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Curia BO: fiaccolata anti-Halloween

Edizione del: 30 ottobre 2013

La Curia di Bologna, per la vigilia di Ognissanti, mette in pista Processione e preghiera anti-Halloween al cimitero della Certosa.

“La proposta di celebrare con un rito Cristiano la sera del 31 ottobre risponde all’esigenza di riproporre lo spirito giusto della vigilia di Ognissanti a fronte di una deriva commerciale e carnevalesca di gusto horror, che la ‘moda’ di Halloween ha imposto, soprattutto ai giovani e giovanissimi, negli anni recenti”, spiega Monsignor Gabriele Cavina, Pro Vicario Generale dell’Arcidiocesi, in un intervento su “Bologna 7”, inserto  della Curia su “Avvenire”.

Proprio Cavina, giovedì 31 ottobre, guiderà il momento di preghiera a San Girolamo della Certosa al termine della Processione, con fiaccole, che prenderà il via dalle ore 21 dalla chiesa di Santa Sofia del Meloncello.

Al termine è prevista anche la distribuzione delle “fave dei morti”: infatti, spiega Monsignor Cavina, “la tradizione ci consegna anche il dolcetto, ma qui non c’è la beffa di uno scherzetto”.

Il Pro Vicario insiste soprattutto sul tema della preghiera: “Si alimenta della Parola di Dio che origina la fede ed è il potente esorcismo dalle varie menzogne che il maligno è pronto a raccontarci per farci cadere e intrappolarci in paure che annebbiamo la ragione. No, con il male non si scherza. La morte non è un gioco. La speranza esiste e nasce dalla rivelazione di Dio Padre amante delle sue creature. Attenzione a cosa propone Halloween: il brutto, il deforme, il buio, il macabro, l’occulto. Il proverbio dice: ‘chi cerca trova’ e io aggiungo e i cocci sono suoi”.

Nel proporre l’appuntamento di giovedì, Monsignor Cavina cita vari passaggi del recentissimo documento della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna sulla “Religiosità alternativa”, nel quale si tratta anche di Halloween.

Perché è in quelle pagine che i Vescovi condannano questa “festa importante per i satanisti, che corrisponde alla vigilia dell’anno nuovo secondo il ‘calendario delle streghe’. Il Cristiano non può accettare tale festa, così come proposta oggi, in quanto è legata strettamente ad atteggiamenti superstiziosi ed è contraria all’autentica vocazione Cristiana”.

Dunque, prosegue il Pro Vicario, “vorremmo riappropiarci di questa serata, cogliendone la bellezza innanzitutto con la devozione Cristiana che conclude il mese di ottobre, tradizionalmente del Rosario”.

E l’invocazione dei Santi, soprattutto i Patroni delle comunità locali, “è importante per dirci che abbiamo di fronte ‘persone positive ed esemplari che hanno vissuto realmente su questa terra’ e a loro desideriamo ispirarci, non – dice citando ancora i Vescovi – a una zucca vuota illuminata al suo interno, a fantasiosi fantasmi e folletti, a immaginari mostri, streghe e vampiri, all’occulto, al male”.


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