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GE: no Messa Natale Piazza Adriatico

Edizione del: 18 dicembre 2013

Si prospetta un Natale amaro per gli abitanti di piazza Adriatico a Genova, in quanto è dal 4 novembre del 2011 che la campana della chiesa Santissima Immacolata  non suona più, cioè dal giorno della terribile alluvione che mise in ginocchio Genova.

Sono passati 2 anni e nulla è cambiato.

“L’immobile in cui tenevamo le funzioni è di proprietà del Comune di Genova e ci venne assegnato negli anni ‘50. La Santissima Immacolata era l’unica chiesa di Piazza Adriatico. Nel novembre del 2011 è stata alluvionata, insieme al vicino Centro di Ascolto e Banco Alimentare che recentemente, però, sono stati ripristinati – racconta don Gianni Borzone – Per un certo periodo di tempo le messe venivano celebrate all’interno delle limitrofe Scuole Vespertine, in un corridoio stretto che però non riusciva a ospitare tutti i credenti. Una volta tornato a regime il Centro di Ascolto, che adesso ha sede proprio lì, siamo dovuti andare via”.

“Hanno sede vicino alle Scuole, è un circolo nuovo di zecca inaugurato da poco. Insieme stiamo organizzando due concerti, il 21 dicembre alle 20.30 e il 24 alle 17, per portare un po’ di vita in piazza. Ci diamo una mano. Resta il fatto che le Istituzioni hanno supportato la messa a nuovo di tutti gli edifici, tranne che della chiesa. Se non riusciamo a trovare un posto, sarà difficile celebrare la Messa di Natale. Tanti abitanti mi continuano a chiedere spiegazioni”, continua don Gianni.

L’importanza del recupero del luogo di culto, per i cittadini che abitano la zona, è significativa al di là dell’aspetto religioso, ma anche per la difficile situazione che sta attraversando la zona.

Nella storica piazza, attività lavorative, praticamente, non ce ne sono più, diventando così troppo spesso un ricettacolo di brutte facce.

“Noi capiamo perfettamente che esistano altre priorità, ma guai a sottovalutare l’importanza della chiesa. Inoltre non chiediamo nulla di particolare al Municipio e al Comune di Genova: solo che ci aiutino a rendere nuovamente agibile la chiesa che, nonostante sia stata alluvionata, non è in condizioni gravissime. Può ancora essere recuperata. Queste zone non vanno abbandonate. Perché non possono dare una mano anche a noi?”, conclude sconsolato don Gianni.


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