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Don D’Ambrosio su Riforma Papa

Edizione del: 20 giugno 2013

Don Rocco D’Ambrosio, Docente di Filosofia Politica ed Etica Politica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, commentando le parole che martedì sono state attribuite al Papa sulla presenza di una Lobby gay e una corrente di corruzione in Vaticano, ha affermato che contro l’annunciata Riforma della Curia di Papa Francesco “ci sono segnali di resistenza, anche abbastanza forti”, che prendono le forme “del pettegolezzo, dell’insinuazione e persino della minaccia e del malcontento”.

Ma Papa Bergoglio, di fronte “ai due grandi temi scottanti del rapporto con il potere-danaro da un lato e del potere-moralità personale dall’altro”, emersi negli ultimi mesi, “ci sta aiutando molto a dire no a tutte le forme perverse di potere e di corruzione”.

Alla domanda se vi siano resistenze all’annunciata Riforma della Curia da parte di Papa Bergoglio, don D’Ambrosio osserva: “Credo vi siano segnali e anche abbastanza forti. In un contesto di comunità di fede religiosa come quella Cattolica questi possono prendere la via del dialogo, del confronto nel rispetto, oppure, quando vengono taciuti, prendono quella del pettegolezzo, delle insinuazioni, persino delle forme di minaccia e di malcontento; di questo secondo modo vediamo diverse tracce nell’intervento di martedì di Vittorio Messori a Porta a Porta”.

Quali sono i timori che una Riforma del Papa può sollevare?

“Una serie di eventi negli ultimi mesi del Pontificato di Benedetto XVI – spiega il Docente della Gregoriana – ci portano a considerare due grandi temi scottanti: il rapporto con il potere-danaro da una parte e il rapporto potere-moralità personale dall’altra. Credo che lo stile Evangelico di Papa Francesco ci stia aiutando molto non solo a dire no a tutte le forme perverse di potere sia in termini di danaro, sia in termini di moralità personale, ma ci sta aiutando ad approfondire anche le radici spirituali di questi mali”.

“Il volume di Bergoglio sulla corruzione – aggiunge – è illuminante in materia, confortante e molto preciso a dire no a tutte le forme di corruzione nel mondo e nella Chiesa”.

In che modo Papa Francesco guiderà la Chiesa in questa sua fase?

“Papa Bergoglio è un Gesuita nel senso più profondo del termine, la saggezza dei Gesuiti porta ad avere grande tenacia nelle Riforme e ascolto nei consigli, la sua forza è non solo la capacità di Governo personale ma anche la volontà di condividere la responsabilità a diversi livelli”.

I fedeli che affollano in grande quantità gli appuntamenti con il Papa che cosa si attendono?

“Una metafora molto importante è quella del linguaggio – osserva don D’Ambrosio -. Quando il Papa parla è immediatamente compreso da persone che non hanno sovrastrutture ideologiche, parla a intelligenze semplici e profonde che lo intendono immediatamente mentre c’è un rifiuto da parte di quelle persone che pensano alla fede in termini ideologici, di sovrastruttura, di tradizioni che non sanno rinnovarsi. Più piace ai lontani, come persone e come intelligenze profonde, meno piace ai vicini che hanno perso la freschezza della fede”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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