è degnato di affidarmi”.

Non sappiamo se Papa Giovanni cambiò idea, quel che è certo è che alla fine la bozza di Documento rimase un semplice appunto e non fu da lui firmato.

E le cose sono andate diversamente: Giovanni XXIII ha riposato nelle Grotte Vaticane dal 1963 fino al 2000, l’anno del Grande Giubileo, quando in vista della sua Beatificazione fu traslato al piano superiore, cioè nella Basilica di San Pietro dove è oggi esposto in urna di vetro nella Crociera di San Giuseppe, a pochi passi dalla Cappella di San Sebastiano dove riposa invece il Papa che lo ha proclamato Beato, Giovanni Paolo II, a sua volta Beatificato da Benedetto XVI il 1 maggio 2011.

Sull’altare che custodisce l’urna ha celebrato ieri pomeriggio il Vescovo di Bergamo Francesco Beschi, per 2mila bergamaschi in Pellegrinaggio per i 50 anni dalla morte del Papa Buono.

Al termine della messa, Papa Francesco ha rivolto loro un discorso sulla figura e l’insegnamento di Papa Giovanni XXIII.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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