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Eredità parroco: donna rinuncia?

Edizione del: 21 agosto 2013

Sul conto corrente personale di don Giulio Gatteri, il defunto parroco della parrocchia di San Sebastiano a Lumezzane che con un testamento olografo ha lasciato in eredità tutti i suoi averi alla domestica moldava, Valentina Papescu, 52 anni.ci sarebbero poco più di 320 mila euro di troppo.

E’ questo denaro che la diocesi di Brescia vorrebbe tracciare, perché la parrocchia della Val Trompia ne sarebbe la legittima proprietaria.

Il resto, poi, cioè quel che manca ad arrivare agli 800 mila euro di cui si parla, “se è frutto del lavoro di don Giulio o di eredità di famiglia, beh poi con i soldi ciascuno fa quel che vuole”.

Questa è la spiegazione data ai giornalisti da don Gian Pietro Girelli, Direttore dell’Ufficio Amministrativo della diocesi di Brescia, sul perché si sia arrivati alla richiesta di sequestro preventivo del conto dell’ex parroco e alla richiesta di blocco della successione.

Lo scorso aprile, pochi giorni prima che il sacerdote morisse dopo una lunga malattia, “sono stati disinvestiti circa 320 mila euro dai fondi della parrocchia, che forse sono stati parcheggiati sul conto personale di don Giulio perché credo avesse ancora da chiudere il discorso dei lavori che avevano fatto in Oratorio” spiega don Gian Pietro.

Non ci sarebbe però motivo di credere che questo trasferimento di denaro non autorizzato sia stato effettuato in mala fede: don Giulio, che per 20 anni ha guidato San Sebastiano, “in fondo ha sempre lavorato bene, sapeva quel che faceva – dice il Direttore don Girelli -. Forse pensava di avere ancora qualche giorno in più” prima di morire.

E poi “non ci dovrebbe essere altro. Tutte le cifre sono state gestite sui conti della parrocchia. Non abbiamo altro motivo di credere che siano stati estorti soldi da parte di qualcuno” assicura don Gian Pietro Girelli.

La situazione, quindi, non sarebbe lontana dal risolversi: la matematica non è soggetta ad interpretazioni.

Fa discutere però la questione dell’eredità, anche perché la realtà è ben diversa da quella che don Giulio aveva prospettato ai suoi Collaboratori prima di morire: conti in ordine, estinzione dei mutui accesi per la ristrutturazione di chiesa ed Oratorio.

“Ho fatto quel che ho potuto, avendo la comprensione di molti” aveva scritto don Giulio prima di morire per salutare i propri parrocchiani, che una sorpresa del genere proprio non se l’aspettavano.

Tanto meno lei, Valentina, la collaboratrice domestica moldava che è stata al suo fianco per oltre 10 anni.

Quel denaro non lo vuole, ha fatto sapere convinta, e non ostacolerà tutti i dovuti controlli su testamento e patrimonio.

Si dice scioccata per il lascito e anche pronta a raccontare la propria versione, perché non avrebbe fatto nulla di male.

Nella giornata di ieri comunque  il Tribunale di Brescia  ha deciso il blocco della successione e il congelamento dei conti correnti. 

Davanti al giudice  “La signora ha messo a verbale che non toccherà nulla finchè non si farà chiarezza su quanto appartiene a don Giulio e quanto invece è di proprietà della parrocchia” ha spiegato il legale della Diocesi di Brescia Enrico Bertoni, che comunque non intende impugnare il testamento.

 Prossima udienza 7 novembre.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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