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ESCLUSIVO – Baldisseri e lo zucchetto del Papa

Edizione del: 17 giugno 2013

Esclusiva di News Cattoliche.

Questa mattina l’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della Congregazione Vaticana dei Vescovi e Segretario del Collegio Cardinalizio, nativo della Arcidiocesi di Pisa, ha presieduto nella Cattedrale di Pisa le celebrazioni per il Patrono della città toscana, San Ranieri.

Al termine del solenne pontificale ha rilasciato una intervista esclusiva a News Cattoliche – intervista che proporremo integralmente nei prossimi giorni – durante la quale però, per la prima volta, ha raccontato in prima persona quello che è accaduto all’interno del Conclave, confermando le indiscrezioni circolate in questi ultimi due mesi, ovvero che sarà nominato Cardinale da Papa Francesco, ripristinando una tradizione che è stata interrotta durante il pontificato di Papa Giovanni XXIII e che  Papa Francesco ha ripristinato, in assoluto il suo primo vero atto ufficiale dopo la sua elezione nella Cappella Sistina.

Eccellenza Lei, quale Segretario del Collegio Cardinalizio, è stato uno dei pochi presuli non Cardinali che hanno avuto l’onore e l’onere di entrare in Conclave. Senza infrangere il divieto pontificio - che ricordiamo ai nostri lettori prevederebbe la scomunica ipso facto per Lei e anche per noi - com’è entrare in Conclave ed essere tra i primi ad omaggiare il nuovo Pontefice?

“E’ stato straordinario. Il Segretario del Conclave deve entrare a conclusione dell’elezione ed essere presente, quale Notaio, come Rappresentante Giuridico dell’atto ufficiale dell’elezione. Il neo Papa  è stato eletto dai Cardinali ma l’atto giuridico è compiuto immediatamente dopo dinanzi al Segretario del Conclave e al Maestro delle Cerimonie, con due Assistenti. E li c’è la lettura della domanda del Decano, o  di chi fa le veci, se il nuovo eletto accetta l’elezione. Allo stesso tempo c’è la domanda anche dell’imposizione della scelta del nome. Io sono stato presente a questo atto. E questo atto poi è stato sigillato da un documento ufficiale nel quale appunto si parla della elezione del nuovo Pontefice: nome, cognome e data, firmato dal Segretario del Collegio Cardinalizio che in quel momento è Segretario del Conclave. Quindi per me, è stato veramente straordinario, un avvenimento che ha marcato la Storia, che ha segnato la Storia. Ho poi provato un’emozione molto grande al momento del rito dell’obbedienza di tutti i Cardinali al Papa. Anch’io alla fine, ho dovuto compiere questo gesto di riverenza al Papa, ed è stato in quel momento che il Papa ha preso il suo zucchetto, quello rosso cardinalizio, che aveva deposto per mettersi quello bianco da Papa, e l’ha posto sulla mia testa. E questo è un gesto che significa che prossimamente dovrebbe accadere qualcosa di importante per la mia persona”.

Ecco a proposito di questo episodio molto si è scritto sui giornali, forse anche a sproposito, di cosa effettivamente sia avvenuto quella sera nella Cappella Sistina, tenendo conto della tradizione, in merito al gesto dello zucchetto imposto dal Papa sulla sua testa, cosa che il neo  Papa nei secoli ha sempre fatto verso il  Segretario del Conclave, annunciando ufficialmente la sua nomina a Cardinale.  Si sente di dire qualcosa e di raccontare per la prima volta ufficialmente la verità?

“La tradizione era appunto quella di imporre lo zucchetto dell’eletto, che è uno zucchetto Cardinalizio, al Segretario del Conclave. E questo è accaduto. I Cardinali  hanno commentato e hanno applaudito. Nel momento molti non sapevano che cosa accadeva, poi si sono accorti di questo gesto e hanno detto: ‘E’ stata recuperata la tradizione’, tradizione che si era interrotta con Giovanni XXIII”.

In quel momento non pochi porporati hanno pensato che Baldisseri fosse diventato canonicamente Cardinale all’istante.

E alcuni di loro hanno continuato a pensarlo per giorni.

Secondo il quotidiano La Stampa quando il Papa Francesco si affacciò alla Loggia della Basilica di San Pietro per la sua prima benedizione Urbi et Orbi, Baldisseri, che era dietro di lui, portava uno zucchetto dall’inequivocabile colore rosso porpora.

La Stampa ha inoltre scritto che l’iniziativa era stata suggerita al neo Papa da “uno dei Cerimonieri anziani presenti in quel momento nella Sistina”, che gliela presentò come una “antica consuetudine”.

Non solo, La Stampa ha proseguito riferendo che “il giorno dopo l’elezione Baldisseri, indossando ancora lo zucchetto rosso sulle vesti vescovili violacee, si è presentato alla messa concelebrata dal nuovo Papa nella Cappella Sistina chiedendo di essere anche lui ammesso tra i Cardinali. I Cerimonieri non avevano previsto la sua presenza, ma Baldisseri, forte dello zucchetto rosso ricevuto il giorno prima, ha insistito per partecipare. E alla fine, dopo qualche chiarimento, gli è stato consentito di concelebrare assieme agli altri porporati”.

Il curioso episodio, prima di finire sulle pagine dei giornali italiani il giorno dopo la fine del Conclave, era già rimbalzato in Brasile. Tanto che lo stesso Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana, il giorno dopo l’elezione di Papa Francesco, aveva smentito a una giornalista latinoamericana che Baldisseri fosse già stato creato cardinale.

“Non risulta che il numero degli elettori sia variato”, aveva detto in quella occasione Padre Lombadi.

L’Arcivescovo Baldisseri, 72 anni e mezzo, originario di Barga, nella provincia di Lucca, è stato nominato da Benedetto XVI Segretario della Congregazione per i Vescovi l’11 gennaio 2012 e Segretario del Collegio Cardinalizio il successivo 7 marzo.

Appassionato suonatore di pianoforte, è stato in precedenza Nunzio in Brasile (2002-2012), India (1999-2002), Paraguay (1995-1999) e Haiti (1992-1995). In quest’isola era arrivato nel 1991 come Incaricato d’Affari in sostituzione del Nunzio Giuseppe Leanza che aveva dovuto abbandonare il paese dopo essere stato malmenato dai facinorosi sostenitori del presidente dell’epoca, l’ex prete salesiano Jean-Bertrand Aristide.

Prima ancora, Baldisseri ha lavorato nelle Rappresentanze Pontificie di Guatemala, Giappone, Brasile, Paraguay, Francia e Zimbabwe.

Alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, la scuola diplomatica vaticana, ha avuto come compagni di classe, tra gli altri, l’attuale Cardinale Leonardo Sandri e gli attuali Nunzi in Germania Jean-Claude Perisset, negli Stati Uniti Carlo Maria Vigano e in Turchia Antonio Lucibello.

Questa di oggi è la prima dichiarazione pubblica dell’Arcivescovo Baldisseri ad una testata giornalistica italiana dal giorno dell’elezione di Papa Francesco dello scorso mese di marzo.

Nicola Nuti


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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