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Estate a lavoro per il Papa

Edizione del: 8 agosto 2013

Cominciano a svuotarsi in Vaticano i palazzi della Curia Romana, con i Cardinali e i Capi-Dicastero che si recano chi in località di montagna, chi nei luoghi d’origine per un periodo di riposo estivo.

Sabato scorso è partito il Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, ritenuto in uscita in autunno, che trascorrerà le ferie nella villetta dei Papi a Les Combes, in Valle D’Aosta.

Rimane invece al lavoro, nella sua Suite di Santa Marta, fatto straordinario nella storia Pontificia dell’ultimo secolo e mezzo, Papa Francesco.

Per il Pontefice sarà un’estate di lavoro, con un’unica uscita a Ferragosto, per la Messa e l’Angelus dalla Piazza di Castel Gandolfo, a meno di nuovi, imprevedibili blitz di un giorno, al momento comunque esclusi dall’agenda del Papa.

Ad agosto Papa Francesco lavorerà ai progetti di riforma della Costituzione Apostolica che governa la Curia, la Pastor bonus, e dello Ior.

Per la prima il Papa ha incaricato otto Cardinali coordinati dall’honduregno Oscar Maradiaga di consigliarlo sul da farsi.

Per la seconda, ha messo al lavoro una Commissione presieduta dal Cardinale Raffaele Farina, che scandaglierà conti e bilanci della “banca” Vaticana riferendo direttamente a lui.

Progetti definiti però, ancora non ce ne sono.

Lo stesso Papa Francesco ha spiegato sul volo di ritorno dal Brasile che, sulla riforma della Curia, dalla “consulta outsider” ci sono state “molte proposte” che “tuttavia non sono ancora state messe in pratica”, mentre sullo Ior “alcuni dicono che è meglio che sia una banca, altri che sia un fondo d’aiuto, altri di chiuderlo” ma ancora non sa “come andrà a finire”.

Per questo Bergoglio vuole dedicare l’estate a “studiare” carte e dossier al fine di arrivare ad ottobre, quando la Commissione degli otto Cardinali si riunirà per la prima volta, con proposte già quasi operative.

E’ per quel periodo che si attendono le nomine di peso, a partire da quella del Segretario di Stato per cui risulta ancora in pole position l’attuale Presidente del Governatorato e Membro degli otto, il Cardinale Giuseppe Bertello.

Dovrebbe trattarsi comunque di una figura con poteri ridotti rispetto a quelli attuali.

Questo anche perche durante le Congregazioni Generali pre Conclave tra i Cardinali aveva trovato consenso la proposta del Cardinale Francesco Coccopalmerio di istituire un “Moderator Curiae”.

 C’è persino chi si spinge a ipotizzare che Francesco non nomini nessun Segretario di Stato sul modello di quanto fece Pio XII.

All’epoca Papa Pacelli si affidò a due stretti vollaboratori, gli allora Monsignori Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini.

Che l’impulso alla riforma della Curia sia venuto dalle Congregazioni Generali precedenti al Conclave, lo ha raccontato sempre Bergoglio sul volo da Rio.

“Erano cose – ha detto – che noi Cardinali abbiamo chiesto a colui che sarebbe diventato il nuovo Papa. Io mi ricordo che chiesi molte cose, pensando che sarebbe stato un altro…”.

Con la scelta della “Consulta” comunque, Francesco vuole valorizzare “la maturazione della relazione tra sinodalità e primato”.

Tra le proposte già avanzate, in Brasile Bergoglio ha visto cinque degli otto Membri, anche “la riforma della Segreteria del Sinodo”, della Commissione post-Sinodale, che deve avere “carattere permanente di consulta” e dei Concistori Cardinalizi, che non dovranno trattare solo “tematiche formali come la Canonizzazione”.

Sul dossier riforma-Curia si è accavallato quello economico, non solo con la questione Ior ma anche con la spending-review che dovrà essere avviata dalla Commissione nominata il 19 luglio scorso per tagliare i costi dell’Amministrazione Vaticana.

“Non mi è costato, il primo mese di Pontificato, organizzare la Commissione degli otto”, ha rivelato sempre il Papa, ma “la parte economica pensavo di trattarla il prossimo anno”.

Le vicende di cronaca legate alla “banca” Vaticana degli ultimi mesi hanno invece costretto Bergoglio ad anticipare i tempi. In attesa di una riforma vera e propria Papa Francesco indica comunque quale sarà la Chiesa del futuro con il suo stile di vita e i continui richiami alla sobrietà.

“L’austerità – ha sottolineato – credo che sia necessaria per tutti noi che lavoriamo al servizio della Chiesa”.

Del resto, come ha detto fin da subito, il Pontefice ha in programma una “Chiesa povera per i poveri”.

Intanto, sempre in agosto, il Papa lavorerà anche ad altri documenti.

Sulla sua scrivania c’è la bozza dell’esortazione sull’Evangelizzazione, che dovrebbe uscire entro la fine dell’Anno della Fede e che nelle sue intenzioni – come ha detto lui stesso incontrando nel giugno scorso la Segreteria del Sinodo – riprenderà i contenuti dell’Assemblea speciale sulla Nuova Evangelizzazione ma “in una cornice più larga”.

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