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Ex Comandante Guardie Svizzere: lobby gay

Edizione del: 21 gennaio 2014

Secondo il Colonnello Elmar Maeder, 51 anni, svizzero del Canton San Gallo, che dal 2002 al 2008 comandò le Guardie Svizzere Pontifice, in Vaticano ci sarebbe ”una lobby gay talmente potente da essere pericolosa per la sicurezza del Pontefice”. 

Maeder, in un’intervista apparsa oggi sul settimanale elvetico, Schweiz am Sonntag, non va per il sottile nel denunciare il potere degli ambienti omosessuali, in Vaticano.

“Dell’esistenza di quella lobby gay- afferma – posso parlare per esperienza personale”, tanto che l’ex-comandante delle Guardie Svizzere dichiara di aver messo in guardia i suoi uomini, dalle attenzioni di taluni esponenti della curia particolarmente “lascivi”.

“Il problema – dice ancora Maeder -è che questa rete è composta di persone talmente fedeli, l’una all’altra, da costituire una sorta di società segreta”. 

Una società segreta più forte, ancora, della stessa istituzione vaticana, lascia intendere Elmar Maeder.

“Per questo motivo – rincara – se avessi scoperto che uno dei miei uomini era gay, mai e poi mai gli avrei consentito di fare carriera. Anche se, per me, l’omosessualità non costituisce un problema, il rischio di slealtà, sarebbe stato troppo elevato”.

Contrariamente all’ex-comandante Maeder l’attuale portavoce delle guardie vaticane, Urs Breitenmoser, addetto stampa dell’esercito papale,ha minimizzato le accuse di molestie denunciate nei giorni scorsi da due ex guardie papali da tempo rientrate in Svizzera.

“Le voci di una rete gay, all’interno del Vaticano- ha precisato il portavoce delle Guardie  -non sono un nostro problema. Le preoccupazioni dei nostri uomini sono, esclusivamente, di natura religiosa e militare”.


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