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FI: Presepe su sagrato Duomo

Edizione del: 9 dicembre 2013

Per il terzo anno consecutivo sul Sagrato della Cattedrale di Firenze è stato realizzato un Presepe con statue in terracotta a grandezza naturale.

Quest’anno alle statue della Madonna, di San Giuseppe e del Bambino Gesù si sono aggiunte quelle del bue e dell’asinello: tutti pezzi unici, realizzati a mano dall’Artigiano Luigi Mariani della storica fornace imprunetana M.i.t.a.l., che le ha donate all’Opera di Santa Maria del Fiore.

Altra novità è l’allestimento del Presepe ispirato alla pittura fiorentina del Tre – Quattrocento.

Il Presepe è stato benedetto da S. E. Cardinale Giuseppe Betori domenica 8 dicembre prima del Solenne Pontificale dell’Immacolata, e resterà visibile fino all’Epifania, quando in occasione della “Cavalcata dei Magi”, le figure in terracotta saranno sostituite per un giorno da persone e animali viventi.

Questo tipo di sculture del Presepe della Cattedrale di Firenze si inseriscono nell’antica tradizione fiorentina della lavorazione della terracotta che, in ambito artistico, è nata a Firenze agli inizi del Quattrocento col recupero di questa antica tecnica da parte di Donatello e Brunelleschi.

Al termine del Pontificale il Cardinale Giuseppe Betori, in processione con il clero della Cattedrale e i Fratelli della Venerabile Arciconfraternità della Misericordia, si sono recati in processione dal Duomo alla vicina Loggia del Bigallo, accolti dalla Fanfara dei Carabinieri, per l’omaggio alla Madonna.

Questo il testo integrale dell’Omaggio alla Madonna della Città di Firenze pronunciato dal Cardinale Betori:

 

Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, il tuo popolo torna ai tuoi piedi per un atto di omaggio che è al tempo stesso momento di invocazione, perché la tua protezione si rinnovi nei riguardi di questa città. Ne abbiamo bisogno, perché tu sai quanti problemi la attraversano, quante sofferenze segnano la vita di uomini e donne tra noi, quante attese dimorano nel cuore di chi vi abita. Inutile, di fronte a te, fare elenchi di mali che tu ben conosci e che sarebbero sempre incompleti. Si tratta di fragilità e ferite materiali e spirituali, in larga parte condivisi con i cittadini del nostro Paese, attraversato da una profonda crisi economica e soprattutto morale, che rendono precario il cammino verso il futuro.

Per guardare con coraggio a questo futuro abbiamo bisogno di speranza. È questo che chiediamo da te, consapevoli come siamo che la speranza non è un sentimento di ottimismo che dovrebbe addolcire i problemi e gettare un velo pietoso sulle angosce. La speranza di cui abbiamo bisogno è quello sguardo positivo sul reale, che scaturisce dalla certezza che dietro questo mondo c’è un Dio buono che ne è il Creatore e che ha inviato a noi il suo Figlio come Redentore.

Fa’ che questa città sia accogliente verso la presenza di Dio, della sua parola di verità, della sua azione di salvezza, come una presenza amica dell’uomo e garante della sua dignità. Nella verità di Dio che è l’amore sta anche la radice di quella condivisione che sola può permettere a tutti di uscire dalla crisi. Occorre andare oltre noi stessi, aprire la nostra esistenza agli altri, senza porre confini, percorrendo le periferie esistenziali e sociali a cui ci invia il nostro Papa.

«Ti preghiamo, o Madre, vieni in soccorso ai tuoi figli di Firenze, che a te accorrono per trovare nell’abbraccio grande della cupola della loro cattedrale, a te dedicata, quella unità di intenti di cui la città ha bisogno perché sia difesa ed esaltata la dignità di ogni persona umana e sia ricercato sempre e da tutti il bene comune.

Tu che sei “di speranza fontana vivace”, illumina e sostieni il cammino di chi ti invoca, perché con te giunga alla meta del cielo, di cui ti riconosciamo regina.

In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate”».

         Amen.

 † Giuseppe Cardinale Betori


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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