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Faceva finta di pregare e rubava

Edizione del: 20 dicembre 2013

Si è trattato di un caso più unico che raro quello che si è consumato nella mattina di sabato all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta di Loreo (Rovigo).

Non è stato facile per i militari dell’Arma catturare uno scaltro 40enne che, per mascherare le proprie azioni, durante la permanenza in chiesa, si inginocchiava nei vari punti di preghiera di tale luogo di culto, nonché accendeva lumini votivi.

Un 40enne della provincia di Ravenna, disoccupato e con alle spalle già diversi precedenti di polizia e penali per reati contro la persona ed il patrimonio, è stato infatti arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Loreo mentre stava compiendo il terzo furto ai danni della chiesa cittadina del comune di Loreo.

L’uomo, pensando di averla fatta franca anche questa volta, si è visto invece improvvisamente mettere le manette ai polsi da parte dei Carabinieri che, in borghese, oramai da diversi giorni, stavano monitorando tutti “i fedeli e non” che transitavano all’interno di tale Sacro luogo di preghiera.

Due, in precedenza, erano stati già i furti consumati ai danni della chiesa Santa Maria Assunta.

Un primo episodio si era consumato a metà novembre ed il secondo, invece, durante i primi giorni di questo dicembre.

Dopo i 2 furti in questione, a seguito dei quali erano stati registrati ammanchi nelle cassette dell’elemosina per alcune centinaia di euro, i Carabinieri della Stazione di Loreo si erano organizzati, grazie anche alla collaborazione dei Religiosi della parrocchia in riferimento, per un mirato servizio in abiti borghesi.

La contestazione dei 2 precedenti episodi furtivi è derivata sia dalla ricostruzione investigativa degli inquirenti, sia da alcune immagini di video-sorveglianza utilmente acquisite successivamente.

I militari, in sostanza, mischiandosi tra i fedeli della chiesa, hanno per giorni monitorato chi entrava e chi usciva da tale luogo di culto.

Sabato mattina, quindi, l’arresto in flagranza del 40enne della provincia di Ravenna, è stato infatti fermato mentre, tra “una preghiera e l’altra”, stava rubando dalle cassette dell’elemosina della chiesa, utilizzando in particolare un metro telescopico munito di striscette adesive.

Con tale ingegnoso mezzo fraudolento, il 40enne in trasferta nel territorio, era già riuscito a rubare circa 60 euro in monete e banconote di piccolo taglio, prima appunto dell’intervento per lui inaspettato dei Carabinieri che, colto in flagranza, lo hanno difatti arrestato.

Altre striscette metriche sono state poi recuperate dal pacchetto di sigarette trovato in possesso del pregiudicato, sottoposto infatti a perquisizione personale.

Rinvenute, inoltre, anche delle micro-torce, probabilmente per “meglio illuminare” le cassette dell’elemosina da “ispezionare”.

Su disposizione del Pm di turno, Fabrizio Suriano, il 40enne è stato temporaneamente collocato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Adria fino all’udienza di convalida svoltasi la mattina del 16 dicembre in Tribunale a Rovigo dove ha patteggiato una condanna penale a 5 mesi e 10 giorni di reclusione.


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