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Dall’Iraq dialogo con la musica

Edizione del: 13 aprile 2013

Dialogo tra culture attraverso la musica, lingua comune che attraversa i continenti e che avvicina l’Italia e l’Iraq.

E’ stato questo il leit-motiv dell’evento organizzato dall’Ambasciata Irachena presso la Santa Sede in Via della Camilluccia a Roma in occasione del 10° Anniversario della caduta della Dittatura di Saddam Hussein.

Una serata all’insegna della melodia e dell’arte dal titolo “Terra di Abramo che ci unisce”.

Un viaggio tra immagini e suoni sulle note dei musicisti di “Assisi Suono Sacro” e dell’orchestra di musica irachena Ons, diretta da Saleh Tawil con la partecipazione del giovane strumentista Marwan Samer.

Sullo sfondo lo scorrere delle immagini Sacre di Assisi e dei tesori artistici dell’Iraq, in una liturgia comune basata sulla fede e sulla capacità dei popoli di rinascere anche dopo la guerra, la fame e le persecuzioni.

Nel suo saluto l’Ambasciatore Habeeb Mohammed Hadi Ail al Sadr, ha sottolineato i punti comuni tra la Religione Giudaico-Cristiana e l’Islam: “Proponiamo una tavola rotonda – ha detto l’Ambasciatore – intorno alla quale far sedere i Saggi delle Religioni per elaborare una sorta di codice di condotta etica globale per stabilire sistemi e controlli per mantenere comportamenti moralmente adeguati tra le nazioni, le religioni e le civiltà”.

E la musica in questo, ha detto il Rappresentante iracheno “è non solo cibo dell’anima e bevanda dei cuori ma anche lingua comune che attraversa i Continenti senza bisogno di mediatori o interpreti”.

Tra gli eventi della serata anche la lettura del “Cantico delle Creature” di San Francesco a cura di Simona Esposito.

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