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Giani: occhi mondo sul Vaticano

Edizione del: 5 maggio 2013

Domenico Giani, Comandante della Gendarmeria Vaticana, ha parlato del lavoro svolto insieme ai suoi uomini durante il Conclave.

“Avere gli occhi del mondo puntati addosso, in questi particolari momenti di rilievo storico come una successione di Pietro, significa alzare la guardia anche sulle più piccole questioni”.

“Già ‘quotidianamente’ noi siamo chiamati a garantire con impegno massimo questo piccolo territorio dall’importanza globale” che è il Vaticano, sottolinea Giani, ma certo l’ultimo periodo è stato particolare, a cominciare dalla rinuncia di Benedetto XVI, “una grande sorpresa per noi”, sottolinea Giani.

Poi il Conclave, l’Intronizzazione, l’arrivo delle Delegazioni straniere, ma anche le prime uscite di Papa Francesco, “uscite a sorpresa, e inaspettate, compiute dal Santo Padre a Santa Maria Maggiore e presso un ospedale a far visita al Cardinale Jorge Mejia”, spiega Giani.

“Sono state situazioni anche molto simpatiche in un certo senso – afferma il Comandante – perché, come ormai noto alla gente, il Papa era abituato precedentemente a viaggiare in autobus, in metropolitana, a piedi, ed in un primo momento desiderava recarsi a Santa Maria Maggiore in una maniera, diciamo, piuttosto informale. Però il Papa ha poi immediatamente compreso quali fossero le nuove esigenze legate al Servizio a cui è stato chiamato e quindi, sempre in accordo con l’Ispettorato Vaticano, abbiamo organizzato tutto in breve tempo e bene”.

“La nostra attenzione – prosegue Giani – si rivolge anche ai suoi contatti, perché Francesco ama le relazioni umane dal vivo, ad esempio ama riuscire a salutare i bambini e quanti più fedeli possibili nella Piazza”.

“Devo dire che questo essere vicino ai più deboli e ai più umili di Francesco è molto bello e apprezzato dalla gente. Ovviamente ciò comporta una serrata attività di prevenzione, esplicata attraverso i controlli effettuati prima degli eventi insieme ai colleghi dell’Ispettorato, e agli altri colleghi nei Paesi del mondo dove ci rechiamo. Questa opera preventiva ci fa stare molto più sereni. Naturalmente è sempre possibile che ci sia l’esaltato o la persona che cerca di avvicinarsi troppo, ma più che altro avviene non per intenzioni malevole di chi vuole aggredire ma bensì dimostrare amore al Papa, seppur in maniera eccessiva. E sono situazioni – sottolinea il numero uno della Gendarmeria – che riusciamo sempre a gestire positivamente”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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