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Documento su Battesimo Ortodosso

Edizione del: 12 gennaio 2014

La Chiesa Ortodossa Russa ha deciso di affrontare la questione sul Battesimo dei bambini nati da una maternità surrogata spiegando le ragioni del suo “no” in un documento ufficiale.

Il Documento è stato adottato dal Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa che si è riunito a fine anno ma poiché la posizione presa ha suscitato dibattiti, è di oggi una versione francese del testo in cui si può leggere integralmente il Documento.

È la prima volta che una Chiesa Cristiana prende una posizione così esplicita sulla questione.

D’altronde la maternità surrogata è una pratica già da tempo largamente diffusa in Russia ed è regolata dalla Legislazione in materia.

Coppie straniere provenienti da Paesi con Legislazioni più restrittive non di rado si recano in Russia per accedere a questa pratica.

Da qui anche la ragione per cui la Chiesa Russa ha deciso di interrogarsi sull’atteggiamento Pastorale e non solo etico rispetto al fenomeno.

Il Santo Sinodo chiarisce subito che “il bambino non è responsabile per le azioni dei suoi genitori e non è colpevole del fatto che la sua nascita sia stata associata ad una tecnologia riproduttiva condannata dalla Chiesa. D‘altra parte – si legge nel Documento – la responsabilità dell‘educazione Cristiana del bambino è responsabilità dei genitori e dei padrini”.

La questione quindi si gioca tutta sulla consapevolezza da parte dei genitori e dei padrini di aver compiuto un atto, la maternità surrogata, contraria all’insegnamento della Chiesa e sul loro “pentimento”.

Pertanto, “il rifiuto di battezzare il bambino corrisponde alla tradizione Ortodossa, che richiede il consenso presunto dei battezzati – nel caso del Battesimo di un bambino, i suoi genitori e i suoi padrini – con l‘insegnamento della Chiesa. Tale rifiuto avrà anche un significato Pastorale in quanto la società avrà dalla Chiesa un chiaro segnale che la pratica di ‘maternità surrogata ‘ è da un punto di vista cristiano inaccettabile”.

La via di uscita pertanto sta nelle mani degli stessi genitori: il bambino cioè può essere battezzato nel caso i suoi genitori “si rendono conto che, da un punto di vista Cristiano, una tale tecnologia di riproduzione è moralmente riprovevole”.

Solo in questo caso la Chiesa può assicurarsi che un bambino battezzato sia cresciuto secondo la fede Ortodossa e la morale Cristiana.


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