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Egitto: attaccata chiesa Copta

Edizione del: 22 ottobre 2013

Almeno 4 persone, tra cui 1 bambina di 8 anni, sono rimaste uccise in seguito a un attacco sferrato contro la chiesa Copta della Vergine Maria a Giza, nel Sobborgo di Warraq, al Cairo, dove domenica 20 ottobre era in corso un matrimonio.

Lo rendono noto fonti mediche, spiegando che almeno altre 12 persone sono rimaste ferite.

A sferrare l’attacco sono stati 2 uomini armati a bordo di una motocicletta, che hanno sparato contro la folla riunita davanti alla chiesa per celebrare gli sposi e poi sono fuggiti.

Il prete Copto Thomas Daoud Ibrahim era all’interno della chiesa al momento della sparatoria.

“Quello che è successo è un insulto all’Egitto e non è solo diretto contro i Cristiani Copti. Stiamo distruggendo il nostro Paese”, ha detto il Religioso.

Un altro prete, Beshay Lotfi, ha denunciato che la chiesa era senza una guardia della polizia dalla fine di giugno.

Al momento l’attentato non è stato rivendicato.

La comunità Cristiano Copta egiziana di recente è stata vittima di attacchi condotti da Islamisti che l’accusano di sostenere l’esercito nella deposizione del Presidente Mohammed Morsi.

Da allora la comunità Cristiana ha subito numerosi attaccati, tra cui ad oltre 30 chiese, 122 negozi e 51 case di Copti Cristiani, soprattutto nell’Alto Egitto.

I Cristiani rappresentano il 10% degli 8 milioni che compongono la popolazione egiziana.

Il Primo Ministro egiziano Hazem el Beblawi e le principali Autorità religiose Musulmane in Egitto hanno condannato l’attacco contro la chiesa Copta.

In un comunicato il Premier Beblawi ha definito l’attacco “criminale e vigliacco”.

“Simili atti deplorabili non riusciranno mai a seminare la divisione fra Copti e Musulmani”, ha detto, sottolineando che i servizi di sicurezza sono al lavoro per arrestare gli assalitori.

Il Gran Imam di Al Azhar, Ahmed El Tayyeb, ha definito l’attacco come un atto “criminale contro la religione e i valori”, esprimendo  le sue condoglianze ai familiari delle vittime.

Il Gran Mufti Shawki Allam ha affermato che “le aggressioni contro le chiese sono atti proibiti dalla Sharia Islamica”.

Il Mufti ha fatto appello a Musulmani e Cristiani a serrare le fila per “sbarrare la strada a chi tenta di dividere il paese”.

Anche i Fratelli Musulmani hanno condannato l’attacco.

“Condanno con la più grande fermezza questo attentato e chiedo l’apertura di un’inchiesta subito per identificare gli assalitori, perché questo è un gioco che prende di mira la sicurezza nazionale”, ha scritto Darar, uno dei Dirigenti del Partito Giustizia e Libertà, sulla sua pagina Facebook.

L’Attivista Copto Naguib Gobrail ha chiesto le dimissioni del Governo.

In un comunicato Gobrail attribuisce la responsabilità dell’attacco ai Copti al Premier Beblawi e al Ministro dell’Interno, Mohamed Ibrahim, accusandoli di avere mancato nel loro “dovere” di garantire la sicurezza delle chiese.

Nel frattempo i giovani di Maspero, Movimento di Attivisti Copti, ieri, lunedì 21 ottobre, hanno protestato davanti alla Sede del Governo per chiedere che Ibrahim venga processato.

A settembre le Forze dell’Ordine avevano avviato una mega operazione a Degla, sempre nell’alto Egitto, per individuare gli autori degli attacchi alle Comunità Cristiane.

Ma questo nuovo attacco al Cairo riapre la questione della difficile convivenza con la comunità Copta, obiettivo, spesso anche sotto il Regime di Hosni Mubarak, di attacchi sanguinosi, come quello della notte di Capodanno del 2011 in una chiesa di Alessandria, nel quale persero la vita oltre 20 persone.

“Non sono solo i Copti ad essere nel mirino ma l’Egitto intero” ha detto Guirguis, un 20enne abitante del quartiere dell’assalto, che ha definito l’attacco “vigliacco”.

“Qui siamo di fronte ad una disfatta della sicurezza – ha attaccato ancora – gli attacchi si ripetono e in nessun caso il Ministero dell’Interno riesce ad individuare i colpevoli”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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