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FI: Messa a Casa Ail

Edizione del: 21 settembre 2013

Da oggi, sabato 21 settembre p.v. e per tutti i sabati successivi, nella restaurata chiesa dell’ex Convento delle Oblate, ora Casa di Accoglienza A.I.L., Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma, di Piazza di Careggi, 2, concessa in comodato d’uso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, proprietaria dell’intero immobile, sarà celebrata, e aperta ai fedeli esterni che vorranno partecipare, alle 17,30, la Santa Messa dal Cappellano del Meyer, Padre Guglielmo.

 Il ripristino della cappella al culto, in questo storico edificio, costituisce per l’Associazione un valore, che si aggiunge alla offerta quotidiana di solidarietà ed assistenza, che, nella Casa, si effettua, a favore di tante famiglie con ammalati, provenienti da ogni dove, che rivolgono a loro per una ineludibile richiesta di aiuto.

Il ripristino dell’antica tradizione della Messa del sabato, celebrata nei locali che tempo addietro ospitavano le Suore Oblate, costituisce per l’Ail un importante obiettivo, nonché un’occasione per far conoscere alla comunità la attività della Associazione.

Fino ad oggi vi abbiamo dato, e raccontato, notizie e storie di parrocchie e di parroci e delle loro più o meno grandi comunità, vive, operose, ma anche di associazioni cattoliche, riconosciute dalla Chiesa, operanti nei vari settori, e con finalità diverse, oggi invece vi abbiamo voluto dare questa notizia per raccontarvi di una storia particolare, che ha visto, e vede, protagonista una associazione, o meglio una onlus totalmente estranea alla vita della Chiesa, ma che per quasi tre anni ha fatto una richiesta particolare e speciale, non solo all’Arcidiocesi fiorentina, ma a tutta la società civile.

L’AIL dal 10 aprile 2010, dopo un lungo intervento di restauro, ha riaperto il vecchio convento delle suore ospedaliere di Careggi, di proprietà dell’azienda ospedaliera, trasformandola in una casa di accoglienza, con 18 stanze, per 40 posti letto, tutte con telefono diretto con i reparti ospedalieri, e tv color, oltre a due cucinotti, due saloni soggiorno, una sala giochi per bambini, un locale lavanderia, un ampio giardino.

Una sorta di mini albergo autogestito, che accoglie gratuitamente bambini con i loro genitori che vengono a Firenze per farsi curare e operare all’ospedale pediatrico Meyer o a Careggj.

Questi bambini giungono non solo da tutta l’Italia, ma anche da tutto il mondo.

Nei primi 6 mesi di apertura sono stati accolti 21 bambini e 103 adulti facenti parte di 38 famiglie italiane e di 4 estere.

Un esperienza non nuova per l’AIL che per 10 anni ha gestito un’altra casa a Campi Bisenzio.

Una “piccola” risposta al grosso problema alloggiativo per un lungo periodo che le famiglie devono risolvere quando uno dei loro piccoli è colpito da leucemie, linfomi, mielomi e che per questo hanno bisogno di venire nella nostra città per curarsi, richiamati dalla eccellenza di strutture come il Meyer e Careggi.

Ebbene spesso queste persone, soprattutto in certi momenti della giornata, sentono la necessità, anche chi non è religioso, anzi, forse proprio loro l’avvertono di più, di ritirarsi in un ambiente sacro, e di raccogliersi, chi in preghiera, chi a riflettere, chi di partecipare alla santa messa.

Direte voi, visto che si tratta di un convento, nessun problema, useranno la cappella che prima usavano le suore.

Ebbene no.

Incredibile ma vero, per ben tre anni non l’hanno potuta usare perché, come nella migliore tradizione degli enti pubblici, quella cappella, è stata usata, dopo la dipartita delle suore, come magazzino da parte dell’Azienda Ospedaliera Careggi.

Tra l’altro, nella cappella, protetta da un allarme, pioveva e l’AIL, nonostante non fosse tenuta, ha rifatto a proprie spese tutto il tetto, per scongiurare interventi più drastici, e onerosi, a causa delle infiltrazioni d’acqua.

L’AIL ha investito in questa casa più di 500mila euro, a fronte di un comodato d’un uso di 15 anni.

Negli ultimi tre anni l’AIL ha scritto, telefonato, inutilmente per chiedere – in primis all’Azienda Ospedaliera Careggi, poi alla Soprintendenza – la riapertura della cappella dove far celebrare, specialmente al sabato, la messa prefestiva, aprendo le porte della cappella alla locale popolazione che non ha una chiesa vicina.

Anche l’Arcivescovo Betori, che ha dato il suo assenso all’operazione “riapriamo la cappella”, è sceso in campo direttamente per smuovere chi di dovere.

Anche perché ben due frati hanno dato la loro disponibilità a celebrare messa tutto l’anno, e di questi tempi, credetemi, non è facile trovare tanta disponibilità visto lo scarseggiare di sacerdoti.

Dopo tre anni di dura lotta, lo scorso giugno, l’inaugurazione della Cappella con la prima celebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori.

Ora la notizia della celebrazione, da oggi, ogni sabato, della messa pre festiva che aprirà di più la Casa di Accoglienza ampliando il settore d’intervento dell’Ail,  “sconfinando” nell’assistenza spirituale.

Una cosa di non poco conto per una associazione non cattolica.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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