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Emporio: 5 anni a Prato

Edizione del: 26 giugno 2013

Un supermercato solidale, anzi di più, una Piazza dove incontrarsi, ma anche un modello da esportare.

Tutto questo è, ed è diventato negli anni, l’Emporio della Solidarietà.

Nato a Prato nel 2008 – prima esperienza in Italia insieme a Roma – il servizio è pensato per tutte quelle famiglie in difficoltà che non riescono a fare la spesa.

Un numero che negli ultimi anni è cresciuto.

“In cinque anni abbiamo aiutato a mangiare quasi 15 mila pratesi e distribuito prodotti per un valore di 5 milioni di euro”, ha detto il Coordinatore dell’Emporio Marcello Turrini.

Due dati che fanno capire quanto questo aiuto sia importante per la città e il suo territorio.

“La nostra forza è la rete – ha aggiunto Turrini – perché senza la sinergia tra pubblico e privato sociale non potremmo raggiungere tali risultati”.

L’Emporio infatti nasce dall’accordo di Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che si sono messi insieme per rispondere a una esigenza sempre più attuale e urgente.

E proprio venerdì mattina in Palazzo Vescovile i quattro Enti Promotori hanno promosso un convegno per tracciare un bilancio delle attività ma anche per guardare al futuro di questo servizio.

“Ho imparato ad apprezzare questo progetto fin dal mio arrivo in diocesi – ha raccontato il Vescovo Franco Agostinelli –, sono rimasto colpito dal fatto che questo tipo di aiuto rispetti la dignità delle persone. La Caritas infatti non nasce solo per un assistenzialismo fine a se stesso ma anche per educare e sostenere chi si trova nel bisogno”.

Gli altri Promotori hanno ribadito l’importanza dell’Emporio e rinnovato la disponibilità a proseguire nel progetto.

“Allarghiamo le possibilità di aiuto proprio partendo dalla realtà dell’Emporio – ha suggerito il Sindaco Roberto Cenni – come Comune stiamo pensando di mettere a disposizione alcuni terreni di nostra proprietà. Potrebbero nascere delle colture, in questo modo ci sarebbero nuovi posti di lavoro e i prodotti messi in vendita all’Emporio”.

Il supermercato solidale è rivolto solo a residenti nel Comune di Prato, “A noi piacerebbe che un’analoga esperienza potesse nascere anche negli altri Comuni della provincia – ha detto il Presidente della Provincia Lamberto Gestri – vorrei trovarmi insieme ai Sindaci per verificare la fattibilità della cosa. Abbiamo visto che la sinergia espressa dall’Emporio è utile sotto molti aspetti”.

Silvia Bocci, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha portato la sua testimonianza: “Ribadisco l’importanza dei progetti collaterali a quello della distribuzione degli alimenti, penso alla iniziativa sugli stili di vita corretti, dove abbiamo insegnato a donne italiane e straniere a evitare gli sprechi, ad avere atteggiamenti sobri e volti alla sostenibilità”.

Un successo grazie al lavoro di rete

Uno dei segreti della buona riuscita del progetto Emporio è dato dalla rete con altre Associazioni e Gruppi di volontariato pratesi, Centro di Aiuto alla Vita, San Vincenzo de Paoli, Associazione Giorgio La Pira, Confartigianto, Unicoop Firenze, e dal coordinamento curato dal Comitato dei Promotori.

“Questo è un sistema che regge perché ognuno è chiamato a fare la propria parte – ha spiegato Dante Mondanelli, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Prato – e in questo periodo difficile per tutti è quanto mai necessario che pubblico e privato lavorino insieme”.

Nel 2012 sono state aiutate 1.550 famiglie.  di queste il 53% sono italiane, il 14% albanesi, 10% marocchine, 8% nigeriane, 5% rumene e il restante 10% è diviso su 50 diverse nazionalità.

Dati che permettono di riflettere non solo sul servizio reso dall’Emporio ma anche sulla realtà pratese.

Occorrono 140 mila euro per acquistare i prodotti di base

L’Emporio cerca sempre di guardare al futuro in modo da garantire i propri servizi, ma le previsioni non sono delle migliori.

“Abbiamo già calcolato che nel 2014 ci mancheranno prodotti di base per un valore di 130 mila euro – sostiene Rodolfo Giusti, Responsabile per l’Approvvigionamento – e per questo abbiamo lanciato molte iniziative di finanziamento, come la campagna ‘adotta una famiglia a poca distanza’, con la quale chiediamo ai pratesi di farsi carico di coloro che sono nel bisogno. Bastano 5 euro al mese, 60 all’anno per fare in modo che una famiglia possa riempire un carrello della spesa”.

Le cause di questa diminuzione di prodotti sono molteplici.

La Coop, tra i maggiori fornitori, sta riducendo le eccedenze perché ha aumentato le promozioni per la vendita dei prodotti vicini alla scadenza ma soprattutto l’Agea, l’Agenzia Europea per la distribuzione degli alimenti, dal prossimo anno ridurrà di molto il suo servizio.

“Per capire il periodo che stiamo attraversando – ha raccontato il Coordinatore Marcello Turrini – posso dire che per la prima volta in cinque anni abbiamo dovuto comprare la carne, reperire prodotti freschi sta diventando sempre più difficile”.

Il “modello Prato” esportato a Parma e nel resto di Italia

Da Prato il “modello Emporio” si è sviluppato in altre città italiane.

Grosseto, Parma, Gorizia, Trieste, Pescara, Ascoli e Lecce, grazie all’aiuto dell’esperienza pratese, che ha fornito consulenze e consigli, hanno un proprio Emporio.

“Anche una Delegazione della diocesi di Milano è venuta a trovarci per conoscere il nostro lavoro”, ha rivelato Marcello Turrini.

“La cosa positiva è che i ‘figli’ non solo crescono ma ci suggeriscono nuove iniziative, come Parma”, sottolinea Turrini.

Nella città emiliana il 24 giugno sarà lanciata la campagna “Parma facciamo squadra.it” con la quale si chiede ai cittadini di contribuire ai bisogni dell’Emporio.

Grazie a numerosi testimonial, su tutti i giocatori del Parma anni Novanta di Nevio Scala, si intende far capire che il supermercato solidale è un patrimonio della città e tutti devono farsi carico di chi è in difficoltà.

Partecipare è semplicissimo perché è possibile acquistare prodotti on line.

“Un sistema che abbiamo adottato anche a Prato – ha concluso Turrini – sul nostro sito web, www.emporio.prato.it, chiunque può comprare pagando per via telematica. Tutto quello che sarà acquistato sarà poi rendicontato inviando ai donatori un resoconto degli acquisti fatti”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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