Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Francia: via Rabbino Capo

Edizione del: 14 aprile 2013

E’ finita giovedì ingloriosamente la carriera di Gilles Bernheim, 60 anni, da cinque anni Rabbino Capo di Francia.

Lo chiamavano “il Rabbino Filosofo”, e invece non aveva passato nemmeno il concorso universitario.

Produceva libri e saggi a ripetizione, ma in quelle pagine c’era poco di suo, tutto scopiazzato o affidato a qualche studente che se la cavava con il copia-incolla.

La Comunità Ebraica francese, la più popolosa d’Europa con i suoi 550.000 membri, tira un sospiro di sollievo, soprattutto in tempi di corruzione pubblica e menzogne di rappresentanti politici.

Rispettato, grande carisma, notevole ascendente sui suoi studenti, Bernheim ha resistito un mese, negando prima in modo sdegnato e risoluto qualsiasi evidenza, poi ammettendo con scuse magre di essere stato copione “a sua insaputa”.

Interi paragrafi delle “Quaranta meditazioni Ebraiche”, libro uscito nel 2011 con il suo nome, erano stati copiati tali e quali dal pensatore post-moderno Jean-Francois Lyotard nel 1996.

“Affidai quel lavoro a uno studente che mi ha ingannato – ha azzardato Bernheim in una prima goffa autodifesa – avrei dovuto controllare, è stato un mio errore”.

Ma da quel momento, i blog non gli hanno dato più pace e al tempo del web i copia-incolla si scoprono molto rapidamente.

Ne è venuto a galla un altro del 2002 ma a far esplodere il caso del Rabbino Capo è stata la rivelazione del settimanale L’Express la scorsa settimana: il Rabbino Filosofo non ha mai passato quel concorso a cattedra che pure figurava in ogni suo curriculum, su Wikipedia, sulle note di copertina dei libri e persino nel discorso con il quale Nicolas Sarkozy, nel 2010, lo decorò della Legion d’Onore.

L’aria si era fatta pesantissima, le scuse di Bernheim non sono più bastate, ed una riunione del Concistoro, la massima Organizzazione del Culto Ebraico, creata da Napoleone all’inizio dell’Ottocento, lo ha spinto a mettersi in aspettativa.

L’ultima rivelazione è la più paradossale: il testo dell’anno scorso sulle nozze gay, citato persino da Papa Benedetto XVI in un suo discorso, era stato saccheggiato da Bernheim dal testo di un sacerdote Cattolico.

Resta il mistero, la motivazione che ha spinto un uomo colto, raffinato, elegante, da tutti ritenuto di mentalità aperta, a farsi “pizzicare” maldestramente come l’ultimo studentello.

Oggi, persone che lo conoscono bene parlavano proprio di “mistero” nel comportamento di Bernheim.

Forse “debolezza”, probabilmente un “fatto tragico” che gli impedì di fare gli esami a suo tempo e poi la spirale di bugie che si innesca e dalla quale è difficile tornare indietro.

Al posto di Gilles Bernheim, Rabbino Capo Ortodosso ma innovatore, dalle idee aperte su importanti questioni morali e sociali, dall’Aids all’eutanasia alla parità uomo-donna, subentra ad interim il Rabbino Capo di Parigi, Michel Gugenheim.

La prossima riunione del Concistoro stabilirà la data di nuove elezioni.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login