Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Cupido fa centro in rione Zeloti

Edizione del: 3 settembre 2013

Le centinaia di migliaia di Ortodossi che vivono e si moltiplicano in Israele rappresentano per la maggioranza laica un paradosso: sono al tempo stesso molto vicini fisicamente, ma molto lontani psicologicamente, per il loro stile di vita modellato su regole cristallizzatesi nell’Europa orientale di due-tre secoli fa.

Ecco allora che Akiva giovane insegnante Ortodosso che, di nascosto, coltiva la passione per la pittura, arte detestata dai Rabbini Maestri di Dottrina, e Elishevam, vedova timorata che si sente sola e che il venerdì sera, di nascosto, ascolta la musica con gli auricolari, in aperta trasgressione del riposo sabbatico, diventano i protagonisti di una storia d’amore che si sviluppa nel rione ultraortodosso di Mea Shearim, a Gerusalemme, nelle 12 puntate della serie televisiva israeliana “Shtisel”, diventata ormai una trasmissione cult in Israele.

Visti di sfuggita, incontrati fugacemente per strada o sull’autobus, Akiva ed Elisheva sembrerebbero l’incarnazione degli stereotipi che gli israeliani laici hanno degli Ortodossi.

Ma quando si impara a conoscerli, le idee preconcette crollano come castelli di carte.

E il serial “Shtisel” adesso raggiunge un altissimo share.

La serie tv, prodotta da ex studenti di Collegi Rabbinici, consente all’Israeliano laico di guardare alla routine delle enclave Ortodosse dall’interno e di coglierne le sfumature più delicate, le pulsioni, e anche l’umorismo intriso della tradizione yiddish: l’idioma parlato dagli ebrei dell’Europa dell’est, che il Premier David Ben Gurion cercò di estirpare nel giovane Stato sionista d’Israele, perché ai suoi occhi espressione della Diaspora, della ghettizzazione, del passato.

Al centro della trama, l’anziano insegnante Sholem Shtisel, vedovo da un anno, logorato dal tempo, che vorrebbe vedere finalmente accasato anche il figlio minore, Akiva.

Le regole della società imporrebbero un matrimonio combinato: con il suo lignaggio sociale, Akiva potrebbe aspirare ad una Ortodossa giovane, di bell’aspetto.

Ma Cupido è in agguato ed egli si invaghisce invece di Elisheva, due volte vedova e con un figlio a carico.

Le sue “quotazioni” sociali, nel mercato delle future spose, sono molto basse.

“E’ come una cotoletta riscaldata”, secondo lo sprezzante commento del Rabbino Sholem.

Per interpretare la “cotoletta riscaldata”, l’attrice israeliana Ayelet Zorer è giunta appositamente da Hollywood, dove spesso lavora.

“Questa storia d’amore ha un che di letterario – ha osservato – unisce aspetti veri a momenti non tanto reali”.

La critica non le lesina elogi.

Sholem è interpretato dall’attore comico Dov Glickman.

“La cosa più difficile è stato farmi crescere la pancia – spiega -. Ogni volta ci voleva un’ora per indossare gli abiti e per applicarmi la barba, con una colla tenacissima di formula segreta”.

Glickman precisa di non essersi immerso nella società Ortodossa prima delle riprese.

“Del resto – nota con umorismo yiddish – non credo che sarei andato a frequentare principi danesi se mi avessero offerto il ruolo di Amleto…”.

La serie è rivolta in primo luogo al pubblico laico, perché gli Ortodossi non dovrebbero avere in casa apparecchi televisivi, bollati dalle loro guide spirituali come strumenti di perdizione.

Ma “Shtisel” incrina anche questo stereotipo.

Trasferita in una casa di riposo, la madre ottantenne di Sholem, incurante dell’imbarazzo del figlio Rabbino, si fa infatti installare un televisore per la prima volta nella sua vita.

Sarà sedotta dalle soap-opera e anche dai western dove, spiega con tono didattico, “vi sono tanti ragazzi a cavallo che hanno cappelli da Rabbini: eppure – nota sbigottita – sono malvagi, e perfino sparano”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login