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ESCLUSIVA: Intervista capo sicurezza Papa

Edizione del: 29 luglio 2012

Esclusiva di News Cattoliche.it che ha intervistato il Comandante della Gendarmeria Vaticana Cav. Domenico Giani, il quale non rilascia spesso interviste.

Domenico Giani, della diocesi di Arezzo, 50 anni il prossimo 16 agosto, vicino al mondo del francescanesimo e del volontariato cattolico, è un ex ufficiale della Guardia di Finanza italiana. Ha lavorato inoltre come dirigente superiore del Ministero della Giustizia presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e come responsabile di una sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica, svolgendo anche le funzioni di Pubblico Ministero in udienza. Ha collaborato anche con il SISDE, allora parte dei servizi di informazione e sicurezza italiani. E’ entrato nella Gendarmeria Vaticana il 12 gennaio 1999, diventando Comandante il 3 giugno 2006. Sotto il suo comando, lo Stato della Città del Vaticano è entrato a far parte dell’Interpol.

Comandante Giani, quando è nata la Gendarmeria Vaticana?

“Il Corpo fu costituito due secoli fa, nel lontano 1816, dal Papa Pio VII con la denominazione Corpo dei Carabinieri Pontifici, con la restaurazione dello Stato della Chiesa, a seguito del Congresso di Vienna, dopo l’avventurosa conclusione delle strabilianti conquiste napoleoniche in Europa e le fulminee campagne africane.  Il Corpo allora, alle dirette dipendenze del Ministro delle Armi, esercitava le proprie funzioni in tutto il territorio dello Stato che comprendeva I’ Emilia Romagna, le Marche, l’Umbria ed il Lazio. Nel 1849, caduta la Repubblica Romana, Pio IX, di ritorno dall’esilio a Gaeta, riorganizzò i Corpi Armati, trasformando i Carabinieri in Reggimento dei Veliti Pontifici, Arma politica per la pubblica sicurezza, che alla fine dello stesso anno denominò Corpo della Gendarmeria Pontificia, e passò alle dipendenze del Cardinale Segretario di Stato. La Gendarmeria assunse grande importanza nel garantire la stabilità dello Stato e partecipò intensamente anche a tutte le battaglie per contrastare l’avanzata delle truppe savoiarde che, pian piano, invasero l’intero Stato della Chiesa, fino alla conquista di Roma, nel 1870, proclamata poi capitale del nuovo Regno d’Italia. In quel momento storico il Papa si ritirò in Vaticano ed un piccolo nucleo di Gendarmi continuò ad esercitare fedelmente il proprio servizio di sicurezza e di difesa fino al 1929, nel Palazzo e nei giardini vaticani. Risanata la questione romana con i Patti Lateranensi si costituiva il nuovo Stato della Città del Vaticano, il contingente dei Gendarmi fu notevolmente potenziato per far fronte alle nuove esigenze in un territorio più ampio, considerate anche le zone extraterritoriali. La Gendarmeria continuò nella sua attività conservando tutte le funzioni stabilite dal  regolamento approvato da Papa Pio XII che così recitava all’art.1: ’Il Corpo della Gendarmeria vigila sulla Sacra ed Augusta persona del Sommo Pontefice. Ha altresì i compiti di difendere il territorio dello Stato della Città del Vaticano, di esercitarvi le funzioni inerenti al servizio di polizia, ordine interno e di sicurezza e di farvi osservare le leggi dello Stato, i regolamenti, le ordinanze delle pubbliche Autorità. Presta inoltre servizio d’onore’. La Legge Fondamentale del 1929,  modificata nell’ anno 2001, ha posto il Corpo della Gendarmeria alle dirette dipendenze del Cardinale Presidente del Governatorato”.

Quali sono i compiti e da quanti uomini è composta?

“Il Corpo della Gendarmeria, è impiegato nella protezione e nella difesa del Sommo Pontefice in tutti i suoi spostamenti, comprese le visite pastorali in Italia e nei viaggi internazionali ed intercontinentali. Il Corpo provvede a svolgere i numerosi compiti istituzionali relativi all’ordine pubblico e alla sicurezza, compresi quelli di frontiera, e si prodiga a svolgere una intensa attività di controllo e di polizia giudiziaria, di contrasto a quei fenomeni che possono generare turbative allo Stato, con indagini, accertamenti, acquisizione d’informazioni, in contesti di collaborazione con le Forze di Polizia e gli Organismi di Informazione soprattutto della Repubblica italiana, ma anche di altri Paesi. Nello svolgimento dei compiti  istituzionali di polizia, opera in collegamento con gli Organi Giudiziari e con le competenti Autorità della Santa Sede. Non meno impegno esige la tutela dell’ordine pubblico nelle innumerevoli, in occasione delle udienze generali e delle cerimonie liturgiche nella Basilica Vaticana, in piazza San Pietro, e nelle altre Basiliche Papali, durante i Sinodi dei Vescovi  e nelle visite pastorali del Santo Padre in Roma e in Italia, nei viaggi internazionali, nelle varie manifestazioni (Visite di Stato, concerti, inaugurazioni, convegni, conferenze, ed altro),  tutto confortato dalla più avanzata tecnologia in campo di sicurezza e di controllo. Il Corpo della Gendarmeria, unitamente al Corpo dei Vigili del Fuoco, retti da rispettive e speciali normative regolamentari, fanno capo alla Direzione dei Servizi di Sicurezza e della Protezione Civile. Ad essa è preposto il Comandante del Corpo della Gendarmeria per il coordinamento delle attività dei due Corpi e per curare i profili amministrativi delle stesse attività. La Direzione, nella sua duplice composizione ed in rapporto con il Comitato per la Sicurezza, cura la sicurezza e l’ordine pubblico in stretto collegamento con la Guardia Svizzera Pontificia e gli Organismi vaticani interessati, nonché chiedendo la collaborazione attraverso i canali competenti, delle omologhe strutture dello Stato italiano e degli altri Stati. Provvede alla prevenzione dei sinistri e agli interventi relativi. Dipendono direttamente dal Comandante del Corpo della Gendarmeria i reparti speciali del G.I.R. e dell’Antisabotaggio. Il Gruppo Intervento Rapido, recentemente istituito, è finalizzato al contrasto di eventuali attività eversive, mediante l’analisi ed il raccordo informativo, nonché il supporto tecnico-logistico alle attività investigative. Svolge altresì funzioni di intervento immediato in caso di situazioni ad alto rischio. Il Reparto Antisabotaggio è uno speciale contingente formato da elementi altamente specializzati ed addestrati, e munito di sofisticate, innovative attrezzature tecnologiche. Le principali attività di questi specialisti, periodicamente aggiornati sulle più moderne tecniche d’intervento, consistono nel riconoscere, neutralizzare e/o porre in atto tutte le misure di sicurezza in caso di ritrovamento di pacchi o plichi sospetti, nonché concorrere nelle attività di polizia giudiziaria e amministrativa, in ausilio al reparto investigativo. All’inizio dell’Anno Santo del 2000, è stata realizzata una Sala Operativa e di Controllo, centro funzionale e di coordinamento dei soccorsi per le emergenze sul territorio, attrezzato con impianti di allarme e di videosorveglianza dell’ultima generazione. Costituisce un presidio permanente e continuativo: infatti è operativa 24 ore su 24 per i 365 giorni dell’anno, e dispone degli strumenti tecnologici ed informatici con cui analizzare e valutare in tempo reale tutte le informazioni raccolte dalle reti di monitoraggio. È costantemente in grado di avviare le idonee procedure risposta e contrasto all’insorgere delle emergenze o in vista di particolari situazioni a rischio, in base alle richieste di soccorso pervenute, o dalle segnalazioni riferite sul territorio. Il personale del Corpo garantisce la sicurezza e l’ordine pubblico anche nelle diverse zone extraterritoriali di proprietà della Santa Sede. E’ un servizio di prevenzione e di vigilanza ricoperto con particolare dedizione nelle papali basiliche, finalizzato con costanti e mirati interventi al recupero di spazi e prerogative territoriali in zone con peculiari caratteristiche normative e giurisdizionali. Nell’ anno 2006 la Gendarmeria Vaticana ha partecipato  al primo incontro dei Capi di Polizia dei Paesi appartenenti all’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, significando che il Direttore del Corpo è stato nominato focal point presso tale struttura. Nel 2008 lo Stato della Città del Vaticano ha aderito ad INTERPOL, l’Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale. Si è trattato, in particolar modo per il Corpo della Gendarmeria, di un vero e proprio successo nell’esigenza quotidiana che questo Comando ha in materia di assunzione di informazioni sui fenomeni criminali, sull’individuazione delle migliori procedure operative per l’attività di contrasto alla criminalità organizzata ed alle associazioni eversive, sullo scambio delle esperienze investigative rivelatesi di maggiore efficacia, e, soprattutto, per quanto riguarda l’acquisizione di dati personali di soggetti già segnalati sul territorio internazionale, di fondamentale importanza per tutta quella attività info-investigativa”.

Come si svolge l’addestramento dei suoi uomini e come è cambiato in questi ultimi decenni?

“Le reclute sono sottoposte ad un duro e meticoloso periodo di addestramento che si protrae per circa due anni, nei quali i giovani, oltre a risiedere nella Città del Vaticano, vengono sottoposti ad esercitazioni di carattere militare intervallate da lezioni teoriche durante le quali viene curato l’apprendimento e lo studio del Diritto e  di tutte le normative vigenti in Vaticano. Inoltre, per i nuclei di antisabotaggio e di intervento rapido, sempre in collaborazione con le forze di Polizia italiane e internazionali, sono previsti corsi di addestramento e di aggiornamento pratici e teorici, così come altri corsi di perfezionamento in diversi settori di interesse. Sono da menzionare gli scambi operativi in maniera di antisabotaggio, svoltisi ultimamente negli Stati Uniti d’ America in collaborazione con l’ F.B.I.”.

Per la prima volta nei giorni scorsi avete avuto anche la custodia del Presidente della Repubblica quando ha fatto visita al Papa a Castel Gandolfo?

“In verità, sia all’interno dello Stato della Città del Vaticano che nella zona extraterritoriale delle Ville Pontificie di Castelgandolfo, quando il Santo Padre riceve un Capo di Stato, oppure una personalità del mondo religioso o politico, la tutela della sicurezza del personaggio, viene assunta dal Corpo della Gendarmeria, in qualità di unico organo di Polizia e sicurezza all’interno dello Stato; come del resto normalmente avviene quando tali personalità si recano in visita in uno Stato all’ estero”.

La sicurezza del Papa è condivisa assieme anche alla Guardia Svizzera Pontificia?

“Certamente, infatti esiste un rapporto di stretta collaborazione con la Guardia Svizzera, un grande spirito di cooperazione ed continuo scambio di informazioni per garantire un miglior servizio di sicurezza; compito che viene svolto in assoluta armonia e nel rispetto delle reciproche e ben definite competenze nel comune servizio a tutela del Santo Padre e per la sicurezza dello Stato della Città del Vaticano”.

Ogni anno alla vostra festa la partecipazione anche del mondo e delle istituzioni italiane?

“La Festa del Corpo della Gendarmeria, si svolge ogni anno il 29 settembre,  in concomitanza con la ricorrenza del nostro Patrono e Protettore  San Michele Arcangelo. Si tratta di un importante momento di aggregazione che mi consente di ringraziare i nostri Superiori e  tutto il Corpo, nonché tutti coloro che quotidianamente collaborano con la Gendarmeria Vaticana. Negli ultimi anni infatti, da quando ho assunto il Comando, ho sempre cercato di intrattenere buoni rapporti con le forze di Polizia e le Istituzioni italiane ed internazionali, con le quali quotidianamente, per motivi di lavoro ci dobbiamo interfacciare. Pertanto sono molto felice e orgoglioso del fatto che ogni anno alla nostra festa vi sia l’adesione di numerosi ed importanti rappresentati delle Forze armate e del Governo italiano, segno di amicizia e vicinanza”.

Quando si parla di Vaticano si pensa sempre a qualcosa di “antico” , di “fermo”, che non si evolve e soprattutto che non usa la tecnologia, non per voi, però?

“Il Vaticano è un piccolo Stato ed ha certamente esigenze diverse da quelle degli altri Stati, tuttavia per quanto riguarda il Corpo della Gendarmeria, sono personalmente attento  e interessato a favorire tutte quelle innovazioni tecnologiche, che possano risultare utili e dirette a favorire la tutela del Santo Padre e la Sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Tant’è che negli ultimi anni, tutti gli ingressi dello Stato sono stati dotati di sofisticati sistemi elettronici per la rilevazione delle persone e degli automezzi in transito. La stessa sala Operativa del Corpo è dotata dei più sofisticati mezzi di comunicazione ed in costante evoluzione ed aggiornamento”.

Nicola Nuti
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Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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