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Firenze cucina per 3mila poveri

Edizione del: 27 dicembre 2013

Guido Guidi, noto nome del Catering fiorentino, ma anche Presidente dell’Unione Impreditori e Dirigenti si era preso un impegno preciso con se, con i suoi associati, con il Cardinale Arcivescovo di Firenze, con la Caritas e con le oltre 1000 persone che ogni giorno bussano alla porta per un pranzo caldo, e i 500 assistiti della Comunità di Sant’Egidio, e questo impegno l’ha rispettato: a Natale e a Santo Stefano sono stati serviti oltre 3mila pasti caldi  a Firenze, ad altrettanti poveri.

Un vero e proprio record per il capoluogo toscano.

Grazie a 60 Imprenditori, e grazie anche ad alcune banche, sono stati raccolti i fondi necessari – che sono stati versati nelle mani del Cardinale Betori dal Presidente Guido Guidi – per assicurare questi pasti, segno della fratellanza verso i più bisognosi, e segno di una vicinanza a chi, suo malgrado, vive un momento di forte di disagio economico e sociale.

“Stavo pensando – ha detto il Cardinale Betori al pranzo del giorno di Natale alla chiesa di Santo Stefano al Ponte – che dobbiamo dire grazie alla Comunità di Sant’Egidio (che ha organizzato una delle tante mense natalizie ndr) che ci riunisce insieme, che ci fa stare in compagnia, perché per quanto possano essere difficili le condizioni della nostra vita il fatto di ritrovarci insieme, di non essere soli, è una cosa molto, molto importante. Anche Gesù che è venuto a nascere povero in mezzo a noi, non ha voluto nascere solo, c’erano Maria, Giuseppe, c’erano i pastori, gli angeli e persino gli animali. Gesù è stato in compagnia fin dall’inizio della sua vita. Ecco questo presepe che siamo noi possa continuare questa idea di stare insieme, di condivisione, di comunione, di fraternità  che nasce dal presepe di Gesù e che oggi noi viviamo in questo pranzo che facciamo insieme. Vi auguro davvero un natale pieno di fraternità e pieno di affetto che vi circondi in ogni momento anche in quelli più difficili della vostra esistenza”.

Alla mensa della Caritas di Via Baracca, generalmente frequentata da extracomunitari,  il 25 dicembre il menu prevedeva: pastasciutta al ragù, cotolette di agnello, coniglio arrosto, patate arrosto, insalata, panettone, frutta, succo di frutta; mentre per il 26: pastasciutta al ragù, fegato con i porri, patate lesse, fagioli all’uccelletto, panettone.

Alla Mensa Caritas di Piazza Santissima Annunziata, generalmente frequentata da italiani, studenti e stranieri, a Natale sono stati serviti: tortellini, tortelloni ripieni, cotolette di agnello, patate, insalata, panettone; mentre a Santo Stefano: pastasciutta al ragù, coniglio arrosto, agnello, insalata e panettone.

Pranzo Natalizio più curato invece quello servito nella ex Chiesa di Santo Stefano a Ponte dalla Comunità di Sant’Egidio, servito da oltre 150 volontari, a 510 persone abitualmente seguite dalla Comunità tutto l’anno: Crostini toscani, formaggi misti e salumi, lasagne, spezzatino con piselli e contorno di purè, panettone, pandoro, frutta di stagione e frutta secca, caffè, spumante, vino.

A Sorgane invece, presso la Foresteria Pertini, sempre grazie al contributo dell’UCID, il pranzo più ricco e più raffinato, per 130 persone, cucinato e servito dal noto chef e giornalista televisivo eno-gastronomico Leonardo Romanelli, che in questa impresa culinaria si è fatto aiutare da alcuni volontari, uomini e donne della parrocchia di San Piero in Palco, di Piazza Elia Dalla Costa.

Qui il fuoco ai fornelli è stato dato alle ore 8 di mattina, pronti a servire le pietanze alle 11,30: crostini toscani, insalata di zucchine e piselli, insalata di pecorino, noci e rucola, sformato, tagliatelle alle melanzane e peperoni, cotolette di agnello allo scottadito, finocchi gratinati. La Pasticceria Maggini ha donato il dolce, mentre la ditta Cecchi il vino.

Un contributo straordinario, quello raccolto per questo Natale 2013 – anche se da 7 anni l’Ucid ha sempre finanziato il pranzo di Natale di Sant’Egidio - che però per Guido Guidi “potrebbe diventare stabile, trasformandosi in una sorta di tassa di solidarietà mensile o bimestrale da chiedere ai propri iscritti per aiutare i poveri, sempre più italiani, che ormai ‘assaltano’ quotidianamente in 700 le mense della Caritas della diocesi fiorentina sparse in città, più altri 300 in collaborazione coi servizi sociali del Comune nei 5 Quartieri”.

Un emergenza che cresce al ritmo del 10-15% all’anno, come fa notare il direttore della Caritas fiorentina Alessandro Martini.

Su 120 imprenditori fiorentini associati, oltre la metà hanno aderito all’appello, tra cui lo stilista Stefano Ricci, il presidente di Confindustria Simone Bettini, gli editori Giovanni Gentile e Mario Curia, la banca Federico del Vecchio, la banca del Chianti e la Findomestic.

 “Raccogliendo l’invito di Papa Francesco a stare vicini agli ultimi, e quello del  nostro Cardinale Betori, rivoltoci durante la Messa dello scorso 17 – sottolinea Guido Guidi – a Natale siamo stati noi a stare accanto a coloro che sono in gravi condizioni economiche, ma ci piacerebbe che ogni giorno ci fosse qualche associazione, anche non cattolica, o ente di categoria, ditte singole, banche, industrie, gruppi di negozianti, che adottassero una o più mense della Caritas fiorentina, offrendo il pasto a chi ne ha bisogno”.

“Trovo lodevole e molto utile l’iniziativa dell’ Ucid – ha dichiarato Alessandro Martini, Direttore della Caritas di Firenze, da poco nominato dai Vescovi toscani coordinatore di tutte le Caritas della nostra Regione – Lodevole e degna di plauso perché parte dalla consapevolezza che il bene primario dell’alimentazione anche per la schiera dei sempre più numerosi poveri è un impegno che dura tutto l’ anno e ogni giorno feriale o festivo che sia  c’è l’esigenza tutt’altro che semplice di garantire il necessario alle nostre mense e alle nostre numerose accoglienze e con questa iniziativa gli amici imprenditori e dirigenti cattolici  possono fare molto e possono offrire una positiva testimonianza di concreto sostegno che va ben oltre un pur positivo gesto occasionale di solidarietà. Utile poi perché aiuta in un momento in cui le risorse per noi disponibili diminuiscono a fronte dei bisogni che al contrario crescono. Spero che questo sia solo l’avvio di un rapporto proficuo tra noi prezioso oltre che per l’ utilità in sé che comporta anche per la positiva testimonianza che è in grado di offrire. Grazie fin d’ora all’ Ucid da parte di tutta la Caritas fiorentina e soprattutto da parte di coloro che troveranno beneficio da questa bella opportunità”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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