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Gesuiti a FI: si rinnova lo Stensen

Edizione del: 17 settembre 2013

I Gesuiti hanno lasciato definitivamente Firenze e la Toscana nel giugno del 2011.

La Provincia d’Italia ne dette notizia con un comunicato stampa annunciando si la chiusura della Comunità di Firenze, ma allo stesso tempo comunicando che un presidio gesuita rimaneva comunque aperto, anche se pur non per servizio religioso, l’istituto Stensen, affidato a Padre Ennio Brovedani.

Una sorta di “sanatorio” o “cenobio” culturale-spirituale-filosofico per i fiorentini.

“Dopo la decisione di chiudere le comunità di San Remo e di Gorizia – si leggeva all’epoca nella nota -, la Provincia italiana si è venuta a trovare nelle condizioni di dover procedere anche alla sofferta chiusura della Comunità di Firenze. Sono infatti dovuti partire per altre destinazioni i due Padri più giovani. La comunità rimasta, costituita dal Padre Superiore e da due Padri anziani, non è più in grado di reggersi. l’Istituto Stensen, resterà a Firenze e l’Istituto proseguirà con i suoi programmi di alto livello culturale ampiamente riconosciuto”.

Due anni sono passati da allora e Padre Brovedani, coadiuvato da una agguerrita, quanto professionale, squadra di giovani, ha continuato ad assicurare, ampliandolo, quel “programma di alto livello culturale ampiamente riconosciuto”, come dissero all’epoca i suoi superiori romani.

Ora l’Istituto Stensen cambia volto grazie anche ad un rinnovamento non solo tecnologico – a cui sono chiamati tutti i Cinema, in quanto i film non saranno più distribuiti in pellicola, ma solo in digitale dal prossimo gennaio – ma anche strutturale, estetico e di programmazione.

Nuovo proiettore digitale dunque ad affiancare il  “vecchio” 35mm, spazi ammodernati, film in tenitura accanto alle tradizionali rassegne, nuova veste grafica.

Ma soprattutto apertura della sala 7 giorni su 7.

La nuova programmazione prevede oltre 80 pellicole e circa 40 conferenze da questo mese di settembre e fino alle fine dell’anno, per regalare a Firenze  un’offerta sempre più ampia, mantenendo – come ha ricordato Padre Brovedani – “i linguaggi che da sempre hanno caratterizzato l’Istituto: confronto pubblico con conferenze, incontri, discussioni, lezioni e cinema”.

Si parte giovedì prossimo, 19 settembre, alle ore 21 con ingresso gratuito, con la proiezione di “Samsara” di Ron Fricke, un giro del mondo per immagini, fotografie mozzafiato per raccontare la grande rete globale tra popoli e natura, progresso, tecnologia e spiritualità.

Ma la solenne inaugurazione si terrà qualche giorno dopo, il 20 e 21 settembre, con un omaggio al regista  Mario Monicelli, padre della commedia italiana. Alle 17.30 “L’armata Brancaleone” (1966), alle 20.30 il documentario in anteprima toscana “Monicelli, la versione di Mario” (2012), ritratto di Monicelli al centro del vortice di donne che hanno riempito la sua vita, alla presenza della regista Wilma Labate e di Chiara Rapaccini, moglie di Monicelli. A seguire “Speriamo che sia femmina” del 1986.

L’omaggio a Monicelli continua sabato 21 settembre, con il grande ritorno in sala degli intramontabili “Amici Miei”, atto primo e secondo (dalle 20.30).

A seguire l’appuntamento con il tradizionale Novembre Stenseniano, dal 12 ottobre al 12 aprile. Spina dorsale della programmazione saranno il percorso di conferenze, dibattiti e proiezioni cinematografiche su tematiche socio culturali e attuali, quest’anno sul tema “Soma-Psiche-Pneuma” (Corpo-Anima-Spirito).

Ventitre incontri e 41 relazioni, tutti i sabati a ingresso gratuito.

“Obiettivo del percorso culturale – dice Padre Brovedani – che vede tra gli ospiti Romando Prodi, Guido Viale ed Edoardo Boncinelli è ripensare l’umano dopo le rivoluzioni tecnico-scientifico-antropologiche che hanno caratterizzato il XX secolo. In ragione dei profondi mutamenti in atto, le tre classiche categorie, Soma (corpo), Psiche (anima) e Pneuma (spirito), che per secoli hanno costituito il quadro concettuale dell’umanesimo classico, rinascimentale e occidentale, esigono una riconsiderazione dei loro significati e delle reciproche interrelazioni e frontiere”.

“Ripensare l’umano e ridefinirne in qualche modo l’essenza o la natura, nella sua dinamica evolutiva e nei tratti innovativi più salienti, costituisce sicuramente un obiettivo audace, affascinante e ambizioso, da valutare e gestire con perspicacia, al fine di prevenire sbrigative semplificazioni e banalizzazioni. Non è solo un tema di alta valenza scientifica e culturale, ma è anche una domanda soggiacente alle frequenti tensioni e disagi sociali contemporanei”.

Il Novembre Stenseniano prevede un percorso cinematografico dal 20 ottobre al 2 febbraio, con 10 film provenienti dai più importanti festival internazionali, ma nuovi per la distribuzione italiana, tra documentario, animazione, commedia, arte contemporanea per parlare di sentimenti e tecnologia, medicina e antropologia da prospettive inedite e multiformi. Per ripensare l’umano anche al cinema e la complessa relazione che intercorre tra materia, psiche e trascendenza.

Oltre al già citato “Samsara” di Ron Fricke (20 ottobre), le domeniche proseguono con “Rughe” di Ignacio Ferrares (27 ottobre), “I am Jesus” di Valerie Gudenus e Heloisa Sartorato (10 novembre), “Bebè” (Babies) di Thomas Balme’s (17 novembre), “I’m a cyborg, but that’s ok” di Park Chan-wook (24 novembre),  “L’amore inatteso” di Anne Giafferi (1 dicembre). Si riparte il 12 gennaio con “Leviathan” di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel e “L’intrus” (The Intruder) di Claire Denis il 19 gennaio. Chiudono la rassegna “The Imposter” di Bart Layton il 26 gennaio e l’opera visiva “Da Vinci” di Yuri Ancarani il 2 febbraio (quest’ultimo a ingresso libero).

Tra gli eventi della programmazione culturale dello Stensen il “Cinema d’Ungheria”, nei giorni 3-4-5 ottobre, in occasione dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013, organizzato dall’Ambasciata d’Ungheria in Italia, dal Consolato Onorario d’Ungheria a Firenze, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri d’Ungheria, una tre giorni sul cinema magiaro contemporaneo con 7 film, molti in prima italiana, che mostrano la produzione cinematografica ungherese più recente, tutti a ingresso gratuito. Spaziano dalla commedia brillante come “Kame’leon” di Krisztina Goda, un film su un truffatore di donne sole, al musical rock’n'roll “Made in Hunga’ria” di Gergely Fonyò. La tre giorni s’inaugura con “Final Cut” di Gyorgy Palfi, un’opera di mash-up su un amore che ha mille celebri volti (Brad Pitt, Marcello Mastroianni, Woody Allen, Greta Garbo, Brigitte Bardot).

Altra iniziativa “Buio in sala”, dall’11 ottobre al 22 novembre sulla psicanalisi, con 6 film il venerdì e un evento speciale domenica 13 ottobre. Tema dell’edizione di quest’anno sarà l’adolescenza. La rassegna esplora questo mondo attraverso una serie di film che intercettano il cambiamento degli adolescenti di oggi attraverso varie tematiche: il rapporto con il corpo, l’autorità, la scuola, la politica, e anche gli innamoramenti. Sono storie universali e al contempo, per i protagonisti, drammaticamente private. Per questa edizione, il dibattito con lo psicoanalista al termine della proiezione sarà arricchito dal confronto con gli studenti di alcune scuole superiori fiorentine. Si parte con “Noi siamo infinito” di Stephen Chbosky (Usa 2012, 103′).

Tra gli eventi speciali, il 12 novembre, la proiezione di “Wunder der Schopfung” (Meraviglia del creato, Germania, 1925) di Hanns Walter Kornblum, recentemente restaurato dal Munich Film Museum. Attraverso l’alternarsi di splendide animazioni e scene girate con attori, si illustra l’insieme delle conoscenze astronomiche dell’epoca. Il film rappresentò uno sforzo produttivo gigantesco: fu coinvolta una moltitudine di tecnici e artigiani per realizzare gli effetti speciali e furono necessari due anni e mezzo di lavorazione negli stessi AG Studios di Berlino che vedranno, l’anno successivo, la nascita di Metropolis di Fritz Lang. La serata sarà commentata nei suoi aspetti scientifici e cinematografici dai due scienziati dell’ateneo fiorentino e dell’osservatorio di Arcetri, Lapo Casetti e Paolo Tozzi.

Anche quest’anno continuano i richiestissimi corsi di cinema del critico cinematografico Marco Luceri: per la nuova stagione i corsi in programma sono due. Il primo è “La storia del cinema americano” (dal 7 ottobre all’11 dicembre, ogni lunedì dalle 21 alle 2, costo euro 99.00), che ha l’obiettivo di fornire agli iscritti un quadro di riferimento essenziale e completo della storia del cinema americano, dalle origini ai giorni nostri. Attraverso dieci momenti fondamentali della storia del linguaggio cinematografico, vengono ripercorsi generi, autori, correnti, poetiche ecc., che hanno segnato i passaggi più importanti dell’evoluzione del cinema americano, da spettacolo da fiera di fine Ottocento ad arte di massa nel XX secolo, fino a oggi. Il secondo corso, “Il cinema di Alfred Hitchcock” (dal 22 ottobre al 26 novembre, ogni martedì dalle 21 alle 23, costo euro 79.00), è invece dedicato all’approfondimento critico di un grande maestro del cinema: un viaggio attraverso i film di Alfred Hitchcock per capire come le sue storie e i suoi personaggi siano anche una complessa avventura piena di interrogativi sul mistero del cinema, delle immagini e della realtà.

Infine, ma non ultimo, Intercity Festival con tanti eventi dal 17 al 31 ottobre.

Tra le novità una riguarda la Libreria Parterre, inserita all’interno dei locali della Fondazione Stensen, e dotata di un moderno angolo bar, che ha concluso recentemente la propria attività. Per dare continuità al progetto culturale, la Fondazione cerca un nuovo gestore per creare un unico grande spazio, abbattendo dunque anche muri fisici, che raggruppi insieme gli incontri, i convegni, il cinema dello Stensen e la libreria e il bar.

Un impresa ardua, quella della libreria, che rappresenta la vera sfida di questo nuovo anno culturale dell’unico presidio a Firenze, e in Toscana dei Gesuiti.

Gesuiti, o meglio l’unico Gesuita in Toscana, che si appresta, nel 2015, ad ospitare,  il primo Papa Gesuita della storia, ovvero Papa Francesco che verrà, se la salute le lo permetterà, a novembre di quell’anno, per gli Stati Generali della Chiesa che verranno ospitati dall’Arcidiocesi di Firenze.

Lo Stensen sta studiando cosa organizzare per quei giorni, forse anche con la proiezione delle prime pellicole dedicate al nuovo Papa, che già sono in avanzata fase di produzione e realizzazione, “ma solo se saranno di alta qualità” precisa  Michele Crocchiola che, assieme a Romolini Marica, cura l’organizzazione-programmazione.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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