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Don Russo: Amnistia non risocializza

Edizione del: 19 ottobre 2013

Don Vincenzo Russo, Cappellano del carcere fiorentino di Sollicciano e responsabile di questo settore per l’Arcidiocesi fiorentina, sostiene che “certo, l’Amnistia apre le porte del carcere senza offrire una minima progettualità fuori dal carcere, con il rischio altissimo di future recidive”.

Ma “siamo di fronte a un’emergenza del sovraffollamento e anche ad una grande disorganizzazione della gestione degli Istituti di Pena: sicuramente, quindi, qualche intervento va fatto”.

Don Vincenzo, sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa, opera fondata dal Servo di Dio don Giulio Facibeni, spiega che  “una persona che esce dal carcere senza una prospettiva futura, ritorna in carcere. Bisogna implementare il ricorso alle misure alternative alla detenzione, ma per fare questo ci vogliono delle strutture risocializzanti, dove inserire i detenuti”.

Quanto agli umori popolari, “credo che la gente abbia tutte le buone ragioni per poter pretendere che sia applicata una giustizia – premette don Russo – Dall’altra parte, se io mi metto nei panni di un detenuto, credo ci siano tutte le ragioni per poter pretendere condizioni di vita accettabili”.


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