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FI: processo su futura Beata Ogier

Edizione del: 9 settembre 2013

Giovedì 19 settembre alle 16 nella Basilica di San Lorenzo a Firenze si svolgerà la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di Santità sulla giovane Maria Cristina Ogier.

Maria Cristina, nata a Firenze nel 1955, è morta nel 1974 a soli 19 anni per un tumore al cervello, che le era stato diagnosticato fin dall’età di 4 anni.

Terziaria Francescana, impegnata con l’Unitalsi e con la parrocchia, con il gruppo di aiuto agli ammalati e con il Gruppo di preghiera “Padre Pio”, è stata una ragazza semplice e gioiosa: nel 1971 aveva suggerito al padre Enrico, Primario di ostetricia e ginecologia a Careggi, di promuovere incontri in favore della vita, un impegno da cui sarebbe nato il primo “Centro di aiuto alla Vita” italiano.

A lei si devono anche 2 case famiglia per disabili, in Via Benedetto Fortini e nel Viale Galilei.

Oggi riposa al Cimitero delle Porte Sante, a San Miniato al Monte (Firenze).

“La vita di Maria Cristina – scrive il Postulatore Padre Francesco Maria Ricci – il suo impegno, il suo itinerario spirituale, continuano ad interrogare ancora tanti che cercano di dare senso alla vita, al dolore e alla sofferenza”.

La prima sessione dell’indagine diocesana sulla vita e le virtù di Maria Cristina Ogier sarà presieduta dal Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, e prevede il giuramento di tutti i componenti del Tribunale chiamato ad indagare sulla candidata alla beatificazione.

Questa la testimonianza lasciataci dalla madre di Maria Cristina: “Nella vita di mia figlia c’è sempre stato un qualche cosa di misterioso. Una mattina Maria Cristina mi disse: ‘Questa notte ho sognato Gesù. Sono entrata in chiesa e il grande crocifisso sull’altare si è svegliato. Mi ha detto: ‘Maria Cristina, vuoi togliermi i chiodi e la corona di spine?’. Io ho fatto tutto quello che voleva e poi l’ho preso per mano e l’ho accompagnato a casa nostra e l’ho messo a letto. Gli ho dato anche il pigiama perché era nudo. Lui allora mi ha detto: ‘Ora vai, sei guarita’. In quei giorni Maria Cristina era molto migliorata, sembrava guarita. Qualche tempo prima eravamo andati a Stoccolma, ci dissero che il tumore era in una posizione impossibile da raggiungere chirurgicamente. Fu praticato solo un intervento di decompressione del liquor, che avrebbe dovuto portare un miglioramento temporaneo. Passò un anno, Maria Cristina stava bene, ma una mattina mi chiamò nella sua cameretta e mi disse: ‘Mamma, ho sognato ancora Gesù. Mi ha chiesto di portare la croce insieme con Lui’. Impaurita, le domandai piangendo: ‘E tu che cosa hai risposto?’ Con un sorriso dolcissimo mi rispose: ‘Gli ho detto di sì’. Se avessi visto la sua faccia, gli avresti detto di sì anche tu. Pochi giorni dopo ricominciò a zoppicare e la malattia riprese il suo terribile corso. Da allora mia figlia non si è più lamentata del male. Ha cominciato a vivere solo preoccupandosi di aiutare gli altri ed è sempre apparsa felice. Quando incontrava un povero per la strada, gli dava tutto quello che aveva, si fermava a chiacchierare, lo accarezzava. Io la rimproveravo: ‘Maria Cristina, fai pure la carità ai poveri ma non è necessario che tu ti fermi a parlare e non devi toccarli. Sono sporchi, puoi prendere delle malattie’. Lei mi rispondeva: ‘Mamma, i poveri sono tanto soli. Non hanno bisogno soltanto di denaro, ma soprattutto di affetto’. Quando divenne più grande cominciò ad andare a visitare i vecchietti dei ricoveri. Li lavava, imboccava i paralitici, comperava indumenti, restava con loro a chiacchierare. Quando era lontana scriveva lettere, cartoline perché non si sentissero soli”.

In suo nome sono nate numerose associazioni di volontariato volte all’educazione dei giovani e all’accoglienza dell’infanzia disagiata in Brasile, in Bolivia, in Bielorussia e in sud Italia.

Nel 1976 a Firenze, a soli due anni dalla sua morte, viene aperta una casa-famiglia femminile in viale Galilei, in una villa che tanto piaceva alla giovane Ogier.

Nel 1983 invece è la volta della casa-famiglia maschile di via Fortini, a qualche chilometro di distanza dall’altra.

Per volontà di Maria Cristina gli ospiti sono pochi, 10-12 al massimo, perché ciascuno sia chiamato per nome e circondato da cure e amore.

Nel suo nome, nel 1975 è nato a Firenze il primo Centro di Aiuto alla Vita in Italia, per sostenere ragazze madri e giovani spose in situazioni disagiate, con interventi di tipo sanitario, psicologico ed economico; inoltre sono sorte un’Opera, un Istituto, con il proprio notiziario “La Scia” ed un’Associazione Onlus.

A livello internazionale, nel 1996 è stata inaugurata a Teresina, in Brasile una casa-scuola per aiutare e sostenere bambini e adolescenti poveri.

Nel 1999 è stata aperta una scuola in Bolivia e successivamente è stata restaurata una struttura assistenziale che accoglie gli orfani della periferia di Minsk in Bielorussia.

La Postulazione ha sede presso la Curia Generalizia dell’Ordine dei Frati Predicatori.

Per chi volesse approfondire la sua figura e le attività dell’associazione sorta in suo nome, si può collegare al sito mariacristinaogier.it


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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