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Effetti positivi truppe francesi e africane

Edizione del: 10 dicembre 2013

Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou che si trova a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana informa che “la situazione nella capitale è calma così come a Bangassou. Si inizia ad avvertire la presenza dei 200 soldati francesi e dei circa 500 militari congolesi arrivati nel Paese” dice .

Con l’avvio del dispiegamento delle truppe francesi e africane, secondo Mons. Aguirre “possiamo descrivere tre diverse situazioni nelle quali vive il Paese. In primo luogo i Ribelli Seleka sembrano essere in fuga per lo meno da Bangui e dalle aree limitrofe”.

“Fuori di Bangui – dice Mons. Aguirre – si sono avuti degli scontri tra i Ribelli Seleka, soprattutto quelli di origine straniera, che scappano portandosi dietro il frutto dei loro saccheggi, e la popolazione che, non avendo più paura, sbarra loro la strada, cercando di recuperare i propri beni. Ho saputo che ci sono state vittime a Damara e a Bouali, a 40-50 km da Bangui”.

“Nel nord, dove il deposto Presidente Bozizé è originario la situazione è differente” prosegue il Vescovo.

“A Bouca e a Bossangoa diverse migliaia di persone, in maggioranza Cristiani, sono ancora rifugiate nelle Missioni Cattoliche. A Bouca per esempio 30.000 persone sono accolte nella Missione Cattolica, mentre i Musulmani non si muovono dal loro quartiere. Gli sfollati vivono nella paura, e soffrono la mancanza di cibo e medicinali”.

“Infine abbiamo la situazione come quella della mia diocesi, Bangassou, dove i Seleka ‘buoni’, chiamiamoli cosi, in collaborazione con i militari della Fomac hanno sequestrato le armi alle bande irregolari” afferma Mons. Aguirre.

“A Bangassou abbiamo costituito da un mese un gruppo di mediazione formato da Musulmani, Cattolici e Protestanti, per promuovere la pace e la riconciliazione attraverso il perdono. Questo lavoro sta portando già i primi frutti: la Domenica di Cristo Re, 24 novembre, una folta delegazione di Musulmani ed una di Protestanti ha assistito alla Messa. Al mio ritorno a Bangassou si terrà un incontro di preghiera interconfessionale per la pace e la riconciliazione”.

“Quindi la situazione centrafricana è differente a secondo del luogo dove ci si trova. Le tensioni interconfessionali sono più forti nel nord, ma credo che con il dispiegamento delle truppe francesi ed africane sarà possibile evitare lo scontro interreligioso, che d’altronde nessuno ha pianificato. Occorre comunque continuare a lavorare per la riconciliazione” conclude il Vescovo.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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