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El Pais: Donne Cardinali?

Edizione del: 29 settembre 2013

La proposta di creare Cardinali di sesso femminile – rilanciata dal quotidiano spagnolo El Pais come una possibilità alla quale starebbe pensando Papa Francesco – non è nuovissima: fu avanzata già in un Sinodo, quello del 1987, ma non fu recepita nei documenti conclusivi.

Tuttavia questa ipotesi – in linea del tutto teorica – non sarebbe in contrasto con il “no” al sacerdozio femminile che Giovanni Paolo II ha dichiarato in modo definitivo, approvando un documento del 1995 a firma dell’allora Prefetto della Congregazione della Fede Joseph Ratzinger, e al quale Bergoglio ha già detto di volersi attenere: “quella porta è chiusa”, ha spiegato ai giornalisti nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro.

Di fatto – anche se negli ultimi secoli non ne sono stati creati – anche i laici possono accedere al Cardinalato, semplicemente ricevendo, dopo la “creazione”, l’Ordinazione Diaconale.

E nella Chiesa Primitiva esistevano le Diaconesse, anche se il loro servizio, secondo gli Storici del Cristianesimo più accreditati, non era liturgico ma semplicemente a beneficio dei poveri.

Nel 1997, 10 anni dopo il Sinodo dove fu affrontato il tema, il Cardinale Carlo Maria Martini, allora Arcivescovo di Milano, volle riproporre l’ipotesi di istituire nuovamente le Diaconesse sottolineando che il “no” di Giovanni Paolo II riguardava solo il Sacerdozio.

Secondo lo stesso principio, appunto, sarebbero possibili le donne Cardinali, anche se l’ipotesi appare alquanto remota.

I Cardinali sono infatti elettori del Papa in quanto “Titolari” di Diaconie e Presbiteri della diocesi di Roma o del titolo di una delle piccole diocesi Suburbicarie e l’inserimento delle donne modificherebbe in modo serio tale tradizione.

Il Papa però è il Supremo Legislatore della Chiesa Universale e può decidere in modo assolutamente libero su tutte le materie Canoniche, per questo l’ipotesi di El Pais potrebbe in effetti smentirla solo lui.

Va considerato anche il fatto che la Comunione Anglicana, la cui Dottrina si differenzia dalla Cattolica solo su pochissimi punti, ha già le donne Pastori e sta dibattendo con grande passione, fino a rischiare uno scisma, sulle donne Vescovi.

Secondo l’Arcivescovo Emerito di Bruxelles, Cardinale Godfried Dannels, considerato un grande elettore di Bergoglio, per arrivare all’ordinazione delle donne, però, “prima Vescovi e preti si dovrebbero convertire”.

L’argomento classico contro l’ordinazione delle donne è che Gesù istituendo l’Eucaristia non previde la loro presenza nel Cenacolo, quando disse “fate questo in memoria di me”.

Sulla stessa linea, però, a favore di Cardinali donne si potrebbe forse sostenere che al momento della Pentecoste, quando cioè lo Spirito Santo promesso da Gesù scese sulla Chiesa nascente, Maria Vergine era con gli Apostoli e nella Chiesa le viene tributato – come ricordato recentemente da Papa Francesco – l’onore il più alto, il suo nome precede quello di qualunque Santo.

Don Alessandro Giraudo, Docente di Diritto Canonico alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Torino, commenta l’idea lanciata dal quotidiano spagnolo El Pais.

“L’ipotesi di nominare Cardinale una donna non è nuova. Nella Chiesa se ne discute da tempo e la proposta fu avanzata già nel corso del Sinodo nel 1987”.

Secondo don Giraudo oggi la cosa non sarebbe possibile secondo le norme vigenti, ma queste potrebbero essere cambiate dal Papa.

Attualmente la normativa prevede “che i Cardinali siano uomini e vengano scelti nell’Ordine dei Vescovi o dei Presbiteri. Ci sono casi in cui alcuni che hanno ricevuto la berretta Cardinalizia hanno chiesto di essere dispensati dall’Ordinazione Episcopale come è accaduto ad esempio con il Teologo Hans Urs von Balthasar”.

Con una eventuale modifica “all’interno del Collegio Cardinalizio – spiega don Giraudo – verrebbe inserita un’altra figura nuova e diversa, analoga, per fare un esempio, a quella dei Patriarchi dei Riti Cattolici Orientali che hanno partecipato anche all’ultimo Conclave e che ‘portano’ un’esperienza diversa rispetto all’organizzazione gerarchica della Chiesa Latina”.

Secondo il Docente, “se si vuole fare in modo che il Collegio Cardinalizio diventi un luogo di consultazione a servizio del Pontefice si potrebbe pensare una figura diversa. Però bisogna modificare la normativa”.

E il Papa lo può fare di sua iniziativa, “non ha bisogno di consultarsi con nessuno. Ciò non toglie che potrebbe convocare un Sinodo, per confrontarsi con i Vescovi, oppure agire con un Motu Proprio”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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